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«I traduttori editoriali in Europa: esperienze a
confronto» All'incontro
hanno partecipato traduttori letterari in rappresentanza di
Italia, Norvegia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Svizzera
e Spagna, affiancati da un membro del CEATL (Conseil
Européen des Associations
de Traducteurs Littéraires),
presente su richiesta della stessa associazione, che ha subito guardato
con interesse all'iniziativa. La riunione, per quanto
limitata a una cerchia ristretta di Paesi, è stata un'ottima occasione
per conoscere la situazione professionale dei nostri colleghi stranieri
e porre le basi di una discussione che nel tempo possa servire a mettere
a fuoco i problemi della categoria e auspicabilmente
intervenire con una risposta collettiva. L'incontro è stato aperto in rappresentanza
dell'Italia da Marcella Dallatorre, per anni
ai vertici dell'EWS (European Writers' Congress) e del CEATL, la quale ha tracciato un quadro lucido
e a dir poco sconsolante della situazione nel nostro Paese, dove vige
una legge sul diritto d'autore rimasta pressoché immutata dal 1941 e il
mercato è dominato dai cosiddetti buy-out
contracts, che prevedono la cessione in blocco di tutti
i diritti. L'unico segnale positivo arriva dalla
recente attuazione della direttiva europea sulla reprografia
e dalla conseguente distribuzione a editori e autori (traduttori inclusi)
dei proventi derivanti dalle fotocopie, secondo l'accordo stabilito tra
Non potendo
qui riassumere la complessità degli interventi, tutti densi di spunti
di riflessione, ci si limita a qualche accenno, iniziando dal collega
norvegese Jon Rognlien, che con l'abituale
simpatia ha illustrato la situazione nel suo Paese, considerato un «faro»
nella tutela degli autori e l'unico in cui sia mai stato attuato uno sciopero
dei traduttori letterari. Un'iniziativa sulla quale il collega si è soffermato
in modo particolare, descrivendone l'impatto e sottolineando
come il suo presupposto sia stata una grande solidarietà di categoria.
Di notevole interesse anche la relazione della collega Maja Pflug
in rappresentanza della Germania, Paese che ha
recentemente modificato la propria legge sul diritto d'autore, introducendo
il fondamentale concetto di «equo compenso». La nuova legge, entrata in
vigore nel Restando in
tema di conquiste significative, la collega francese
Françoise Brun ha parlato, tra le
altre cose, del Code des
Usages, accordo sottoscritto negli anni
'90 dalle associazioni di autori e di editori, rimasto a livello di buone
intenzioni fino a una recente sentenza del Tribunale di Parigi che, facendo
espresso riferimento al documento in una causa tra un traduttore e un
editore, ha stabilito un importante precedente. Il Code des Usages, al pari di quelli
in uso per le altre categorie professionali, codifica le pratiche da seguire
nella professione, prevedendo in questo caso l'obbligo di un contratto
e un profitto proporzionale al ricavato dell'editore. Altra importante
conquista dei colleghi d'Oltralpe è l'aver fatto in modo che una quota
dei proventi derivanti dal prestito bibliotecario confluisca in un fondo
pensionistico per gli autori. A questo proposito è interessante notare
che in nessuno dei Paesi rappresentati all'incontro
la direttiva europea sul prestito bibliotecario continua a suscitare tanta
ostilità come in Italia. In molti di essi, al contrario, la direttiva è già operante da anni e,
grazie ai fondi derivanti da essa, è stato possibile attuare numerose
iniziative a sostegno della cultura e dei traduttori. La tavola rotonda
è stata chiusa dal collega spagnolo Juan Vivanco, che ha illustrato una situazione per molti versi
sovrapponibile a quella italiana: un mercato
editoriale ipertrofico dove la quantità prevale sulla qualità, una legge
potenzialmente favorevole ostacolata dagli interessi dei grandi gruppi
editoriali e un basso tasso associativo tra i traduttori. In conclusione,
si può affermare che questo primo incontro europeo sulle tematiche professionali dei traduttori letterari, che nelle
intenzioni dovrebbe avere cadenza annuale, ha portato alla luce molti
aspetti interessanti e offerto molte idee, anche per quanto riguarda eventuali
campagne di sensibilizzazione dirette al grande pubblico. Starà all'impegno
di tutti noi fare in modo che questo confronto non resti
sterile ma sia di aiuto nel sostenere la difesa dei diritti della nostra
categoria. Marina Rullo Sezione traduttori Sindacato Nazionale Scrittori |