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DOCUMENTO CONCLUSIVO DELL’ASSEMBLEA
DELLA SEZIONE UMBRIA DEL SNS
Editoria e comunicazione nell’era globale,
ci impongono riflessioni di particolare crudezza e di grande realismo. La
crudezza riguarda soprattutto l’analisi delle condizioni e dei condizionamenti
attuali dell’industria editoriale multimediale nei confronti di una
comunicazione sempre più manipolata, drogata, inquinata, ma che resta comunque una colonna portante della società attuale, di
fatto oggi chi non comunica, sia a livello di parole che di immagini, non
esiste. E qui subentra il realismo, cioè la constatazione
della complessità di una situazione che ci vede in ritardo nella comprensione e
soprattutto nell’azione, nei confronti dei nuovi assett dell’industria editoriale e delle sue strategie. Strategie che propongono
scenari inquietanti, a partire dal più inquietante . la scomparsa dell’autore, cioè la scomparsa a livello
individuale del creatore di scrittura, di storie, di trame,sostituito da
operazioni di marketing e di redazione ( ne potremmo già citare molte che
vengono proposte dall’industria editoriale come “grandi successi” ). La
creatività intesa a livello di capacità individuale, quello SCRIVERE E’ DI
TUTTI, che è nel logo di questa iniziativa, è in
pericolo, siamo di fronte alla possibile scomparsa della creatività letteraria,
almeno come l’abbiamo intesa fino ad oggi. Che fare?
Guardare alla piccola editoria, all’editoria di
territorio o di nicchia? Occorre per questo un intervento della politica, che
pianifichi costi, benefici e rischi di una scelta del genere, probabilmente
irreversibile, di fronte allo strapotere dell’industria editoriale.
Nel frattempo un angoscioso interrogativo tormenta gli
autori: pubblicare oggi è possibile? Di fronte ai numerosi ostacoli che le
multinazionali della cultura pongono davanti agli autori, la fuga nella rete
può essere la sola via d’uscita possibile, ma per andare dove? Magari in quegli
spazi “liberi” ( lo dico fra virgolette), chiamati blog,
dove si narra la favola del “sogno americano”, per il quale un grande editore prima o poi si accorgerà di voi e vi proporrà un contratto
milionario, dicono che è già accaduto a qualcuno. Ma nel blog il nuovo come può emergere? Anche la rete è condizionata dal mercato e le sue grandi
possibilità alle volte non sono che scappatoie virtuali dalla realtà. Scrivere
è ancora di tutti? Come diceva Cioran? Non sappiamo
fino a quando.
E leggere? I livelli di lettura in
Italia rivelano che le classi dirigenti e quelle subalterne leggono poco entrambe. Per quest’ultime una ragione potrebbero essere le difficoltà finanziarie o il sempre
minor tempo a disposizione nel contesto di un quotidiano fatto di lavoro molte
volte precario, di tempi accorciati, di flessibilità totale, per le prime c’è
invece la constatazione della profonda crisi della nostra classe dirigente, che
espone il Paese a seri pericoli sul fronte della competitività internazionale,
dal momento che una ricerca della Unione Europea, pone ai primi posti della
classifica della competitività quei paesi che hanno livelli di lettura alti,
cioè esiste un rapporto incontestabile fra livelli di lettura e di
competitività. Leggere, può ancora essere di ognuno, senza leggi? Cioè senza quei sostegni pubblici e anche privati alle
librerie e alla diffusione della lettura: leggi per leggere, per poter
continuare a leggere dovunque sia possibile, è necessaria allora un’alleanza
virtuosa fra autori,editori,lib
Un ruolo che può assomigliare a quello degli uffici
postali sul territorio, che può essere integrato da biblioteche circolanti. E’ importante quindi il ruolo
della regione e della sua capacità legislativa nel settore, come
è anche auspicato dalla Unione Europea, che raccomanda di privilegiare
gli strumenti diretti per sostenere l’editoria, un contributo decisivo per la
lotta alla precarizzazione del lavoro culturale, in
un momento nel quale la società della globalizzazione assiste alla sua precarizzazione senza dare segni di
cambiamento, occorre invece creare un ampio confronto per il rinnovamento degli
strumenti culturali del Paese.
Un ruolo che il SNS può e deve
svolgere conquistando lo status di interlocutore delle istituzioni al centro e
alla periferia, cogliendo le opportunità derivate da un clima politico nuovo
che sta mostrando un nuovo e concreto interesse verso l’organizzazione
culturale e soprattutto verso le problematiche che costituiscono la mission del nostro sindacato. L’impegno per una legge
quadro nazionale a sostegno dell’editoria e della diffusione del libro e della
lettura non può non rapportarsi al parallelo impegno per la diffusione dei
diritti degli autori e per la difesa del loro status e del loro ruolo nella società.
Il prossimo Congresso SNS deve quindi affermare una immagine di credibilità, di forza e di concretezza per
il raggiungimento di questi obiettivi, dando a questo sindacato l’organizzazione
necessaria per essere sempre più all’altezza del suo compito.
Perugia 8 Novembre 2006
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