Intesa tra Sindacato Nazionale Scrittori e l'Unione degli Scrittori Egiziani

Di Alessandro Trigona

 

 

Giovedì, 4 maggio, presso la sede dell'Unione degli Scrittori Egiziani a Il Cairo, viene siglato un protocollo di intesa tra l'Unione stesso e il Sindacato Nazionale Scrittori. Viene così rispettato l'impegno assunto già nel corso del 2005 di avviare un lavoro congiunto tra le due organizzazioni. Si parla di scambi culturali, di promuovere incontri tra scrittori dei due Paesi, si parla di superare quelle diffidenze tra le diverse culture che ha portato alcuni a ipotizzare e quasi auspicare uno "scontro di civiltà", altri a lanciare anatemi contro il "mostro islamico" o contro i nuovi "crociati". Non sarà così, non deve essere così. Questo almeno è il pensiero e la convinzione del Sindacato Nazionale Scrittori. Non c'è crociata, non ci sono demoni infedeli da combattere e distruggere. C'è da aprire un confronto, sereno, quanto pacato. Partendo anche dalle differenze sociali, culturali e politiche, ma nel pieno e totale reciproco rispetto. Perché le differenze sono ricchezza e non depauperamento. Di guerre ne abbiamo avute tante, troppe. Ora bisogna prendere in mano la forza della ragione e cominciare a lavorare insieme perché le uniche armi che è legittimo usare sono la penna o il più moderno, tecnologicamente avanzato, computer.

Come Sindacato abbiamo sempre ripudiato l'idea della violenza. E lo abbiamo detto e urlato quando l'America di Bush, con i suoi improvvisati alleati, ha dato vita all'occupazione dell'Iraq. C'era da far cadere un sanguinario tiranno. Non c'era dubbio. La libertà, per uno scrittore come per tutti, è essenziale perché egli possa svolgere il suo lavoro. E vivere. Ma il ricorrere alla guerra no, non condividiamo. Soprattutto nel momento in cui sarebbe possibile utilizzare altri strumenti. Ma sull'onda della tragedia di New York, ragionare era impossibile, dissentire ancora peggio. Si era nemici. Si diventava nemici, alleati dei "terroristi". Così è stato e così, purtroppo, ancora è, sebbene la monolitica posizione degli "esportatori" di democrazia appare oggi scalfita, mostra tutta la sua reale debolezza, se non palesa il vero senso di una volontà egemonica di porre sotto controllo un'area ricca di petrolio. Un'aria strategica in vista anche della prossima, futura contrapposizione con la Cina del capitalismo di Stato.

Premesso questo, convinti che la forza della ragione sia dalla nostra parte, come Sindacato Nazionale Scrittori abbiamo voluto sottoscrivere l'accordo con l'Unione degli Scrittori Egiziani. Aprire il confronto non certo ignorando i problemi esistenti. La realtà dei fatti. La situazione in Medio Oriente è quella che è. Complessa, difficile. In molti Paesi non esiste libertà di stampa, di espressione ed il rispetto dei diritti umani sono spesso un optional. Ma proprio per questo il confronti si deve aprire e con essa una seria riflessione.

In autunno siamo stati invitati a partecipare ai lavori dell'Assemblea che, ogni anno, vede riuniti i rappresentanti dei Sindacati Scrittori di molti, se non tutti, i Paesi arabi. Stiamo parlando di Siria, Giordania, Tunisia, Arabia Saudita, etc, etc, etc. Cosa c'è e cosa ci sarà in ballo? Difficile dirlo. L'importante è esserci. E fare sentire la nostra voce. Ribadire, anche in quel contesto, i principi ai quali ci ispiriamo. Quali saranno le possibili reazioni? Saranno di chiusura? Oppure. bisogna scoprire le carte. Andare a vedere e capire. Trovare il modo di dialogare. Rendere esplicito che, se l'Islam non è Bin Laden, l'Occidente non è Bush. E nemmeno la Fallaci. Che c'è un pensiero moderno che vuole che i diversi si parlino, si comprendano e trovino il modo di superare i rispettivi limiti nel nome di un progresso civile, sociale e culturale di cui tutti possiamo trarre giovamento.

Un ringraziamento particolare all'Ambasciatore d'Italia Antonio Badini. Al suo Primo Segretario, Andrea Catalano di Melilli. Alla dottoressa Rispoli, direttrice dell'Istituto di Cultura a Il Cairo. A tutto il loro staff. Che ci hanno assistiti, aiutati e accompagnati in questo non facile passo. Quando si parla di italianità, di esaltare valori nazionalistici si rimane sempre un po' perplessi perché sappiamo fin troppo bene cosa si può nascondere dietro certe retoriche. Questo non è il caso. Il loro caso. Siamo in presenza di personalità che, con grande serietà e professionalità, portano avanti il loro non facile lavoro di rappresentanza. E di questo gliene diamo atto.

E un ringraziamento al Presidente dell'Unione degli Scrittori Egiziani, Mohamed Salmawi e ancora congratulazioni per l'alta onorificenza attribuitagli dal nostro Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.