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Newsletter n.4 Luglio 2005

IN PRIMO PIANO - GIULIO EINAUDI


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IN PRIMO PIANO
Giulio Einaudi
Lo snobismo, l'egemonia culturale della sinistra e le falle del revisionismo storico

Letteratura e Resistenza
Un'antologia
anti-neorealista curata da Gabriele Pedullà, la primogenitura di Uomini e no di Vittorini e l'ultimo romanzo di Giuseppe D'Agata

Garboli 1
Un critico sedotto e seduttore, con una intelligenza confinante con la "vera" bontà

Garboli 2
L'attrazione fatale per Antonio Delfini, uomo-bambino e autore smarrito  di un romanzo italiano andato in frantumi

Letteratura orale
Dagli album anni '70 di Marco Paolini alle storie di guerra di Ascanio Celestini

Fine del postmoderno
Ferroni: torniamo all'umanesimo letterario. Luperini: è una proposta anacronistica, sta nascendo una nuova era ancora senza nome

Cordelli
Al vertice del Novecento "impegnato" ci sono Paolo Volponi e Ottiero Ottieri

Anceschi
Moriva dieci anni fa il fondatore del Verri, critico anti-dogmatico,  dimenticato maestro di fenomenologia  estetica

Lavagetto
La critica è malata terminale?


Calasso
Un editore-scrittore conquistato dalle ninfe


Graphic Novel
Da Ammaniti a Carlotto dilaga la letteratura noir a fumetti


Scrittura e lettura
Due ossessioni allo specchio nella visione di Roger Chartier

Mercato Editoriale
Secondo Carlo Feltrinelli «è stabile, ma anche statico. Forse stitico»

Paolo Boringhieri
La sua parabola di editore di nicchia decollò nel segno di Freud

Gruppo Formenton
Con ISBN Edizioni lancia una nuova sigla per attrarre lettori giovani

Carriere editoriali
Magagnoli passa da Mondadori a Rizzoli per guidare la narrativa italiana

Pasolini
A trent'anni della morte Ronconi, La Porta, Abbate e Beha riaprono il fronte delle polemiche

Ossessione Berlusconi
Si moltiplicano i libri in cui si progetta di ammazzare il premier

Gian Carlo Fusco
E' in corso un revival del giornalista - scrittore che ormai assomiglia a una moda

Pincio
Per Guglielmi il suo romanzo La ragazza che non era lei dimostra che la furbizia vince sul talento

Letteratura gialla
In Italia un boom a scoppio ritardato per un genere non più considerato di serie B

ItaloAmericana
Uscito il secondo volume dell'antologia dei testi letterari prodotti dagli italiani emigrati negli USA

Oyeyemi
Con La bambina icaro un debutto nel segno del meticciato globale

Amicizie letterarie
Salman Rushdie e Angela Carter: le affinità elettive tra due maestri del fantastico

Scrittori australiani
Là dove la modernità sprofonda nella natura selvaggia

Intercultura
Cresce la schiera degli autori migranti che scelgono di esprimersi in lingua italiana


Heidegger
Faye insiste: c'era in lui una chiara adesione alla visione nazista del mondo

Jünger

La sua visione aristocratica ed eroica non è contigua al nazismo

Biblioteche digitali
Un grande progetto europeo per la informatizzazione del patrimonio culturale del Vecchio Continente

Amos Oz
«Lo scrittore deve essere il vigile del fuoco del linguaggio, o almeno il rivelatore di fumo»

Antologie poetiche
Ancora tradizione versus avanguardia? La realtà italiana è in verità assai più frastagliata

Ferrante
La misteriosa scrittrice rilegge Flaubert e dice:«Berte Bovary c'est moi»

Maggiani
«Sono uno scrittore minore in una letteratura minore»

Foucault
Il suo anti-umanesimo radicale perse di vista il senso reale delle cose?

Patrikios
Il poeta greco tra persistenza del mito e resistenza dei fatti

Addii 1

E' morto Ermanno Krumm, poeta illuminato dalla luce della pittura

Addii 2
Scomparso Max Rouquette, capofila della poesia occitana


Addii 3
Se ne è andato, quasi centenario, il drammaturgo inglese Christopher Fry, amato da Laurence Olivier e Richard Burton

Addii 4
Morto Ed McBain, il re del poliziesco americano


Addii 5
Ci ha lasciati Claude Simon, Premio Nobel 1985, tra i protagonisti in Francia del Nouveau Roman


Addii 6
Con Gina Lagorio è morta una scrittrice discreta e impegnata, in bilico tra intimismo e realismo

Notizie Mix
(a cura di
Massimo Vecchi)


In corso d'opera
Anticipazioni sulle prossime uscite editoriali

(a cura di
Massimo Vecchi)


Lo snobismo, l'egemonia culturale della sinistra e le falle del
revisionismo storico

Giulio EinaudiStorico e polemista di razza, Ernesto Galli Della Loggia (da qui in avanti GDL) ha da anni una ossessione: l'egemonia culturale in Italia della sinistra. Non si dà pace GDL, intellettuale di fede liberal-democratica, ma di fatto limitrofo al centrodestra, per questo predominio, per lui esiziale, in quanto frutto di una subdola azione politico-ideologica delle forze comuniste. Studioso assai impegnato in una rilettura in chiave "revisionista" della storia nazionale, GDL invece di domandarsi perché la cultura di destra in Italia sia stata e tuttora sia priva di figure di grande spicco, di personalità catalizzanti, di pensatori leader, di scrittori di talento, di case editrici di prestigio, di centri di dibattito di qualità, passa il tempo a lamentarsi dell'egemonismo discriminatorio e fazioso della sinistra, meravigliandosi ad esempio che nella Einaudi "rossa" potesse tranquillamente collocarsi un liberal-azionista come Bobbio. Eppure già trent'anni fa un non-comunista come Moravia in un'intervista spiegava: con chi posso parlare di cultura in Italia? Con i vecchi fascisti? Con i liberali malagodiani? Con i democristiani? Meglio lasciar perdere. Io posso parlare e magari furiosamente litigare soltanto con i comunisti. Abbiamo citato l'Einaudi: per GDL è il "mostro" odiato-amato, la punta di lancia, il fiore all'occhiello del grande, occhiuto progetto comunista di egemonizzazione della cultura. Qual è il segreto per cui la casa editrice torinese è riuscita per decenni a dare piena attuazione a questo disegno? Recensendo sul Corriere della Sera il libro di Ernesto Ferrero in cui si rievoca un trentennio di vicende einaudiane, viste e vissute dall'interno, da parte di uno che è stato prima capo ufficio stampa e poi direttore editoriale, GDL ha avuto la rivelazione. Il segreto, contenuto nelle pagine di I migliori anni della nostra vita (Feltrinelli), sta nello snobismo sprezzante del fondatore della casa editrice, ovvero Giulio Einaudi, nel suo protervo elitismo, nel suo aristocraticismo padronale e maleducato. Citando a piene mani Ferrero, scrive GDL: «L'editore è di cultura mediocre. ama trattare male chiunque sia troppo debole o educato per ribellarsi; è pieno di sé; ha "una curiosità da scimmia", ma ogni cosa o persona rischia in breve di venirgli a noia. è pettegolo, sarcastico, vuole sempre avere la meglio; non mostra mai gratitudine a nessuno ed è sempre pronto a sfruttare tutti. al ristorante poi non esita a infilzare la forchetta nel piatto degli altri per "assaggiare".». Lo stile snobistico di Einaudi intrecciato con «. il radicarsi di un fortissimo senso di appartenenza, dell'idea di essere un "gruppo", un insieme di persone, cioè, associate a qualcosa di più di qualche interesse o scopo comuni, bensì da una sorta di comune identità antropologica e in fin dei conti morale», costituisce a parere di GDL il marchio vincente della sinistra culturale, un mix di arroganza, di militantismo, di esclusivismo, di settarismo, di narcisismo, di ideologismo e di cinismo. Forzando i confini del suo argomentare, e cioè identificando tout-court Giulio Einaudi con l'essenza della cultura di sinistra, GDL arriva a concludere: «. mettersi per qualunque ragione contro di lui. avrebbe costituito prima di tutto un gesto di suprema volgarità stilistica, mettersi cioè dalla parte della normalità plebea, contro l'eleganza del gesto inatteso, del giudizio tagliente; avrebbe significato mostrare di voler fare sul serio contro ogni ovvio obbligo di leggerezza e di celia. Impensabile». Dunque, per GDL che sta dalla parte dei "normali plebei", gli intellettuali "democratici" non si sono opposti per decenni a Einaudi, e cioè alla cultura comunista o comunisteggiante, per non passare da cafoni, da poveracci senza stile, da gentucola che "non sa stare al mondo", che non conosce le regole per vivere nell'ambiente della vera aristocrazia culturale. Nella visione di GDL la sostanza di quella che un tempo si chiamava "sinistra di classe" (sottintendendo la classe operaia) si rovescia in un forsennato classismo snob (di evidente matrice alto-borghese). Da qui a concludere che lo spirito della sinistra è elitario e antipopolare, e che il vero spirito popolare e di massa stava ieri con la Democrazia Cristiana e oggi con le forze berlusconiane ci vuole poco. Gratta gratta l'intellettuale liberal-democratico GDL ed ecco che scopri il populista di centrodestra.

Ma poi tutto questo spiega veramente la supposta egemonia culturale della sinistra? Spiega veramente l'eccellenza del catalogo editoriale della Einaudi, pur tra non pochi errori e sottovalutazioni e abbagli e contraddizioni? Se Giulio Einaudi era così fatuo, capriccioso, maligno e supponente, come si spiega che la sua "creatura" sia sopravvissuta alla grande tanto al suo personale tracollo finanziario, quanto alla epocale eclisse del comunismo, e sia tuttora tra le imprese culturali di più alto livello in Italia? Possibile che questo fosse soltanto merito dello "snobismo" o, al massimo, delle ottime persone di cui si circondava (maltrattandole) e che lui non c'entrasse per nulla? Uno scrittore a lungo tra le file einaudiane, Sebastiano Vassalli, ha replicato al riguardo a GDL sempre sul Corsera: «. ridurre Giulio Einaudi a una macchietta "snob" non spiega nulla e non serve a nessuno, così come non serve a nessuno presentare la casa editrice Einaudi come un covo di "maoisti" e di ammiratori delle Pantere Nere, frequentato per sbaglio. da Bobbio, Mila, Venturi. E non è vero che fosse un uomo di scarse letture. È vero, invece, che fingeva di esserlo. Giulio Einaudi era nato nel 1912, e ha vissuto. l'ultima grande stagione dei miti della modernità e dei miti della Sinistra, ma non l'ha mai vissuta in maniera acritica, e non è mai stato banderuola di nessuno. Al contrario: negli anni del miracolo economico e della "guerra fredda", quando in Italia la contrapposizione e lo scontro tra le ideologie erano frontali, ha mantenuto vivo quel poco di dialogo che allora si poteva ancora mantenere tra cultura marxista, cultura liberale e cultura cattolica. Perché negargli questi meriti? Perche attribuirli (i meriti) a questo o quel collaboratore, quando era lui, in definitiva, a decidere?».

Il problema, non soltanto di GDL ovviamente, è che dietro il revisionismo storico si percepisce una carica di revanscismo, una foga di anticomunismo retrospettivo che fa spesso perdere la misura e offusca la comprensione dei processi storico-culturali. E poi, insistiamo, perché non c'è in questo paese una Einaudi di destra? Perché una raffinata casa editrice come Adelphi, pur assai prossima alla cultura della Tradizione, si guarda bene dal collocarsi a destra? Perché i vari filoni culturali di destra - da quello liberale-modernista sino a quelli spiritualisti e antimoderni o vitalisti-reazionari - hanno così poco peso e prestigio? A GDL l'ardua risposta.

M                               M                               M                                       M.P.



Direttore Responsabile
Marco Palladini

Comitato di redazione
Tiziana Colusso, Massimo Giannotta
Alberto Scarponi, Massimo Vecchi

Segretaria di redazione
Maria Vasaturo
Responsabile grafico
Mario Coen