L’americanista Claudio
Gorlier segnala (La Stampa)
l’uscita oltreoceano di una pubblicazione di oltre seicentocinquanta
pagine, The Outlaw Bible of American Literature
(Thunder’s Mouth
Press), che vuole in sostanza essere una sorta di
enciclopedia degli scrittori “fuorilegge” Usa. Si chiede
Gorlier: «Chi sono
i fuorilegge, secondo questa nuova classificazione? Gli scrittori
e i poeti che non accettano le regole, né sul piano tematico
né su quello linguistico; che inventano situazioni e personaggi
sostanzialmente trasgressivi. In altre parole, quelli che
si pongono in alternativa ai “canonici”.
Posto che nell’Ottocento campeggia indiscutibilmente la figura
di Walt Whitman, poeta sperimentale, profetico,
interessa naturalmente sapere chi sono i prescelti del Novecento».
Ed ecco che, nella Bibbia degli “irregolari”, il capofila
dei fuorilegge novecenteschi appare essere Ezra Pound, non soltanto per il suo ruolo di
grande poeta d’avanguardia, ma anche per la sua vicinanza al
fascismo e per la sua lunga detenzione prima a Pisa e poi
nel manicomio di St. Elizabeth. Si citano poi Henry Miller e Norman Mailer e, naturalmente, gli autori beat, in primis Jack Kerouac,
ma ancor più William
Burroughs «… il cui Pasto
nudo ha conosciuto abbastanza di recente una nuova versione
italiana pubblicata da Adelphi. Qui affiorano proprio tutti gli ingredienti, dall’uso
sistematico della droga alla perversione sessuale, non senza
– si badi – una surreale ma pregnante denuncia degli strumenti
inesorabili del potere, al cui servizio si pone ormai una
raffinata forma di tecnologia. I tempi sembrano, purtroppo,
maturi per riscoprire Burroughs,
il quale fu, nei suoi comportamenti e nelle sue scelte di
vita, uno dei “fuorilegge” per antonomasia del Novecento,
finendo processato per la morte violenta della moglie, alla
fine giudicata un incidente dovuto a
un momento di follia».