In questi giorni si parla molto di Ohran Pamuk, scrittore turco a lungo in esilio e ora accusato di aver
«insultato deliberatamente l’identità turca» per aver parlato
a un giornale svizzero del genocidio turco degli armeni (nel
1915-1916, circa un milione e mezzo di persone, nel prototipo
dei genocidi del XX secolo), argomento tabù in Turchia, dove
ufficialmente si nega che il fatto sia mai accaduto e dove quindi lo scrittore sarà processato
il 16 dicembre 2005. Sull’Unità
del 12 settembre Roberto
Roscani ne discute prendendo spunto dall’ultimo romanzo
di Pamuk, Neve (Einaudi 2004), dove in «500 pagine dense e dolorose» si racconta
di «un golpe e tante morti in nome di Ataturk, dell’illuminismo
e dell’Europa». «Un libro senza risposte e pieno di domande»,
su «un paese che si ritiene avanzato» e per questo «ha calpestato
le sue tradizioni», ma che continua a vivere in una sorta
di frenetico complesso di arretratezza. Per dare il senso
della situazione Roscani dice che «il quadro raccontato in
Neve è vecchio (il romanzo è del 2002,
ma è ambientato qualche anno prima)». L’accostamento all’Europa
sta rivoluzionando i costumi in Turchia (ad esempio, è stata
abolita la pena di morte e viene contrastato il velo per le
donne), ma il libro resta «senza risposte e pieno di domande»,
«domande urgentissime». Che Roscani elenca: è possibile abolire
per legge le tradizioni culturali delle persone? L’occidentalizzazione
può avvenire con la violenza (con i colpi di stato, l’esclusione
delle minoranze etniche e – per allargare il discorso – con
le armi, come in Cecenia, o negando le libertà civili, come
in Cina)? L’Europa con il suo laicismo, le sue politiche di
integrazione degli assimilati e di esclusione dei diversi,
con la sua tolleranza boriosa, ha gli strumenti concettuali
adeguati ai problemi che si presentano? Roscani, utilmente,
apre il discorso di un aggiornamento categoriale che intenda
«la differenza come un valore», un valore «multiplo», e la
democrazia come un sistema di relazioni pubbliche che (si
suppone, in dipendenza da un sistema di valori condivisi)
sappia essere «asimmetrica». De
te fabula narratur, Europa.
A. S.