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Newsletter n.5 Ottobre/Novembre 2005

Palahniuk


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IN PRIMO PIANO ARTICOLI
Pasolini 1
A trent'anni dalla morte resta la parabola ambigua di un poeta sostanzialmente patetico e viscerale
(M.Lunetta)

Pasolini 2
Un poeta civile che ha voluto sfidare la morte e che, in un certo senso, ha perso vincendo

(A.Tricomi)

Nei racconti di "Cavie" diciassette aspiranti scrittori creano nuovi Frankestein, metafora sinistra dell'inizio del terzo Millennio

Chuck PalahniukÈ annunciato un nuovo libro di Chuck Palahniuk, «lo scrittore più crudo e “materiale” del nostro tempo», secondo Tullio Avoledo, che lo anticipa sul Giornale del 14 settembre 2005. In italiano sarà intitolato Cavie, ma in  americano è Haunted, vale a dire rifugiati e anche tormentati, in tutti i sensi anche quello di ossessionati, invasati. Infatti – nel contenitore di un novel of tales, di un romanzo di racconti sul modello del Decamerone e simili, o più simpateticamente, come a ragione sottolinea Avoledo, in riferimento alla notte del 1816 in riva al Lago di Ginevra quando furono letterariamente concepiti la creatura prometeica del dottor Frankenstein  (da Mary Shelley) e il vampiro (da John William Polidori) davanti agli interessati poeti Shelley e Byron – i 17 aspiranti scrittori che accettano di rinchiudersi 3 mesi, in isolamento, per inventare storie che daranno loro il successo letterario, non hanno la scrittura come obiettivo, ma la considerano solo un mezzo per raggiungere la fama. È lo svuotamento in partenza dell’attività emblematica dell’uomo, la creatività fantastica. Di qui, grado a grado, non soltanto la convivenza dei «rifugiati» va trasformandosi nel delirio suicida del loro collettivo, ma le 21 poesie e i 23 racconti che ne derivano sono il riflesso dell’«abisso in cui precipitano: omicidi, atti di sadismo, episodi di antropofagia». Racconti perturbanti, dove la razza umana che si suicida in blocco per reincarnarsi in paradiso su Venere, un feto abortito da Marylin Monroe conservato in un negozio d’antiquariato, il corpo di una ragazza che si decompone, una ragazza che si trasforma in un oggetto (in una bambola per impararvi la respirazione artificiale), nello stile narrativo di Palahniuk che Avoledo definisce «minimalismo multidimensionale», vanno a comporre un quadro complessivo che il recensore non sa se vuol essere «metafora sociale, bilancio d’inizio millennio, profezia religiosa». Sa comunque che, come il film Salò di Pier Paolo Pasolini, risulta «il più lucido e terribile testamento» dei nostri tempi.     

A. S.