È annunciato un nuovo libro di Chuck Palahniuk, «lo scrittore più crudo e “materiale” del nostro
tempo», secondo Tullio
Avoledo, che lo anticipa sul Giornale
del 14 settembre 2005.
In italiano sarà intitolato Cavie,
ma in americano è Haunted, vale a dire rifugiati e anche tormentati, in tutti i sensi
anche quello di ossessionati, invasati. Infatti – nel contenitore
di un novel of tales, di un romanzo di racconti
sul modello del Decamerone
e simili, o più simpateticamente, come a ragione sottolinea
Avoledo, in riferimento alla notte del 1816
in riva al Lago di Ginevra quando furono
letterariamente concepiti la creatura prometeica del dottor
Frankenstein (da Mary
Shelley) e il vampiro (da John
William Polidori) davanti agli interessati poeti Shelley
e Byron – i 17 aspiranti scrittori che accettano di rinchiudersi
3 mesi, in isolamento, per inventare storie che daranno loro
il successo letterario, non hanno la scrittura come obiettivo,
ma la considerano solo un mezzo per raggiungere la fama. È
lo svuotamento in partenza dell’attività emblematica dell’uomo,
la creatività fantastica. Di qui, grado a grado, non soltanto
la convivenza dei «rifugiati» va trasformandosi nel delirio
suicida del loro collettivo, ma le 21 poesie e i 23 racconti
che ne derivano sono il riflesso dell’«abisso in cui precipitano:
omicidi, atti di sadismo, episodi di antropofagia». Racconti
perturbanti, dove la razza umana che si suicida in blocco
per reincarnarsi in paradiso su Venere, un feto abortito da
Marylin Monroe conservato in un negozio d’antiquariato, il
corpo di una ragazza che si decompone, una ragazza che si
trasforma in un oggetto (in una bambola per impararvi la respirazione
artificiale), nello stile narrativo di Palahniuk che Avoledo
definisce «minimalismo multidimensionale», vanno a comporre
un quadro complessivo che il recensore non sa se vuol essere
«metafora sociale, bilancio d’inizio millennio, profezia religiosa».
Sa comunque che, come il film Salò di Pier Paolo Pasolini, risulta «il più lucido e terribile testamento»
dei nostri tempi.
A. S.