ritorna all'homepage

Newsletter n.5 Ottobre/Novembre 2005

D'J Pancake


Torna al sommario


IN PRIMO PIANO ARTICOLI
Pasolini 1
A trent'anni dalla morte resta la parabola ambigua di un poeta sostanzialmente patetico e viscerale
(M.Lunetta)

Pasolini 2
Un poeta civile che ha voluto sfidare la morte e che, in un certo senso, ha perso vincendo

(A.Tricomi)

Scoperta postuma in Italia di un narratore  americano, suicida a 27 anni, interessante, ma troppo “pompato”

Un libro di Breece D'J PancakePresso le Isbn edizioni è uscito, per la traduzione di Ivan Tassi, il volume Trilobiti, che raccoglie dodici racconti dello scrittore americano Breece D’J Pancake, nato a Milton (West Virginia) il 29 giugno del 1952 e suicidatosi con un colpo di pistola il 7 aprile del 1979. È quindi a ben 26 anni dalla morte che arriva in Italia la raccolta pubblicata postuma di uno scrittore giovanissimo che negli Usa ha creato un piccolo mito. Racconta Livia Manera (Corriere della Sera) che «… le short stories di Pancake alla loro prima uscita americana in libro, nel 1983, conquistarono una nomination al Premio Pulitzer e parecchi critici. Furono parecchi i nomi grossi a scomodare accostamenti con grandi come William Faulkner e Flannery O’Connor. Joyce Carol Oates, sul New York Times, scrisse: “Si è tentati di paragonare il suo debutto a quello di Hemigway”. Kurt Vonnegut… si è spinto fino a dichiarare di Breece D’J Pancake: “ È il più grande scrittore che abbia mai letto”». Evidenti esagerazioni e iperboli, su cui non è improbabile che pesi non poco la tragica fine, a nemmeno 27 anni, di un narratore che era ancora in via di definizione. Rileva la Manera: «… questi dodici racconti che con mano sicura fondono paesaggi e personaggi in una cosa sola… sono, al loro meglio, storie elegantemente spoglie, raccontate col cuore da un autore capace di arrivare per gradi e vie indirette a rivelarne il vero contesto, dietro la cortina di parole amare dei personaggi. Al loro peggio, invece, si leggono come esercizi di scrittura ancora acerbi».