Presso le Isbn edizioni è uscito,
per la traduzione di Ivan Tassi,
il volume Trilobiti, che raccoglie dodici racconti
dello scrittore americano Breece D’J Pancake,
nato a Milton (West Virginia) il 29 giugno del 1952 e suicidatosi
con un colpo di pistola il 7 aprile del 1979. È quindi a ben
26 anni dalla morte che arriva in Italia la raccolta pubblicata
postuma di uno scrittore giovanissimo che negli Usa ha creato
un piccolo mito. Racconta Livia Manera (Corriere
della Sera) che «… le short
stories di Pancake alla loro prima uscita americana in
libro, nel 1983, conquistarono una nomination al Premio Pulitzer
e parecchi critici. Furono parecchi i nomi grossi a scomodare
accostamenti con grandi come William Faulkner
e Flannery O’Connor.
Joyce Carol Oates, sul
New York Times, scrisse: “Si è tentati di paragonare
il suo debutto a quello di Hemigway”.
Kurt Vonnegut… si
è spinto fino a dichiarare di Breece
D’J Pancake: “ È il più grande scrittore che abbia mai letto”».
Evidenti esagerazioni e iperboli, su cui non è improbabile
che pesi non poco la tragica fine,
a nemmeno 27 anni, di un narratore che era ancora in via di
definizione. Rileva la Manera:
«… questi dodici racconti che con mano sicura fondono paesaggi
e personaggi in una cosa sola… sono, al loro meglio, storie
elegantemente spoglie, raccontate col cuore da un autore capace
di arrivare per gradi e vie indirette a rivelarne il vero
contesto, dietro la cortina di parole
amare dei personaggi. Al loro peggio, invece, si leggono come
esercizi di scrittura ancora acerbi».