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Newsletter n.5 Ottobre/Novembre 2005

Houellebecq e Nothomb


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Molte polemiche in Francia per i loro ultimi romanzi che trattano di eugenetica e di tivù simil-nazista

Michel HouellebecqContinuano in Francia a far parlare polemicamente di sé due scrittori che in questi anni hanno avuto un forte riscontro di pubblico: Michel Houellebecq e Amélie Nothomb.

Houellebecq, con il suo nuovo romanzo La possibilità di un’isola, uscito in Italia a settembre per la Bompiani, sta confermando un alto livello di vendite. La vicenda narrata si svolge all’interno di un mondo di “neo-umani”, frutto di un progetto di eugenetica religiosa realizzato in un’isola-lager e privi di una storia personale, come sottolinea la recensione di Emanuele Trevi  sul manifesto.

In un altro articolo, pubblicato sempre dal manifesto, si rileva come l’isola di Houellebecq appare una sorta di tradimento dell’immortalità in favore della curiosità e del rischio, ed è la meta di un viaggio di ritorno verso la memoria perduta dell’uomo.

Per quanto riguarda la scrittrice belga Amélie Nothomb, il suo romanzo Acide Sulfurique (edito da Albin Michel), è già diventato un libro assai discusso e criticato. La Nothomb mette insieme l’Olocausto e il Grande Fratello, immaginando un reality show dal titolo “Concentration”, i cui partecipanti sono persone scelte a caso tra i cittadini, che vengono caricate su vagoni merci e internate in campi nazisti, dove trovano altri concorrenti che recitano il ruolo di kapò. I partecipanti-detenuti vengono sfruttati, umiliati, picchiati, il tutto ovviamente sotto l’occhio delle telecamere, e inoltre ogni settimana il pubblico decide l’eliminazione di uno dei concorrenti dallo show.

La Nothomb si propone evidentemente, come argomenta un articolo del Corriere della Sera, di sferrare un duro “j’accuse” al mondo della  televisione e dei reality show. La cosa più interessante che mette in rilievo, è che oggi esistono molti mezzi di persecuzione e uno di questi è la distruzione dell’essere umano tramite l’umiliazione televisiva.

Il romanzo è stato oggetto di molte critiche, in particolare il giornale Le Point  ha sostenuto che esso si pone allo stesso livello della grammatica televisiva che vuole deplorare.

                                                                                                                                                                                                         M. Vel.