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Newsletter n.5 Ottobre/Novembre 2005

Gramsci


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A trent'anni dalla morte resta la parabola ambigua di un poeta sostanzialmente patetico e viscerale
(M.Lunetta)

Pasolini 2
Un poeta civile che ha voluto sfidare la morte e che, in un certo senso, ha perso vincendo

(A.Tricomi)

È il saggista italiano più diffuso nel mondo, dopo Machiavelli, ma la
cultura nostrana fatica ad accettarlo

Antonio GramsciSul manifesto del 20 settembre 2005 Guido Liguori recensisce il volume di Antonio A. Santucci, Antonio Gramsci 1891-1937 (a cura di Lelio La Porta, con una premessa di Eric J. Hobsbawm e una nota di Joseph A. Buttigieg), pubblicato in omaggio all’autore, prematuramente scomparso a 54 anni. Liguori coglie così l’occasione non soltanto per sottolineare il contributo di uno studioso esatto e intelligente all’approfondimento del complicato nodo (biografico e teorico-politico) costituito da Gramsci (ricorda per esempio che la raccolta delle Lettere dal carcere curata da Santucci per la casa editrice Sellerio «resta la più completa e complessivamente la migliore di quelle disponibili in lingua italiana), ma anche per rilevare come in Italia la «congiuntura politica» influenzi troppo lo studio e la ricezione di Gramsci, trasformando «un comunista e un marxista» ora in un liberale di sinistra, ora in un «azionista» sui generis, ora in un generico democratico. Né manca di notare la stranezza per cui sembra che alla cultura italiana risulti difficile accettare che Gramsci sia «il saggista italiano moderno più diffuso nel mondo (più tradotto, più pubblicato, più studiato) dai tempi di Machiavelli». E in tale polemica Guido Liguori si giova della propria competenza in materia, comprovata ultimamente anche dal volume Gramsci. Guida alla lettura (Unicopli, 2005) che ha redatto insieme a Chiara Meta per orientare il lettore fra i 15.000 titoli della intera bibliografia gramsciana, derivanti da un forte interesse, oltre che italiano, anche sudamericano (soprattutto in Brasile), statunitense e inglese per il pensiero di questo teorico della politica (basta ricordare l’importanza della sua elaborazione sul concetto di egemonia) e della lingua, in particolare della traduzione, insomma di Gramsci scienziato della società contemporanea.

                                                                                                                    A.S.