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Newsletter n.5 Ottobre/Novembre 2005

Berto


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IN PRIMO PIANO ARTICOLI
Pasolini 1
A trent'anni dalla morte resta la parabola ambigua di un poeta sostanzialmente patetico e viscerale
(M.Lunetta)

Pasolini 2
Un poeta civile che ha voluto sfidare la morte e che, in un certo senso, ha perso vincendo

(A.Tricomi)

Ripubblicate in volume le sue recensioni cinematografiche, spesso assai critiche verso i "mostri sacri" del grande schermo

Giuseppe BertoL’impegno di Giuseppe Berto nella scrittura per il cinema, viene ricordato da Plinio Perilli  sul Giornale, parlando  a proposito del libro a cura di Manuela Berto e Pasquale Russo: Giuseppe Berto, Critiche cinematografiche, 1957, 1958.

Nell’articolo si ricorda appunto il lavoro dell’autore nel campo della sceneggiatura e del soggetto cinematografico, ma ci si sofferma soprattutto sul suo impegno critico, espletato dalle colonne del periodico romano Rotosei, dal marzo 1957 all’ottobre 1958, di cui vengono riproposti nella stessa pagina, alcuni interessanti articoli. Le recensioni si riferiscono al cinema degli ultimi anni del neorealismo, i cui fermenti andavano ormai appannandosi, mentre si definivano i percorsi distinti imboccati da grandi autori come Visconti e Fellini.

Quello che piace, leggendo gli articoli di Berto, è la competenza e la misura critica, anche nel caso di osservazioni non positive, anche quando affronta opere di mostri sacri del settore.

Confessiamo di non disprezzare la vis polemica, ma soltanto, per così dire applicata a posizioni che si possano definire genericamente politiche, mentre preferiamo pacatezza e ragionamento in campo strettamente critico, in cui, al massimo ci sentiamo di accettare tutt’al più, lo strumento di una misurata ironia.

Questa misura Berto la dimostra, e, come si diceva, ad essa si accoppia la competenza e la capacità di sintesi, come si può leggere nei pezzi su Cabiria, di Fellini, sul Le notti bianche, di Visconti, su I giovani leoni di Dmytryk .

Viene utilmente ricordato dunque un versante, forse non secondario, del lavoro di Berto, da tener presente anche  nel rileggere le opere letterarie della sua produzione. 

                                                                                     M.G.