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Newsletter n.5 Ottobre/Novembre 2005

Addio 1


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(M.Lunetta)

Pasolini 2
Un poeta civile che ha voluto sfidare la morte e che, in un certo senso, ha perso vincendo

(A.Tricomi)

È morto il critico Giancarlo Vigorelli, esegeta del Manzoni, intellettuale lombardo proteso verso l’Europa

Giancarlo VigorelliAll’età di 92 anni è morto a Marina di Pietrasanta Giancarlo Vigorelli, uno dei decani della critica letteraria italiana. Vigorelli, nato a Milano, è stato un significativo esponente della cultura lombarda del ’900, a partire dalla sua passione sconfinata per Alessandro Manzoni, di cui curò l’edizione nazionale delle opere, reputata da molti il suo capolavoro di studioso. Ha così ricordato la sua parabola Matteo Collura sul Corriere della Sera:  «Critico letterario, giornalista culturale, direttore di giornali, dal 1958 al 1968 segretario generale della Comunità Europea degli Scrittori, vicepresidente dell’Isituto Luce, fondatore della rivista L’Europa Letteraria di cui fu entusiasta direttore, una decina di libri all’attivo, oltre ai tanti altri da lui curati, Vigorelli non sarà dimenticato.

Tra i suoi saggi vanno ricordati Eloquenza dei sentimenti (1943), Un omaggio a Prezzolini (1954), Carte francesi (1959), Il gesuita proibito (1963), La terrazza dei pensieri (1967), Nel sangue lombardo (1975), Diario europeo (1977), Carte d’identità (1989). In mezzo un’opera monumentale… Manzoni pro e contro (1976). Bisogna andare con il pensiero a un’Italia e a un’Europa assai diverse dalle attuali, se si vogliono rintracciare i suoi primi scritti critici. Gide, Sartre, Julien Green, e gli scrittori russi, e quelli spagnoli e sudamericani, e gli italiani: Bacchelli, Malaparte, Landolfi, Delfini, Montale, Quasimodo; e Anna Maria Ortese e Carlo Emilio Gadda, che Vigorelli recensiva già negli anni Trenta». Si può dire che Vigorelli ha attraversato sagacemente l’epoca degli ultimi bagliori dell’umanesimo italico.