ritorna all'homepage

Newsletter n.4 Luglio 2005

Antologie poetiche


Torna al sommario


IN PRIMO PIANO
Giulio Einaudi
Lo snobismo, l'egemonia culturale della sinistra e le falle del revisionismo storico




Ancora tradizione versus avanguardia? La realtà italiana è in verità assai più frastagliata

Lello VoceSegnaliamo il documentato articolo di Lello Voce su L’Unità, che riprende la polemica sulle antologie che continuano a essere sfornate sull’onda della temperie fine secolo o, a scelta, di inizio secolo, e che vorrebbero stabilire dei paletti intorno a questa o quella tendenza poetica, o troppo spesso su nessun’altra che quella dei propri amici e conoscenti. Voce osserva che questa tendenza a sfornare antologie, che testimonierebbero il ritorno di posizioni neo simboliste, neo orfiche, o neo espressioniste, conterrebbe dentro di sé implicitamente o esplicitamente «l’esercizio di una sorta di calunnia critica, nei confronti del Gruppo 63, e più in generale della sperimentazione poetica».

 L’inconsistenza e spesso l’inutilità di tali operazioni spesso smaccatamente autoreferenziali, viene messa in evidenza analizzando una serie di pareri critici più complessivamente impostati sulla qualità della poesia, che, in queste operazioni, appare troppe volte discutibile.

Ma pare interessante riportare l’opinione di Giuseppe Caliceti, che osserva, citato nell’articolo di Voce, che «l’arcipelago della poesia in Italia è molto più frastagliato rispetto a un dualismo così frontale».

Dunque al di là delle minacciose iniziative che, secondo alcuni, assomiglierebbero a certi strepiti strumentali da «berluscones», forse si può riguardare la cosa con più pacatezza. Le operazioni strumentali restano tali e non sono difficili da riconoscersi: sulle troppe cattive antologie cala il silenzio mentre ancora sono fresche di stampa e forse l’espressione «Restaurazione della tradizione» dà troppa importanza a fenomeni che ci sembrano piuttosto velleitari.

Piuttosto ritorna il discorso della critica e dei suoi molti ritardi.

Vediamo davvero dove andare, o meglio dove va la poesia (quella vera) e quali voci magari abbiamo trascurato, senza immaginarci l’ennesima guerra ideologica tra cadaveri, sebbene ancora insepolti.

 

                                                                                              M.G.