Il poeta greco Titos Patrikios, considerato una delle voci più alte della poesia
non solo greca ma europea - dal momento che ha vissuto e lavorato
per anni a Parigi e in altri capitali europee - è a Roma per
partecipare al Festival Mediterranea. Lo abbiamo incontrato in questa occasione, in cui ha tenuto un lucido discorso sui miti,
a partire dal bisogno che ha avuto la sua generazione di liberarsi
dei miti antichi, contaminati anche dall’appropriazione di
istanze mitologiche da parte del nazismo, fino all’analisi
etimologica e sociologica dei termini “demistificare/smitizzare”. Dopo la conferenza
ci ha anticipato l’uscita della prima edizione italiana della
sua opera, un’antologia che sarà pubblicata da Crocetti all’inizio del 2006 con il titolo
La
resistenza
dei fatti (riprendendo il titolo del suo ultimo
libro). Colmando una grave mancanza dell’editoria italiana,
la rivista Poesia, (n.174/2003), aveva dedicato un
numero monografico a questo autore,
con interventi di Lucio Mariani e Dimitris Maronitis
e una scelta di testi tradotti. Titos Patrikios, grande studioso
dei miti classici della grecia e della loro trasformazione
nella cultura contemporanea,ha assorbito nella sua opera non soltanto il magistero del
suo grande amico Ghiannis Ritsos, e dei
maestri della letteratura europea (è anche traduttore di Aragon, Stendhal, Balzac e Valery), ma ha vissuto
personalmente i grandi rivolgimenti politici del ‘900. Nato ad Atene nel 1928, durante l’occupazione
nazista della Grecia ha fatto parte delle file della Resistenza.
Più tardi ha ripreso la sua attività politica contro il regime dei colonnelli,
e per questo è stato anche confinato per tre anni in un campo
di concentramento su un’isola. Lì ha conosciuto Ritsos,
che ne ha scoperto il talento e l’ha avviato alla carriera
letteraria. Una volta libero Patrikios
ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, nel 1954, con
il titolo di Homatodromos (Strada sporca). Da allora ha continuato a lavorare e pubblicare,
non soltanto poesia ma anche prosa, saggistica, studi letterari.
E’ stato anche direttore del National Book Centre
greco, e direttore delle Olimpiadi Culturali connesse con
i giochi olimpici tenutosi ad Atene nel 2004. I testi di Titos
Patrikios sono tradotti in molte lingue, compreso il russo,
il serbo-croato e l’arabo. Ora finalmente Patrikios,
invitato molte volte in Italia in manifestazioni poetiche
ma mai antologizzato, avrà il meritato posto anche nel piccolo giardino
dell’editoria italiana di poesia.