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Newsletter n.4 Luglio 2005

Oyeyemi


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Con La bambina icaro un debutto nel segno del meticciato globale

Helen OyeyemiMentre il Vaticano lancia i suoi strali dottrinali sulla saga del maghetto  Harry Potter, come riferisce Marco Politi su la Repubblica del 14 luglio,  imputato di «distorcere la cristianità dell’anima» con il suo riferimento a rituali magici, pozioni, esoterismi, ancorché giocosi e favolistici e non certo da messa nera, dall’altra parte del mondo la magia si prende la sua rivincita con il romanzo d’esordio di una giovanissima autrice nigeriana, Helen Oyeyemi. Nel romanzo La bambina icaro l’antica tradizione magica yoruba si mescola con istanze culturali diverse, dando alla piccola protagonista le doti ma anche gli spaesamenti di chi ha una doppia cultura e una doppia identità (nel suo caso trasmesse dal papà inglese e dalla madre nigeriana). Le mescolanze di tradizioni magico-religiose e culturali diverse forma una miscela forte, che convince (e infatti il libro ha avuto un immediato successo e una rapida serie di traduzioni), e va nella direzione di una ibridazione feconda, di un meticciato globale da cui non si può tornare più indietro. Con buona pace per tutti i custodi delle ortodossie, di qualsiasi parte del mondo, che ormai rischiano di diventare sempre di più pastori di greggi disperse o quantomeno assai riluttanti.  A margine di tutta la querelle resta però un sospetto, ovvero che la riemersione delle dichiarazioni dell'attuale papa Ratzinger, datate di un paio d’anni, proprio in coincidenza dell’uscita ipermedializzata dell’ultima puntata della saga di Harrry Potter sia tutt’altro che casuale. Del resto si sa che i media non fanno magie, ma calcolate strategie.

 

T. C.