Il blog si dà al cinema
Nella rubrica TecnoNews
dell'Espresso, Francesca Gantes dà la notizia di un rivoluzionario progetto cinematografico
italiano denominato The
Weblog Project, (indirizzo www.theweblogprojetc.com). L'idea
si deve a Marco Montemagno, curatore del programma Pianeta Internet di Sky, Robin Good e Massimo Stella, i quali intendono aggirare le major e gli altri produttori
«facendo affidamento sulla filosofia open source», scrive la
Gantes, per realizzare «un film di circa
due ore sul mondo dei blog» senza «un regista, né un produttore,
bensì molti registi e molti produttori». Infatti il progetto
prevede che il sito faccia da collettore di video, lunghi
da 30 secondi a 2 minuti, inviati dai blogger di tutto il
mondo con i quali gli autori realizzeranno un montaggio
di 120 minuti. Ogni blogger può inviare il suo filmato e
votare quelli degli altri, e tutti potranno intervenire
sul montaggio finale modificandolo e creando «una versione
unica e personale grazie alla licenza Creative
Commons, una forma di diritto d'autore flessibile».
In definitiva, conclude Francesca Gantes,
si avrà «un film interattivo e in continuo divenire,
dal finale sempre aperto, ospitato nei siti peer to peer
e negli archivi pubblici on line».
Beat Generation
Ritrovato un dramma
inedito di Kerouac
Parafrasando un detto popolare si può dire che gli archivi,
i cassetti, le cantine nascondono ma non rubano. Ogni tanto
capita che di un famoso scrittore del passato si credeva
di sapere tutto e invece salta fuori da una vecchia cassapanca
uno scritto dimenticato per anni che aggiunge un tassello
significativo all'opera di quell'autore o addirittura getta
una nuova luce sulla sua personalità. E' toccato a Jack Kerouac (1922-1969), il celebrato autore del romanzo Sulla strada, il caposcuola dei beat, di
cui è stato ritrovato un dramma del 1957, dal titolo Beat Generation, rimasto per tutti questi anni tra le carte abbandonate
di un magazzino di Jersey City. L'ha scoperto l'agente letterario
di Kerouac, Sterling
Lord, andato chissà perché a rovistare tra i faldoni
ammucchiati in quel magazzino. Raccontando il suo colpo
di fortuna, Lord si è ricordato che allora Kerouac aveva
inviato Beat Generation
a molti produttori di Broadway
per farlo mettere in scena, ma nessuno aveva accettato.
Il dramma, che descrive una giornata di Jack Duluoz, alter
ego dello scrittore, passata tra alcool e droga, verrà pubblicato
in versione integrale dall'editore Thunder's Mouth Press nel prossimo ottobre.
Mantova
Gli appuntamenti del Festivaletteratura
Si svolgerà dal 7 all'11 settembre la nona edizione del Festivaletteratura di Mantova, che punta
a una ulteriore crescita di partecipazioni e di pubblico,
così come avvenuto dagli inizi in poi. Si può ricordare
che l'anno scorso fu registrata la presenza di 440 autori
e di circa cinquantamila spettatori-protagonisti, di cui
cinquemila bambini. Gli organizzatori hanno annunciato per
la prossima edizione «un programma orgogliosamente generalista
fatto di incontri con gli scrittori, di spettacoli in anteprima,
di appuntamenti per i più giovani, di molte novità, in gran
parte scaturite dalle indicazioni fornite dalle precedenti
esperienze». In particolare saranno affrontati numerosi
temi d'attualità come quello della letteratura «nelle situazioni
estreme di privazione della libertà» al quale interverranno
le scrittrici irachene Inaam
Kachachi e Buthaini
Al Nassiri e il vietnamita Nguyen
Huy Thiep; come «l'idea di straniero» con
Barbara Spinelli, Khaled Fouad Allam, Abraham
Yehoshua; come
il problema della «incerta frontiera delle identità culturali»
a cui parteciperanno l'ivoriana Veronique
Tadjo e l'esule cinese Ha
Jin; infine un dibattito sui «nuovi esempi di letteratura
territoriale» con Massimo Carlotto, Gianni Farinetti, Antonio Pascale e Beppe Severgnini. In programma anche una serie di "faccia a faccia"
su poesia, arti, scienza, immagini, sport, mentre torneranno
Scritture giovani e Colazione con l'autore. Una novità sarà il corteo guidato da Alessandro Bergonzoni «per la tumulazione
e il dissotterramento del libro».
Epistolari
Le lettere ai suoi autori del più grande editor tedesco
A tre anni dalla scomparsa di Siegfried Unseld (1924-2002), direttore della casa editrice Suhrkamp
Verlag, esce Lettera
agli autori, una raccolta di 88 lettere scelte tra le
migliaia da lui inviate agli scrittori della sua scuderia
in quasi mezzo secolo di attività, dal 1954 fino alla morte.
Mezzo secolo ai vertici di un marchio editoriale che ha
fatto diventare il più prestigioso della Germania e tra
i più importanti d'Europa. E' davvero istruttiva la lettura
di queste lettere, i cui destinatari sono i più bei nomi
della letteratura del Novecento, per il tono che le contraddistingue.
Alessandro Melazzini sulla Stampa del 21 giugno scorso lo definisce
«cordiale ma non affettato, rassicurante ma critico» perché
Unseld era «controllore scrupoloso dei testi».
Qualche esempio: «Nell'agosto del 1953 un giovane Martin Walser riceve, insieme con la promessa
della futura pubblicazione dei suoi testi, il chiaro invito
a rivedere il manoscritto del proprio racconto Das
Gerät (Lo strumento),
che secondo l'editore necessita di varie migliorie». Più
avanti, a commento di un nuovo racconto di Thomas
Bernhard, «gli scrive "va alla grande", ma
solo per meglio introdurre una lunga serie di precisi appunti
al manoscritto: "Dovreste riflettere ancora una volta
sui superlativi che avete utilizzato"». Nel '57, riferisce
Melazzini, ad Hans
Magnus Enzesberger scrive che «"la decisione di
pubblicare il suo manoscritto di poesia, La difesa dei lupi, è una decisione per
l'autore Enzesberger, ma una simile dichiarazione d'amore
letterario, fa diplomaticamente capire Unseld qualche riga
più sotto, non può concedere al poeta scappatelle con altre
case editrici». Unseld sa anche «far risuonare il tintinnio delle monete»
come quando al raffinato filosofo Hans
Blumenberg, che vuol convincere a dirigere una nuova
collana dedicata al pensiero scientifico, «scrive: "non
abbiamo intenzione di popolarizzare la scienza, bensì cerchiamo
quegli autori che, grazie al loro stile, riescano a travalicare
i confini del circolo di esperti"» e poi gli riporta
«la lettera di Felix
Meiner, un editore concorrente, che dichiara il suo
stupore nel constatare i cospicui onorari corrisposti dalla
Suhrkamp ai propri autori»
Oltre a quelli citati, gli autori messi insieme da Siegfried
Unseld sono del calibro di Herman
Hesse, Theodor Adorno, Ingeborg Bachman, Peter Handke, Max
Frish, Paul Celan e con ciascuno di loro, sottolinea
Melazzini, l'editore è volta a volta «possessivo, confidente,
amico», si muove sempre con «grande stile e accortezza»
e pur impiegando abilmente «le sue doti tentatrici per catturare
nuovi autori, non travalica mai il labile confine che separa
il sedurre dall'adulare».
Cinema
Umberto Eco guest star di un cortometraggio
Nella sequenza in cui un uomo immagina di tornare bambino
mentre gli leggono I
tre moschettieri e ne è così affascinato da rivedere
come fossero veri i quattro spadaccini e perfino la casa
di D'Artagnan, irrompe un filosofo erudito che è Umberto Eco per smentire che i luoghi
erano quelli e precisare che gli eroi di Dumas
duellavano nel giardino accanto. Si tratta di una favola
thriller raccontata da un cortometraggio di 22 minuti, ed
Eco è proprio lui, il semiologo saggista romanziere più famoso del mondo, che ha accettato
di fare la guest star ne Il
miele del Lussemburgo, un corto di 22 minuti del ventunenne
regista genovese Ottavio
Cirio Zanetti. Questi, in qualche misura è figlio d'arte
dato che i genitori sono giornalisti critici, amici di molti
intellettuali, come scrive Maurizio
Porro sul Corriere
della Sera del 24 giugno. Per il suo debutto il giovane
cineasta ha scritto e realizzato un soggetto il cui protagonista,
facendo jogging nel parco del Lussemburgo a Parigi, dove
lavorano degli apicultori (da qui il titolo), si abbandona
alla fantasia rivivendo le gesta dei famosi moschettieri.
Catalogo dei fuori
catalogo
Quel bel libro non si può più leggere
Un'informatissima inchiesta di Antonio Armano su il Giornale
del passato 30 giugno traccia una sorta di catalogo dei
libri fuori catalogo e ormai spariti, irraggiungibili. Scrive
Armano che «per Silvio Raffo, curatore di antologie poetiche ormai introvabili per
Mondadori (da Ada Negri a Amalia Guglielminetti)
la lista è piuttosto lunga». Per esempio «Sconclusione (questo l'incipit: "Lentamente
ma con determinazione rinchiusi mio padre nel cassetto")
di Giorgio Manganelli, capolavoro del genere surreale-fantastico,
non è più in circolazione, nonostante la fortuna attuale
dell'autore, in buona parte riproposto da Adelphi».
Da aggiungere La rivincita
del maschio della Guglielminetti, «una cosa alla Fitzgerald,
protagonista cocainomane, orge eccetera. Le costò uno scandalo
e il processo, dopo il quale, anche a causa delle accuse
di Pitigrilli,
verrà internata». E, a proposito di Pitigrilli, di cui Bompiani ha ristampato molte opere, Raffo si chiede «perché non venga
ripubblicato La vergine
a 18 carati, edito da Sonzogno
nel 1924». E poi ancora: Il
domestico (ed. Garzanti, 1950) di Robin Maugham, nipote del più celebre William Somerset, da cui nel '63 il regista Joseph Losey trasse un buon film, intitolato Il servo, con Dirk Bogarde
e sceneggiatura di Harold
Pinter; poi L'abbazia degli iconoclasti e Le poesie d'amore di Rodolfo J. Wilcock; Vanagloria e Inclinazioni di Ronald Firbank;
Italia magica,
antologia di racconti surreali, curata da Gianfranco Contini (ed. Einaudi, 1988) con testi di
Landolfi, Moravia, Palazzeschi; Lungo la vita di
Giovanni Pascoli (ed. Mondadori, 1961) biografia scritta
dalla sorella Mariù Pascoli.
Tanti i libri imperdibili
perduti dagli editori, come dice il titolo di Armano,
che si rischia di presentare un elenco telefonico. La giustificazione
sta nella speranza che qualche editore vinca il timore di
un mercato sfavorevole, esca dall'indifferenza, risvegli
la memoria e sani almeno in parte queste lacune letterarie.
L'inchiesta continua con Tecla Dozio della Libreria Sherlockiana di Milano, specializzata in
gialli e fantascienza, di cui Armano riferisce «la lista
di desideri inesaudibili dei suoi clienti, libri che sono
pietre miliari sotterrate, ma di un interesse che li rende
degni di riesumazione e riscoperta… " il primo romanzo
hard boiled Punti sul nero ed esce il rosso di Eric Knight. I romanzi rosa di Scerbanenco e quelli della Christie. Che fine hanno fatto? E i primi
gialli di Valerio
Massimo Manfredi, quelli del diplomatico e sinologo
olandese Robert van
Gulik… richiestissimi. Penso poi a sei libri di Michael Chricton, firmati con pseudonimo e pubblicati da Garzanti…
E I misteri di Parigi
di Eugène Sue?"». Antonio Armano prosegue
citando «un libro di culto del mondo gay come La lunga notte di Singapore (ed. Gastaldi, 1952), scritto sotto lo
pseudonimo Bernardino
di Tegerone da Bernardino
Del Boca, sequestrato per oscenità e distrutto fino
alla fusione del piombo. Problemi di censura, ma di tipo
diverso pendono sul testo antisemita di Louis-Ferdinand Céline, Bagatelle
per un massacro. Come per altri fuori catalogo cari
alla destra esistono edizioni taroccate, stampate dai "camerati
napoletani"». Interviene Giovanni Bottazzi, «libraio, ex legionario, che espone al mercatino milanese
di Piazza Diaz» dicendo che «un altro latitante del genere
è Il cammino del cinabro, un testo fondamentale
di Julius Evola,
la sua autobiografia edita nel '63….Un libro molto interessante
che non si trova più è Tiro
al piccione di Giose Rimanelli sulla guerra civile in
Italia (ed. Mondadori, 1953), da cui Giuliano
Montaldo ha tratto un film nel '61"».
Infine, scrive Armano, il caso di Alberto Arbasino, del quale sono spariti libri «come Le piccole vacanze, esordio Einaudi del
lontano 1957, che contiene lo splendido racconto (monologo
interiore alternato) Giorgio contro Luciano, o Sessanta posizioni, raccolta di ritratti di scrittori che un fortunato
bibliofilo - così raccontano divertiti alla libreria di
modernariato L'Atlante di Milano - ha trovato in una
bancarella a Torino tra roba porno (il titolo induce in
errore). E pensare che, dell'usato arbasiniano, Sessanta
posizioni è quello che, per difficile reperibilità,
ha le quotazioni più elevate».