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Newsletter n.4 Luglio 2005

Notizie Mix


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IN PRIMO PIANO
Giulio Einaudi
Lo snobismo, l'egemonia culturale della sinistra e le falle del revisionismo storico




Jack KerouacOn line

Il blog si dà al cinema

Nella rubrica TecnoNews dell'Espresso, Francesca Gantes dà la notizia di un rivoluzionario progetto cinematografico italiano denominato The Weblog Project, (indirizzo www.theweblogprojetc.com). L'idea si deve a Marco Montemagno, curatore del programma Pianeta Internet di Sky, Robin Good e Massimo Stella, i quali intendono aggirare le major e gli altri produttori «facendo affidamento sulla filosofia open source», scrive la Gantes, per realizzare «un film di circa due ore sul mondo dei blog» senza «un regista, né un produttore, bensì molti registi e molti produttori». Infatti il progetto prevede che il sito faccia da collettore di video, lunghi da 30 secondi a 2 minuti, inviati dai blogger di tutto il mondo con i quali gli autori realizzeranno un montaggio di 120 minuti. Ogni blogger può inviare il suo filmato e votare quelli degli altri, e tutti potranno intervenire sul montaggio finale modificandolo e creando «una versione unica e personale grazie alla licenza Creative Commons, una forma di diritto d'autore flessibile». In definitiva, conclude Francesca Gantes,  si avrà «un film interattivo e in continuo divenire, dal finale sempre aperto, ospitato nei siti peer to peer e negli archivi pubblici on line».

Beat Generation

Ritrovato un dramma inedito di Kerouac

Parafrasando un detto popolare si può dire che gli archivi, i cassetti, le cantine nascondono ma non rubano. Ogni tanto capita che di un famoso scrittore del passato si credeva di sapere tutto e invece salta fuori da una vecchia cassapanca uno scritto dimenticato per anni che aggiunge un tassello significativo all'opera di quell'autore o addirittura getta una nuova luce sulla sua personalità. E' toccato a Jack Kerouac (1922-1969), il celebrato autore del romanzo Sulla strada, il caposcuola dei beat, di cui è stato ritrovato un dramma del 1957, dal titolo Beat Generation, rimasto per tutti questi anni tra le carte abbandonate di un magazzino di Jersey City. L'ha scoperto l'agente letterario di Kerouac, Sterling Lord, andato chissà perché a rovistare tra i faldoni ammucchiati in quel magazzino. Raccontando il suo colpo di fortuna, Lord si è ricordato che allora Kerouac aveva inviato Beat Generation a molti produttori di Broadway per farlo mettere in scena, ma nessuno aveva accettato. Il dramma, che descrive una giornata di Jack Duluoz, alter ego dello scrittore, passata tra alcool e droga, verrà pubblicato in versione integrale dall'editore Thunder's Mouth Press nel prossimo ottobre.

Mantova

Gli appuntamenti del Festivaletteratura

Si svolgerà dal 7 all'11 settembre la nona edizione del Festivaletteratura di Mantova, che punta a una ulteriore crescita di partecipazioni e di pubblico, così come avvenuto dagli inizi in poi. Si può ricordare che l'anno scorso fu registrata la presenza di 440 autori e di circa cinquantamila spettatori-protagonisti, di cui cinquemila bambini. Gli organizzatori hanno annunciato per la prossima edizione «un programma orgogliosamente generalista fatto di incontri con gli scrittori, di spettacoli in anteprima, di appuntamenti per i più giovani, di molte novità, in gran parte scaturite dalle indicazioni fornite dalle precedenti esperienze». In particolare saranno affrontati numerosi temi d'attualità come quello della letteratura «nelle situazioni estreme di privazione della libertà» al quale interverranno le scrittrici irachene Inaam Kachachi e Buthaini Al Nassiri e il vietnamita Nguyen Huy Thiep; come «l'idea di straniero» con Barbara Spinelli, Khaled Fouad Allam, Abraham Yehoshua; come il problema della «incerta frontiera delle identità culturali» a cui parteciperanno l'ivoriana Veronique Tadjo e l'esule cinese Ha Jin; infine un dibattito sui «nuovi esempi di letteratura territoriale» con Massimo Carlotto, Gianni Farinetti, Antonio Pascale e Beppe Severgnini. In programma anche una serie di "faccia a faccia" su poesia, arti, scienza, immagini, sport, mentre torneranno Scritture giovani e Colazione con l'autore. Una novità sarà il corteo guidato da Alessandro Bergonzoni «per la tumulazione e il dissotterramento del libro».

Epistolari

Le lettere ai suoi autori del più grande editor tedesco

A tre anni dalla scomparsa di Siegfried Unseld (1924-2002), direttore della casa editrice Suhrkamp Verlag, esce Lettera agli autori, una raccolta di 88 lettere scelte tra le migliaia da lui inviate agli scrittori della sua scuderia in quasi mezzo secolo di attività, dal 1954 fino alla morte. Mezzo secolo ai vertici di un marchio editoriale che ha fatto diventare il più prestigioso della Germania e tra i più importanti d'Europa. E' davvero istruttiva la lettura di queste lettere, i cui destinatari sono i più bei nomi della letteratura del Novecento, per il tono che le contraddistingue. Alessandro Melazzini sulla Stampa del 21 giugno scorso lo definisce «cordiale ma non affettato, rassicurante ma critico» perché Unseld era «controllore scrupoloso dei testi».

Qualche esempio: «Nell'agosto del 1953 un giovane Martin Walser riceve, insieme con la promessa della futura pubblicazione dei suoi testi, il chiaro invito a rivedere il manoscritto del proprio racconto Das Gerät (Lo strumento), che secondo l'editore necessita di varie migliorie». Più avanti, a commento di un nuovo racconto di Thomas Bernhard, «gli scrive "va alla grande", ma solo per meglio introdurre una lunga serie di precisi appunti al manoscritto: "Dovreste riflettere ancora una volta sui superlativi che avete utilizzato"». Nel '57, riferisce Melazzini, ad Hans Magnus Enzesberger scrive che «"la decisione di pubblicare il suo manoscritto di poesia, La difesa dei lupi, è una decisione per l'autore Enzesberger, ma una simile dichiarazione d'amore letterario, fa diplomaticamente capire Unseld qualche riga più sotto, non può concedere al poeta scappatelle con altre case editrici». Unseld  sa anche «far risuonare il tintinnio delle monete» come quando al raffinato filosofo Hans Blumenberg, che vuol convincere a dirigere una nuova collana dedicata al pensiero scientifico, «scrive: "non abbiamo intenzione di popolarizzare la scienza, bensì cerchiamo quegli autori che, grazie al loro stile, riescano a travalicare i confini del circolo di esperti"» e poi gli riporta «la lettera di Felix Meiner, un editore concorrente, che dichiara il suo stupore nel constatare i cospicui onorari corrisposti dalla Suhrkamp ai propri autori»

Oltre a quelli citati, gli autori messi insieme da Siegfried Unseld sono del calibro di Herman Hesse, Theodor Adorno, Ingeborg Bachman, Peter Handke, Max Frish, Paul Celan e con ciascuno di loro, sottolinea Melazzini, l'editore è volta a volta «possessivo, confidente, amico», si muove sempre con «grande stile e accortezza» e pur impiegando abilmente «le sue doti tentatrici per catturare nuovi autori, non travalica mai il labile confine che separa il sedurre dall'adulare».

Cinema

Umberto Eco guest star di un cortometraggio

Nella sequenza in cui un uomo immagina di tornare bambino mentre gli leggono I tre moschettieri e ne è così affascinato da rivedere come fossero veri i quattro spadaccini e perfino la casa di D'Artagnan, irrompe un filosofo erudito che è Umberto Eco per smentire che i luoghi erano quelli e precisare che gli eroi di Dumas duellavano nel giardino accanto. Si tratta di una favola thriller raccontata da un cortometraggio di 22 minuti, ed Eco è proprio lui, il semiologo saggista  romanziere più famoso del mondo, che ha accettato di fare la guest star ne Il miele del Lussemburgo, un corto di 22 minuti del ventunenne regista genovese Ottavio Cirio Zanetti. Questi, in qualche misura è figlio d'arte dato che i genitori sono giornalisti critici, amici di molti intellettuali, come scrive Maurizio Porro sul Corriere della Sera del 24 giugno. Per il suo debutto il giovane cineasta ha scritto e realizzato un soggetto il cui protagonista, facendo jogging nel parco del Lussemburgo a Parigi, dove lavorano degli apicultori (da qui il titolo), si abbandona alla fantasia rivivendo le gesta dei famosi moschettieri.

Catalogo dei fuori catalogo

Quel bel libro non si può più leggere

Un'informatissima inchiesta di Antonio Armano su il Giornale del passato 30 giugno traccia una sorta di catalogo dei libri fuori catalogo e ormai spariti, irraggiungibili. Scrive Armano che «per Silvio Raffo, curatore di antologie poetiche ormai introvabili per Mondadori (da Ada Negri a Amalia Guglielminetti) la lista è piuttosto lunga». Per esempio «Sconclusione (questo l'incipit: "Lentamente ma con determinazione rinchiusi mio padre nel cassetto") di Giorgio Manganelli, capolavoro del genere surreale-fantastico, non è più in circolazione, nonostante la fortuna attuale dell'autore, in buona parte riproposto da Adelphi». Da aggiungere La rivincita del maschio della Guglielminetti, «una cosa alla Fitzgerald, protagonista cocainomane, orge eccetera. Le costò uno scandalo e il processo, dopo il quale, anche a causa delle accuse di Pitigrilli, verrà internata». E, a proposito di Pitigrilli, di cui Bompiani ha ristampato molte opere, Raffo si chiede «perché non venga ripubblicato La vergine a 18 carati, edito da Sonzogno nel 1924». E poi ancora: Il domestico (ed. Garzanti, 1950) di Robin Maugham, nipote del più celebre William Somerset, da cui nel '63 il regista Joseph Losey trasse un buon film, intitolato Il servo, con Dirk Bogarde e sceneggiatura di Harold Pinter; poi L'abbazia degli iconoclasti e Le poesie d'amore di Rodolfo J. Wilcock; Vanagloria e Inclinazioni di Ronald Firbank; Italia magica, antologia di racconti surreali, curata da Gianfranco Contini (ed. Einaudi, 1988) con testi di Landolfi, Moravia, Palazzeschi; Lungo la vita di Giovanni Pascoli (ed. Mondadori, 1961) biografia scritta dalla sorella Mariù Pascoli.

Tanti i libri imperdibili perduti dagli editori, come dice il titolo di Armano, che si rischia di presentare un elenco telefonico. La giustificazione sta nella speranza che qualche editore vinca il timore di un mercato sfavorevole, esca dall'indifferenza, risvegli la memoria e sani almeno in parte queste lacune letterarie.

L'inchiesta continua con Tecla Dozio della Libreria Sherlockiana di Milano, specializzata in gialli e fantascienza, di cui Armano riferisce «la lista di desideri inesaudibili dei suoi clienti, libri che sono pietre miliari sotterrate, ma di un interesse che li rende degni di riesumazione e riscoperta… " il primo romanzo hard boiled Punti sul nero ed esce il rosso di Eric Knight. I romanzi rosa di Scerbanenco e quelli della Christie. Che fine hanno fatto? E i primi gialli di Valerio Massimo Manfredi, quelli del diplomatico e sinologo olandese Robert van Gulik… richiestissimi. Penso poi a sei libri di Michael Chricton, firmati con pseudonimo e pubblicati da Garzanti… E I misteri di Parigi di Eugène Sue?"». Antonio Armano prosegue citando «un libro di culto del mondo gay come La lunga notte di Singapore (ed. Gastaldi, 1952), scritto sotto lo pseudonimo Bernardino di Tegerone da Bernardino Del Boca, sequestrato per oscenità e distrutto fino alla fusione del piombo. Problemi di censura, ma di tipo diverso pendono sul testo antisemita di Louis-Ferdinand Céline, Bagatelle per un massacro. Come per altri fuori catalogo cari alla destra esistono edizioni taroccate, stampate dai "camerati napoletani"». Interviene Giovanni Bottazzi, «libraio, ex legionario, che espone al mercatino milanese di Piazza Diaz» dicendo che «un altro latitante del genere è Il cammino del cinabro, un testo fondamentale di Julius Evola, la sua autobiografia edita nel '63….Un libro molto interessante che non si trova più è Tiro al piccione di Giose Rimanelli sulla guerra civile in Italia (ed. Mondadori, 1953), da cui Giuliano Montaldo ha tratto un film nel '61"».

Infine, scrive Armano, il caso di Alberto Arbasino, del quale sono spariti libri «come Le piccole vacanze, esordio Einaudi del lontano 1957, che contiene lo splendido racconto (monologo interiore alternato) Giorgio contro Luciano, o Sessanta posizioni, raccolta di ritratti di scrittori che un fortunato bibliofilo - così raccontano divertiti alla libreria di modernariato L'Atlante di Milano - ha trovato in una bancarella a Torino tra roba porno (il titolo induce in errore). E pensare che, dell'usato arbasiniano, Sessanta posizioni è quello che, per difficile reperibilità, ha le quotazioni più elevate».

 

a cura di Massimo Vecchi