ritorna all'homepage

Newsletter n.4 Luglio 2005

Jünger


Torna al sommario


IN PRIMO PIANO
Giulio Einaudi
Lo snobismo, l'egemonia culturale della sinistra e le falle del revisionismo storico




La sua visione aristocratica ed eroica non è contigua al nazismo

Ernst JüngerNell’articolo di Franco Volpi su Repubblica viene riesaminata la posizione politico filosofica di Ernst  Jünger, alla luce del lavoro filologico di Michel Vanoosthuyse, docente di letteratura tedesca a Montpellier, che nel suo libro  Fascisme et literature pure, la fabrique d’Ernst  Jünger, documenta come l’opera dello scrittore riveli l’ideologia che la ispira: una «Weltanschauung germanica della forza e della purezza, della decisione e dell’eroismo, del sangue e del suolo, di cui Jünger rappresenterebbe la versione nobile ed aristocratica, mascherata a volte dietro un’ostentata francofilia».

Le posizioni ideologiche di Jünger, dopo quelle di Schmitt ed Heidegger, vengono dunque sottoposte a vaglio critico. Vanoosthuyse documenta le sistematiche riscritture dei testi, che però non è certo debbano necessariamente essere interpretate nel senso di una sorta di camuffamento, ma, osserva Volpi: «Potrebbe essere che la ragione delle riscritture sia da cercare meno nel bisogno di purificare il proprio passato – che probabilmente Jünger non sentiva – quanto piuttosto nella transizione dall’eroismo nichilistico ed estetizzante della prima fase, alla visione simbolica del mondo, caratterizzata dalla centralità del Vitale contro il Cerebrale, della seconda».

E’ chiaro che l’autore è portatore di un’ideologia di destra, ma non sembra si possa sostenere una sua contiguità stretta con nazismo, infatti, aldilà dell’ammirazione espressa da Hitler sulla sua scrittura, «i ponti d’oro» che gli avrebbe gettato Goebbels, da lui non furono mai attraversati.

 

                                                                                     M.G.