In un’intervista riportata dal sito Viewpoints. Punti di vista degli italiani in America, il giornalista Francesco
Durante, nel presentare all’Istituto italiano di cultura
di New York l’antologia Italoamericana 2, ha dichiarato che l’idea di scrivere un’antologia della
letteratura italoamericana gli è
venuta traducendo John Fante, negli anni 80. «Mi sono reso conto
– ha detto Durante – che il fenomeno dell’emigrazione veniva
descritto solo in termini statistici e economici: mancava
la parte creativa e vitale di quell’avventura.
Noi italiani
siamo in America fin dall’inizio e abbiamo lasciato un segno
significativo in questo paese. Era importante raccontarlo».
Il
secondo volume dell’antologia Italoamericana,
pubblicata da Mondadori, fa seguito
al primo apparso nel 2001, e conclude
l'esplorazione della storia e della letteratura degli italiani
negli Stati Uniti, prendendo in esame gli anni tra il 1880
e il 1943, ossia il periodo cruciale della Grande Emigrazione
e l'universo delle "Little Italy",
veri e propri ghetti in cui gli idiomi, anche dialettali,
delle origini non potevano non contaminarsi con la lingua
del nuovo mondo. L’antologia è
un grande affresco linguistico e storico, che testimonia del
rinnovato interesse per le realtà antropologiche e le identità
“locali” nell’epoca della globalizzazione: dopo un asettico “internazionalismo” in cui
tutto il mondo sembrava veramente essere paese, ora si cominciano
a scoprire o riscoprire le identità locali, regionali, con
rischi certo di campanilismi e di vandee,
ma anche con un’esigenza reale di dare il giusto valore alle
appartenenze e alle storie.
Già
un paio di anni fa, sul versante
narrativo, il libro di Melania Mazzucco,
Vita – premiato anche dallo Strega – aveva esplorato l’epopea dell’immigrazione
italiana in America attraverso una storia familiare, la storia
dei Mazzucco emigrati da Minturno
all’esplorazione del grande e nuovo continente. Il libro ha
avuto un successo immediato negli Stati Uniti, perché andava
a colmare una lacuna reale. Ma se il libro della Mazzucco
escludeva la letteratura dalle sue ricerche, concentrandosi
sulla vita quotidiana della povera gente emigrata, questa
antologia porta alla luce proprio i materiali letterari
nati dal terreno italo-americano.
Certo, non si tratta di capolavori, a volte sono bozzetti,
cronache, canovacci dialettali, ma hanno un alto valore di
testimonianza di un’epoca e di una mescolanza linguistica:
dal romanziere Bernardino Ciambelli,
detto l’Omero della prima "Little Italy",
scrittore di storie "pulp" come I misteri di
Mulberry street e I sotterranei
di New York, a Paolo Pallavicini, Italo Stanco, Corrado Altavilla,
le esilaranti macchiette di Eduardo
Migliaccio e Tony Terrazzano, le commedie di Giovanni
De Rosalia e le tragedie di Riccardo Cordiferro,
fino all’agitatore anarchico Carlo Tresca, famoso per
la sua cravatta nera sempre al vento e per essere stato arrestato
oltre 50 volte. Una delle cinque sezioni in cui è diviso il
testo è dedicata ai pensatori anarchici,
socialisti e antifascisti come Arturo Giovannitti
e Carlo Tresca. Mentre un’altra raccoglie le opere della prima
generazione di italoamericani, scritte direttamente
in inglese: Luigi Donato Ventura, Lisi Cipariani,
Giuseppe Cautela, Pascal
D’Angelo, Angelo Patri, Emanuel Carnevali.
T.C.