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Newsletter n.4 Luglio 2005

Mercato editoriale


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Secondo Carlo Feltrinelli «è stabile, ma anche statico. Forse stitico»

Carlo Feltrinelli«Io penso che è il catalogo a parlare. Mantenere l'attenzione agli effetti sociali della nostra epoca, alla rivoluzione digitale, ai temi della globalizzazione, al circo equestre italiano, questa è la Feltrinelli»: è il giudizio espresso da Carlo Feltrinelli, che oggi guida la casa editrice fondata da suo padre Giangiacomo cinquant'anni fa, in una lunga intervista ad Alberto Papuzzi de La Stampa, che tocca i temi principali dell'editoria italiana di ieri e di oggi, dai protagonisti al proliferare degli editori. «Però il 70 per cento del mercato gira su quattro gruppi» dice Carlo Feltrinelli. E aggiunge: «Il nostro è un mercato stabile, nonostante la crisi economica, nonostante il fenomeno dei libri venduti coi giornali, nonostante altri paesi come la stessa Germania registrino smottamenti. E' stabile ma anche statico. Forse stitico. Ci sarebbe molto da fare. Ma sono questioni annose che riguardano scuola, università, biblioteche, librerie».

Alla domanda sulle differenze fra un editore come suo padre e lui, Carlo Feltrinelli risponde che è l'editoria ad essere molto cambiata. Allora «si operava in un mercato in cui c'erano tanti editori puri» e lo stesso libro «negli Anni Cinquanta aveva un peso specifico diverso rispetto a oggi, quando per paradosso si fanno molti più libri. Ma in fondo stiamo sempre parlando di titoli, autori, collane e idee». Tra saggistica e narrativa la Feltrinelli mantiene «una produzione fifty fifty, con la prerogativa di essere una delle rare case editrici italiane che pubblica testi, anche complicati, senza sbocco universitario obbligato» ma è ovvio, dice l'editore, che «i bestseller di narrativa colpiscono di più. Benché anche l'attualità registri dei bestseller come Gino Strada o l'autobiografia di Mandela».

E' vero che nel tempo le differenze marcate tra i marchi editoriali si sono ridotte, «però restano tipologie di libri - rileva Carlo Feltrinelli - in cui il lettore si riconosce feltrinelliano: attualità politica, temi legati alla rivoluzione digitale, Stefano Benni o Daniel Pennac o Banana Yoshimoto o la letteratura al femminile con Isabel Allende». E da ultimo, la sempre più lunga catena delle Librerie Feltrinelli ha un grande valore perché «era un progetto aperto, non per promuovere i nostri libri ma per avvicinare le persone alla lettura». A proposito di librerie bisogna dire che la sera del 16 giugno Carlo Feltrinelli e la madre Inge hanno inaugurato un'altro megastore a Roma nel quartiere Prati, via Giulio Cesare 88, che si aggiunge ai due esistenti, quello di Torre Argentina e quello della Galleria Alberto Sordi, oltre ad altre librerie come quella storica di via del Babuino. Il nuovo megastore, che si sviluppa su due piani per 800 metri quadri, offre 35mila titoli di libri, 20mila dischi, 4mila film e 500 prodotti multimediali.  

La Festa dei Cinquant'anni Feltrinelli si è svolta il 1° luglio nella libreria di Piazza Piemonte a Milano, presenti tra gli altri Benni, Jonathan Coe, Amos Oz e Pennac, mentre brani dei loro libri sono stati affidati alla lettura di Lella Costa, accompagnata da Gaetano Liguori al pianoforte.


                                                                                                                   M.V.