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Newsletter n.4 Luglio 2005

IN CORSO D'OPERA


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IN PRIMO PIANO
Giulio Einaudi
Lo snobismo, l'egemonia culturale della sinistra e le falle del revisionismo storico




Anticipazioni sulle prossime uscite editoriali

Gianni ClericiIN LAVORAZIONE

E' tempo di esordienti. Per citarne qualcuno, si va dal poeta Roberto Varese che esordisce nella prosa (La piccola dea, ed. Fazi) a Franco Brogi Taviani (Il tesoro, ed. Marsilio), da Toni Fachini (La virgola nell'orologio, ed. Effigie) a Gianni Clerici in veste di poeta (Postumo in vita, ed. Sartorio) fino al più famoso Alessandro Piperno, lanciato come il caso editoriale dell'anno per il romanzo Con le peggiori intenzioni (ed. Mondadori). Per parte sua Guanda annuncia che pubblicherà l'opera prima di Christine von Borries, nome tedesco per un'italiana purosangue, che fa il magistrato a Palermo. Titolo Fuga di notizie, genere romanzo noir spruzzato di rosa.

Sempre in tema di esordienti, l'editrice e/o farà esordire a settembre una nuova collana tutta di esordienti giovanissimi (Cristina Taglietti, Corriere della sera, 4 maggio 2005). A inaugurarla, un romanzo dal titolo curioso: Bill-Dung-Sroman, storpiatura del tedesco Bildungsroman, che si deve alla penna di Jacopo Reali, 17 anni, livornese, sconosciuto, che ha inviato per posta il manoscritto alla casa editrice di Sandro Ferri. E' la storia di due sedicenni, del loro amore, tra gli impegni scolastici e gli spazi di divertimento, tra i motorini e il tifo per il Livorno con la sua idolatrata punta Lucarelli. Ferri ne dà questo giudizio: «Reali scrive come può farlo un ragazzo di 17 anni: è spontaneo, diretto, semplice, usa il classico gergo giovanile completo di parolacce, ma ha un indubbio talento». C'è chi pensa che possa essere una risposta a Melissa P. O che sia il plot di segno opposto alla storia d'amore tra giovani di destra raccontata da Federico Moccia nel romanzo di successo Tre metri sopra il cielo.

Novità d'autunno della Alet, la piccola ma raffinata casa editrice padovana degli industriali Tosato. Innanzi tutto Lolita prima di Lolita, un racconto breve che il tedesco Heinz von Lichberg scrisse quarant'anni prima di Nabokov. Secondo le notizie raccolte da Mirella Appiotti e apparse su Tuttolibri del 25 giugno scorso, il testo è stato scoperto da un altro scrittore tedesco, Michael Marr, che nell'introduzione al racconto ritrovato suggerisce ipotesi suggestive sui possibili legami fra i due autori. Altra anticipazione, un libro di Zsa Zsa Gabor, tradotto e riscritto da Aldo Busi con penna avvelenata.

Il Mulino lancia una nuova collana economica intitolata Storica Paperbacks, i cui primi volumi sono Prigioniera di Stalin e di Hitler di Margaret Buber-Neumann, In Terrasanta di Franco Cardini, L'ultimo federale di Vincenzo Costa, La grande guerra e la memoria moderna di Paul Fussell e Un solo re, un solo impero di Geoffrey Parker.

Dodici anni buttati, da cancellare, al termine dei quali ha avuto «l'impressione di essere arrivato a un punto morto». E' Giulio Mozzi che parla e che insiste a rimestare nell'intruglio amaro della delusione, del fallimento. Accenna al suo funerale d'autore, alla voglia di seppellire tutto quello che ha scritto finora, tranne il primo romanzo, Questo è il giardino, che lo rivelò, dandogli una collocazione di prestigio nelle patrie lettere. Era il 1993 e lui, Mozzi, aveva 33 anni ma in realtà era appena venuto alla luce. E poi? Il nulla, dice lui. Vediamo: ci soccorre Cristina Taglietti sul Corriere della sera del 17 giugno scorso elencando libri come La felicità terrena, Il male naturale, Fantasmi e fughe, Il culto dei morti, Fiction, il lavoro editoriale, i laboratori di scrittura, l'attività di animatore culturale in Rete. Be', non male, si direbbe, ma Mozzi no. Per lui, cose abbastanza buone ma che non hanno mantenuto le promesse. Perciò ecco la decisione: ristampa il suo primo romanzo nella collana che cura per l'editore Sironi, aggiungendo una nota in cui spiega che il senso dell'operazione è la sua morte e la sua rinascita, e contemporaneamente consegna a Mondadori un manoscritto di cui in realtà non sa. «Mi sono venute da scrivere quasi duecento pagine piuttosto monomaniacali, che non sono un romanzo ma credo che riuscirò a far passare per romanzo. Io direi che si tratta di una "prosa", ma quale editore mai, specie se industriale, si adatterebbe a pubblicare un malloppo di duecento pagine scrivendoci sotto anziché "romanzo", "prosa"». Il titolo, per ora, è Discorso intorno a un sentimento nascente e il tema è quello del ritorno a qualcosa che c'era nel 1991, anno dei primi racconti, qualcosa d'importante che di tanto in tanto s'è poi rifatta viva. Ma quel che non va, dice Mozzi, è che «manca il segnale più forte, quella felicità che mi apparve nel '91 e che io qualche tempo dopo gettai via».

Stephen King cambia genere. Dall'horror nerofumo passa al giallo. Ce lo fa sapere Leopoldo Fabiani sull'Almanacco dei libri di Repubblica (25 Giugno 2005) in una nota in cui si dice che il nuovo romanzo del celebre maestro dell'orrore, primatista mondiale delle classifiche dei bestsellei con 300 milioni di copie vendute, si intitolerà Colorado Kid, sarà un giallo vecchia maniera con un detective dilettante impegnato a indagare su un caso di cronaca nera rimasto insoluto, uscirà direttamente in edizione economica con copertina choc ispirata a quelle dei pulp magazine Anni Trenta. In Italia da Sperling & Kupfer, in ottobre.

Per ora è soltanto un'idea che gli frulla per la testa però «ci sto lavorando» e «mi piacerebbe svilupparla» Queste le parole di Alessandro Piperno sul suo nuovo romanzo in una conferenza stampa a Viareggio dopo l'annuncio che gli era stato assegnato il Premio Viareggio-Répaci Opera Prima, totalizzando così una prestigiosa accoppiata dato che meno di due settimane prima, l'11 giugno 2005, era stato insignito del Premio Campiello Opera Prima ovviamente per lo stesso libro: Con le peggiori intenzioni. Piperno, 33 anni, romano, assapora il suo momento di gloria, in cui si mescolano i favori della critica, le interviste sui giornali, il successo in libreria (si parla di una vendita intorno alle 150mila copie del suo romanzo), e cerca di parare le domande dei giornalisti dicendo che in fondo «sono passati soltanto quattro mesi dall'uscita del suo primo lavoro» e ricordando la tesi di Borges secondo il quale «chi comincia a scrivere lo fa spesso attorno a un'idea che può cambiare mentre sta scrivendo». Comunque qualcosa si è saputo. Sarà la storia dei personaggi negativi di tre generazioni: un ebreo, prima perseguitato dai nazisti e poi delatore e quindi anche lui persecutore, un corruttore scoperto negli anni novanta al tempo di Tangentopoli e un altro personaggio al centro del successo mediatico.

L'editore Gallimard pubblicherà presto nella sua prestigiosa collana di poesia, che allinea i nomi di Auden, Pound, Williams e Montale, il libro di Giovanni Raboni A tanto caro sangue, uscito presso Mondadori nel 1988. A darne notizia sul Corriere della sera del 22 giugno 2005 è Dino Messina da Parigi, che ricorda che sotto quel titolo, tradotto approssimativamente in francese come A prix de sang, Raboni aveva raccolto «quel che riteneva il meglio della sua produzione dal 1953 al 1987: non una semplice collazione di testi ma un percorso nuovo, con aggiunte, limature, cancellazioni, rifacimenti. Come scriveva in una prefazione, all'iniziale ipotesi di un volume di "selected poems" era subentrata l'ambizione, il bisogno di selezionare, certo, ma anche di ripensare e in qualche modo riorganizzare, al limite "riscrivere" tutto il mio lavoro». Giovanni Raboni, scomparso nel settembre dello scorso anno, è conosciuto e stimato in Francia come poeta e traduttore in italiano di Baudelaire, Racine, Céline e soprattutto della Recherche di Proust. 


IN ARRIVO


AMINEH PAKRAVAN

Il libraio di Amsterdam

Ed. Marsilio, Collana Romanzi e racconti
pp. 320 ca, € 18,00 ca

Sarà disponibile in libreria a partire da fine agosto questo nuovo romanzo di Amineh Pakravan, scrittrice iraniana ma residente da trent'anni in Toscana. E' la storia di una famiglia di stampatori del Nord Europa, i Pradel negli anni a cavallo tra il ‘500 e il ‘600, turbolenti e drammatici ma segnati dalla straordinaria invenzione della stampa. La nascita del libro provoca una rivoluzione culturale e sociale, della quale protagonisti di spicco sono gli stampatori. Il libro, che è veicolo, strumento e specchio del cambiamento, parla a ciascuno e a tutti. La famiglia Pradel, impegnata nei mestieri del libro, riassume in sé il percorso difficile, compiuto lungo tutto il Cinquecento verso la liberazione dai fantasmi del dogmatismo religioso, verso quello che sarà il secolo dei Lumi.

Nata in Iran, Amineh Pakravan si è laureata in storia medievale a Aix-en-Provence con Georges Duby. Italiana di adozione, vive da trentasei anni in Toscana coniugando la passione per la storia a quella dell’attività vinicola in una delle zone più affascinanti della regione.

PAOLO DI STEFANO

Aiutami tu

Ed. Feltrinelli, collana I Narratori
pp. 240.

Sarà in libreria dall'8 settembre 2005, annuncia la Feltrinelli, questo nuovo romanzo di Paolo Di Stefano, che racconta la storia di un ragazzo ferito da una devastata situazione familiare e assetato di normalità. Questo ragazzo si chiama Pietro, ha tredici anni e non fa che scrivere perché ha assolutamente bisogno di raccontare, di evocare desideri, di squadernare misteri, di dare una forma al caos della sua vita. La destinataria è una certa Marianna, una presenza sfuggente, anche eroticamente, ma è il suo unico interlocutore. Pietro scrive di sé e della sua sorellina, chiamata “la mocciosa”, e di come sono in balia dei genitori che si detestano e di una coppia di anziani baciapile, i Nespola, ai quali spesso vengono affidati. Vicini di casa, i Nespola sono legati alla loro madre da un oscuro rapporto di dipendenza, preparano cibi repellenti, tramano nell’ombra e sparlano del padre. E' anche a causa loro se l’ostilità fra i genitori si fa sempre più profonda. Spaventato dalle minacce dei Nespola, Pietro si abbandona a cupe fantasie di terroristi, di rapimenti, di delitti. Per fortuna, a volte è consolato da episodi gioiosi: un sorriso della madre, una gita al lago con il padre, il seno generoso della compagna di banco, ma sono momenti sempre più rari. Pietro vuole una vita normale per sé e per la “mocciosa”. Soprattutto vuole giustizia. E per averla è pronto a tutto.

Paolo Di Stefano, nato ad Avola, Siracusa, nel 1956, è autore di romanzi, tra cui Baci da non ripetere e Azzurro, troppo azzurro, e giornalista letterario presso la redazione culturale del Corriere della Sera.

NEIL JORDAN

Ombre


Ed. Fazi, collana Le strade
traduzione di Lucia Olivieri
pp. 300 ca., € 13,50

«Mi ricordo benissimo il giorno che sono morta». Queste sono le prime parole di Nina, la protagonista senza corpo di Ombre, il nuovo romanzo dello scrittore e regista Neil Jordan, che torna alla narrativa dopo dieci anni. È stato George, l'amico d'infanzia di Nina, a decapitarla e poi a buttarla nella fossa settica dietro la casa della donna, nella campagna irlandese, dove nessuno la troverà mai. Lo spirito di Nina è rinchiuso nelle quattro mura della sua casa ed è costretto a osservare il mondo dalle finestre, ma Nina è però libera di correre avanti e indietro nel tempo. E lei intraprende uno spettacolare viaggio a ritroso nella sua infanzia, alla scoperta delle ragioni della sua morte. Ed ecco che lo scrittore ci accompagna a spiare le giornate della ragazzina di sette anni mentre gioca con la sua amica invisibile, Hester, agli inizi del Novecento. Un giorno Nina incontra Janie e il suo strano fratello George. A loro si aggiunge il fratellastro di Nina, Gregory, e tra i quattro si instaura una amicizia profonda, perfino morbosa e sensuale, che sembra resistere a tutto. Fuorché alla guerra, capace di distruggere ogni cosa. così, in una ricerca piena di sorprese che ricorda il film premio Oscar di Neil Jordan, La moglie del soldato, Nina, il fantasma, potrà finalmente capire tutto ciò che è andato storto nella vita di Nina, la ragazza. Fino alla sua tragica fine.

Neil Jordan, nato a Sligo nel 1950, è un autore di racconti e romanzi pluripremiato e regista di film come Michael Collins, Intervista col vampiro e La moglie del soldato del 1992, per il quale ha vinto l'Oscar per la migliore sceneggiatura. Dopo il ritorno come narratore tornerà anche alla regia dato che sono previsti due suoi nuovi film per l'anno prossimo.

GIORGIO VECCHIATO

Con romana volontà
Quando eravamo una maschia gioventù

Ed. Marsilio, collana Gli specchi
pp. 168, € 11,00

E' la  primavera del '42 e nell'immaginario dell'autore allora diciassettenne e di tanti ragazzi come lui l'evento atteso da un momento all’altro è che il Duce sfili ad Alessandria d’Egitto sul suo cavallo bianco, brandendo la spada dell’Islam, mentre i camerati germanici scendono dai campi petroliferi del Caucaso stringendo il nemico in una morsa mortale. Al contrario è piuttosto squallido l'ambiente in cui si svolge la vicenda, una Venezia affamata e plebea che conta duecentomila abitanti, tre volte quelli attuali. Giorgio Vecchiato, veneziano, giornalista e scrittore, direttore di quotidiani, inviato speciale e corrispondente dall’estero, ha scritto questo libro, che uscirà a fine agosto, per reagire al modo deformato e futilmente gladiatorio, con cui parlano del ventennio fascista certi suoi colleghi più giovani e anche alcuni storici. Ne è nato una sorta di divertissement della memoria nella speranza che si diverta anche qualche lettore, magari apprendendo cose che non sapeva sugli avvenimenti di quel periodo. Sono ricordi di vita quotidiana, come la sfilata in piazza San Marco con il "passo romano", le ore passate al biliardo o al casino, gli scherzi fatti e subiti. L'autore e gli amici cantano gli inni sulla maschia gioventù, ma facendo la mossa, vanno alla scuola di mistica fascista, perché chi non mistica non mastica. E intanto circolano nomi dal suono sinistro, Stalingrado, El Alamein.

JACK LONDON

Pronto soccorso per scrittori esordienti

Ed. minimum fax, collana Filigrana
traduzione di Andreina Lombardi Bom
pp. 150, € 8,00

Dopo Cechov e Carver, minimum fax presenta ai primi di settembre i consigli di scrittura di un maestro della narrativa avventurosa: Jack London. «E poi lavorate. Scrivetelo in tutte maiuscole: lavorate. Lavorate in continuazione. Imparate a conoscere questo mondo, questo universo; questa energia e questa materia, e lo spirito che attraversando l’energia e la materia traluce dal magnete alla Divinità. E con tutto questo voglio dire lavoro come filosofia di vita». Così London rispondeva alle centinaia di aspiranti scrittori che gli chiedevano suggerimenti. Questo volume raccoglie una selezione di lettere insieme ad articoli apparsi su riviste dell’epoca e a brani tratti dai romanzi di London, offrendo un efficace prontuario della tecnica e della poetica dello scrittore americano, riflessioni e suggerimenti sulla difficile arte di scrivere, pubblicare e guadagnarsi da vivere scrivendo.

Jack London (1876-1916), uno dei maggiori scrittori americani e una delle figure più singolari della letteratura del Novecento, è autore di numerosi romanzi e racconti che ripercorrono i luoghi sacri dell’avventura come il Klondike della corsa all’oro o i Mari del Sud, ma che talvolta affrontano una vigorosa denuncia sociale. Tra i più famosi, Il richiamo della foresta (1903), Zanna Bianca (1906), Il tallone di ferro (1908) e Martin Eden (1909).

NESSUNO TOCCHI CAINO

La pena di morte nel mondo
Rapporto 2005

a cura di Elisabetta Zamparutti
prefazione di Abdoulaye Wade
Ed. Marsilio, Tascabili
pp. 400, € 12,00

Il consueto rapporto annuale dell’Associazione "Nessuno tocchi Caino", evidenzia come l’evoluzione positiva verso l’abolizione della pena di morte nel mondo da almeno dieci anni, si è confermata anche nel 2004 e nei primi mesi del 2005. I paesi o i territori che hanno deciso di abolirla per legge o in pratica sono oggi 138. Di questi, 86 sono totalmente abolizionisti; 11 sono abolizionisti per crimini ordinari; 1 (la Russia) è impegnato ad abolirla in quanto membro del Consiglio d’Europa; 5 attuano una moratoria nelle esecuzioni; 35 sono abolizionisti di fatto, non avendo eseguito sentenze capitali da oltre dieci anni.

I paesi in cui si applica la pena di morte sono 58. Nel 2004, 25 di questi hanno effettuato esecuzioni, a fronte dei 30 del 2003 e dei 34 nel 2002. Di conseguenza è diminuito il numero delle esecuzioni, passate dalle 5607 del 2003 alle 5476 del 2004. L’Asia, come evidenzia il rapporto, ancora una volta si conferma il continente dove si pratica la quasi totalità delle esecuzioni in tutto il mondo (almeno 5403 nel 2004). Le Americhe sarebbero un continente praticamente libero dalla pena di morte, se non fosse per le 59 persone giustiziate negli Stati Uniti (erano state 65 nel 2003). In Africa la pena di morte è caduta ormai in disuso: nel 2004 è stata eseguita in soli tre paesi – Egitto, Sudan e Somalia – dove sono state registrate 9 esecuzioni contro le 56 del 2003. In Europa vi è una sola macchia che deturpa l’immagine di un continente altrimenti libero dalla pena di morte: la Bielorussia che nel 2004 ha effettuato almeno 5 esecuzioni.

Abdoulaye Wade, presidente del Senegal, che ha abolito lo scorso anno la pena di morte nel suo paese, afferma, nella sua prefazione al Rapporto 2005: «Io penso come il poeta Victor Hugo, principe degli abolizionisti, che “non serve il boia laddove basta il carceriere” e che la società “non deve punire per vendicarsi, deve correggere per migliorare”»

STANLEY ELKIN

Magic Kingdom

prefazione di Rick Moody
traduzione di Federica Aceto
Ed. minimum fax, collana minimum classics
pp. 320, € 10,50

Proseguendo nella sua opera di riscoperta dei classici contemporanei da Barth a Purdy, a Yates, a settembre minimum fax riproporrà Stanley Elkin, uno scrittore americano tra i più geniali grazie alla sua «comicità scioccante», come l'ha definita Cynthia Ozick. La storia raccontata in questo Magic Kingdom ha per protagonista l’inglese Eddy Bale, che, abbandonato dalla moglie e devastato dalla morte del figlio dodicenne, organizza un viaggio a Disneyland come ultima, stupefacente vacanza per sette bambini affetti da rarissime malattie terminali. Nel romanzo una vicenda strappalacrime si trasforma in una travolgente tragicommedia, in una satira in cui regine d’Inghilterra barano a Scarabeo e pupazzi disneyani assumono atteggiamenti bellicosi. Pubblicato nel 1985, il romanzo sarà pubblicato per la prima volta in Italia, con una prefazione inedita di Rick Moody (autore di The James Dean Garage Band, La più lucente corona d’angeli in cielo, Rosso americano, Il velo nero).

Stanley Elkin (1930-1995) è stato due volte vincitore del National Book Critics Circle Award, tre volte finalista al National Book Award. Einaudi ha pubblicato due sue raccolte di racconti lunghi, La stanza di Van Gogh ad Arles e Il sangue degli Ashenden.

LYNNE SHARON SCHWARTZ

Giochi d'infanzia

Traduzione di Stefano Tummolini
Ed. Fazi, collana Le strade
pp. 250, € 13,00

Renata e Claudia sono due gemelle indivisibili che vivono alla periferia di New York, unite da un linguaggio segreto, incomprensibile a tutti gli altri. Si amano alla follia, l'una è lo specchio dell'altra. Si cullano felici nel loro mondo immaginario finché un giorno un episodio apparentemente insignificante non cambia le loro vite: dal salvadanaio in cui tengono i loro risparmi scompare una banconota da venti dollari e Renata viene accusata dell'ignobile furto. Questo scandalo sconvolge il loro rapporto, provocando una reazione a catena dalle conseguenze tragiche, che distruggerà per sempre la loro famiglia: Claudia muore in un incidente misterioso e Renata - sola per la prima volta in vita sua - si chiude in se stessa. Passano molti anni e Renata ha sepolto il passato e lavora in una biblioteca della città. Una mattina come tante si incammina lungo il ponte di Brooklyn per andare a lavoro, quando all'improvviso un evento spaventoso si abbate sul mondo. E' l'11 settembre. All'esplosione segue un boato sordo, poi una pioggia di carta. Renata scappa via, come tutti, ma non esita a raccogliere una banconota da venti dollari che vede ai suoi piedi. Forse proprio la banconota sparita molti anni prima. E che rimescolerà un'altra volta le carte del suo destino, facendo tornare a galla il passato che costringerà Renata ad affrontare le domande rimaste senza risposta: come è morta veramente Claudia? Chi l'aveva messa incinta? Perché lo zio Peter è scomparso poco dopo?

Lynne Sharon Schwartz, scrittrice tra le più apprezzate degli Stati Uniti, è autrice di quattordici libri, con i quali ha ottenuto numerosi premi. Giochi d'infanzia è considerato il suo miglior romanzo.

GORE VIDAL

L'invenzione degli Stati Uniti
I Padri: Washington, Adams, Jefferson

Traduzione di Marina Astrologo
Ed. Fazi, collana Le Terre
pp. 200, € 13,00

Questo saggio di Gore Vidal, pubblicato dalla Yale University Press, è stato accolto negli Stati Uniti da recensioni entusiastiche e dal favore del pubblico, risultando tra i libri storici di maggior successo, con oltre 200.000 copie vendute. Tutto ciò grazie alla ben nota eleganza della scrittura o alla pungente ironia con cui Vidal descrive fobie, idiosincrasie e difetti (umani, politici) dei tre grandi Padri Fondatori. In realtà, ha detto Vidal, «le tante storie delle origini della Repubblica sembrano fissare con aria ebete l'aspetto luminoso di una storia che, più ne sappiamo, più diviene oscura», e non vogliono ascoltare quanto profetizzò Benjamin Franklin nel 1787 e cioè che prima o poi la Repubblica americana si sarebbe trasformata in tirannia. Purtroppo, secondo Vidal, siamo ormai a un passo da quell'evento come molti aspetti della cronaca odierna fanno temere, perché se il livello intellettuale e morale dei Padri non era così alto come sarebbe desiderabile, tuttavia resta lontanissimo dalla mediocrità, quando non la malvagità, dei politici di oggi. Le pagine più piacevoli del saggio sono quelle fortemente satiriche dedicate ai retroscena politici della fine del Settecento: i complotti di Hamilton contro John Adams, i trucchetti politici di Jefferson, Burr, Marshall e Madison. Si salva Washington, di cui Vidal disegna un ritratto non privo di sarcasmo ma in cui riconosce l'integrità del primo presidente.

Gore Vidal
, nato a New York nel 1925, vanta una vastissima produzione che comprende romanzi, saggi e opere teatrali, tutti ispirati da un atteggiamento duramente critico nei confronti della situazione sociale e politica degli Stati Uniti, espresso con l'arma dell'ironia e della satira. Fazi editore sta pubblicando tutte le sue opere.



                                                                                ga cura di Massimo Vecchi