E' tempo di esordienti. Per citarne qualcuno,
si va dal poeta Roberto Varese che esordisce nella prosa
(La piccola dea, ed. Fazi) a Franco
Brogi Taviani (Il
tesoro, ed. Marsilio), da Toni Fachini (La
virgola nell'orologio, ed. Effigie) a Gianni
Clerici in veste di poeta (Postumo
in vita, ed. Sartorio) fino al più famoso Alessandro
Piperno, lanciato come il caso editoriale dell'anno
per il romanzo Con le peggiori intenzioni (ed. Mondadori).
Per parte sua Guanda
annuncia che pubblicherà l'opera prima di Christine
von Borries, nome tedesco per un'italiana purosangue,
che fa il magistrato a Palermo. Titolo Fuga
di notizie, genere romanzo noir spruzzato di rosa.
Sempre in tema di esordienti, l'editrice e/o
farà esordire a settembre una nuova collana tutta di esordienti
giovanissimi (Cristina Taglietti, Corriere della sera, 4 maggio 2005). A
inaugurarla, un romanzo dal titolo curioso: Bill-Dung-Sroman,
storpiatura del tedesco Bildungsroman, che si deve alla
penna di Jacopo Reali, 17 anni, livornese, sconosciuto,
che ha inviato per posta il manoscritto alla casa editrice
di Sandro Ferri. E' la storia di due sedicenni,
del loro amore, tra gli impegni scolastici e gli spazi di
divertimento, tra i motorini e il tifo per il Livorno con
la sua idolatrata punta Lucarelli. Ferri ne dà questo giudizio:
«Reali scrive come può farlo un ragazzo di 17 anni: è spontaneo,
diretto, semplice, usa il classico gergo giovanile completo
di parolacce, ma ha un indubbio talento». C'è chi pensa
che possa essere una risposta a Melissa
P. O che sia il plot di segno opposto alla storia d'amore
tra giovani di destra raccontata da Federico
Moccia nel romanzo di successo Tre
metri sopra il cielo.
Novità d'autunno della Alet, la piccola ma raffinata casa editrice padovana degli industriali
Tosato. Innanzi tutto Lolita
prima di Lolita, un racconto breve che il tedesco Heinz von Lichberg scrisse quarant'anni prima di Nabokov. Secondo le notizie raccolte da
Mirella Appiotti
e apparse su Tuttolibri del 25 giugno scorso, il testo
è stato scoperto da un altro scrittore tedesco, Michael Marr, che nell'introduzione al racconto ritrovato suggerisce
ipotesi suggestive sui possibili legami fra i due autori.
Altra anticipazione, un libro di Zsa
Zsa Gabor, tradotto e riscritto da Aldo
Busi con penna avvelenata.
Il Mulino lancia una nuova collana economica intitolata Storica Paperbacks, i cui primi volumi
sono Prigioniera di
Stalin e di Hitler di Margaret
Buber-Neumann, In Terrasanta di Franco Cardini, L'ultimo federale
di Vincenzo Costa,
La grande guerra e la memoria moderna di
Paul Fussell
e Un solo re, un solo impero di Geoffrey
Parker.
Dodici anni buttati, da cancellare, al termine dei quali
ha avuto «l'impressione di essere arrivato a un punto morto».
E' Giulio Mozzi che parla e che insiste a
rimestare nell'intruglio amaro della delusione, del fallimento.
Accenna al suo funerale d'autore, alla voglia di seppellire
tutto quello che ha scritto finora, tranne il primo romanzo,
Questo è il giardino,
che lo rivelò, dandogli una collocazione di prestigio nelle
patrie lettere. Era il 1993 e lui, Mozzi, aveva 33 anni
ma in realtà era appena venuto alla luce. E poi? Il nulla,
dice lui. Vediamo: ci soccorre Cristina Taglietti sul Corriere della sera del 17 giugno scorso
elencando libri come La
felicità terrena, Il male naturale, Fantasmi e fughe, Il
culto dei morti, Fiction, il lavoro editoriale, i laboratori
di scrittura, l'attività di animatore culturale in Rete.
Be', non male, si direbbe, ma Mozzi no. Per lui, cose abbastanza
buone ma che non hanno mantenuto le promesse. Perciò ecco
la decisione: ristampa il suo primo romanzo nella collana
che cura per l'editore Sironi, aggiungendo una nota in cui spiega che il senso dell'operazione
è la sua morte e la sua rinascita, e contemporaneamente
consegna a Mondadori
un manoscritto di cui in realtà non sa. «Mi sono venute
da scrivere quasi duecento pagine piuttosto monomaniacali,
che non sono un romanzo ma credo che riuscirò a far passare
per romanzo. Io direi che si tratta di una "prosa",
ma quale editore mai, specie se industriale, si adatterebbe
a pubblicare un malloppo di duecento pagine scrivendoci
sotto anziché "romanzo", "prosa"». Il
titolo, per ora, è Discorso
intorno a un sentimento nascente e il tema è quello
del ritorno a qualcosa che c'era nel 1991, anno dei primi
racconti, qualcosa d'importante che di tanto in tanto s'è
poi rifatta viva. Ma quel che non va, dice Mozzi, è che
«manca il segnale più forte, quella felicità che mi apparve
nel '91 e che io qualche tempo dopo gettai via».
Stephen King cambia genere. Dall'horror nerofumo
passa al giallo. Ce lo fa sapere Leopoldo
Fabiani sull'Almanacco
dei libri di Repubblica
(25 Giugno 2005) in una nota in cui si dice che il nuovo
romanzo del celebre maestro dell'orrore, primatista mondiale
delle classifiche dei bestsellei con 300 milioni di copie
vendute, si intitolerà Colorado
Kid, sarà un giallo vecchia maniera con un detective
dilettante impegnato a indagare su un caso di cronaca nera
rimasto insoluto, uscirà direttamente in edizione economica
con copertina choc ispirata a quelle dei pulp magazine Anni Trenta. In Italia da Sperling & Kupfer, in
ottobre.
Per ora è soltanto un'idea che gli frulla per la testa però
«ci sto lavorando» e «mi piacerebbe svilupparla» Queste
le parole di Alessandro Piperno sul suo nuovo romanzo
in una conferenza stampa a Viareggio dopo l'annuncio che
gli era stato assegnato il Premio Viareggio-Répaci Opera
Prima, totalizzando così una prestigiosa accoppiata dato
che meno di due settimane prima, l'11 giugno 2005, era stato
insignito del Premio Campiello Opera Prima ovviamente per
lo stesso libro: Con
le peggiori intenzioni. Piperno, 33 anni, romano, assapora
il suo momento di gloria, in cui si mescolano i favori della
critica, le interviste sui giornali, il successo in libreria
(si parla di una vendita intorno alle 150mila copie del
suo romanzo), e cerca di parare le domande dei giornalisti
dicendo che in fondo «sono passati soltanto quattro mesi
dall'uscita del suo primo lavoro» e ricordando la tesi di
Borges secondo
il quale «chi comincia a scrivere lo fa spesso attorno a
un'idea che può cambiare mentre sta scrivendo». Comunque
qualcosa si è saputo. Sarà la storia dei personaggi negativi
di tre generazioni: un ebreo, prima perseguitato dai nazisti
e poi delatore e quindi anche lui persecutore, un corruttore
scoperto negli anni novanta al tempo di Tangentopoli e un
altro personaggio al centro del successo mediatico.
L'editore Gallimard
pubblicherà presto nella sua prestigiosa collana di poesia,
che allinea i nomi di Auden,
Pound, Williams
e Montale, il libro di Giovanni Raboni A tanto caro sangue, uscito presso Mondadori nel 1988.
A darne notizia sul Corriere
della sera del 22 giugno 2005 è Dino
Messina da Parigi, che ricorda che sotto quel titolo,
tradotto approssimativamente in francese come A
prix de sang, Raboni aveva raccolto «quel che riteneva
il meglio della sua produzione dal 1953 al 1987: non una
semplice collazione di testi ma un percorso nuovo, con aggiunte,
limature, cancellazioni, rifacimenti. Come scriveva in una
prefazione, all'iniziale ipotesi di un volume di "selected
poems" era subentrata l'ambizione, il bisogno di selezionare,
certo, ma anche di ripensare e in qualche modo riorganizzare,
al limite "riscrivere" tutto il mio lavoro». Giovanni
Raboni, scomparso nel settembre dello scorso anno, è conosciuto
e stimato in Francia come poeta e traduttore in italiano
di Baudelaire, Racine, Céline e soprattutto della Recherche
di Proust.
IN ARRIVO
AMINEH PAKRAVAN
Il libraio di Amsterdam
Ed. Marsilio, Collana Romanzi e racconti
pp. 320 ca, € 18,00 ca
Sarà disponibile in libreria a partire da fine agosto questo
nuovo romanzo di Amineh Pakravan, scrittrice iraniana
ma residente da trent'anni in Toscana. E' la storia di una
famiglia di stampatori del Nord Europa, i Pradel negli anni
a cavallo tra il ‘500 e il ‘600, turbolenti e drammatici
ma segnati dalla straordinaria invenzione della stampa.
La nascita del libro provoca una rivoluzione culturale e
sociale, della quale protagonisti di spicco sono gli stampatori.
Il libro, che è veicolo, strumento e specchio del cambiamento,
parla a ciascuno e a tutti. La famiglia Pradel, impegnata
nei mestieri del libro, riassume in sé il percorso difficile,
compiuto lungo tutto il Cinquecento verso la liberazione
dai fantasmi del dogmatismo religioso, verso quello che
sarà il secolo dei Lumi.
Nata in Iran, Amineh Pakravan si è laureata in storia medievale
a Aix-en-Provence con Georges Duby. Italiana di adozione,
vive da trentasei anni in Toscana coniugando la passione
per la storia a quella dell’attività vinicola in una delle
zone più affascinanti della regione.
PAOLO DI STEFANO
Aiutami tu
Ed.
Feltrinelli, collana I Narratori
pp.
240.
Sarà in libreria dall'8 settembre 2005, annuncia la Feltrinelli, questo nuovo
romanzo di Paolo Di Stefano, che racconta la storia
di un ragazzo ferito da una devastata situazione familiare
e assetato di normalità. Questo ragazzo si chiama Pietro,
ha tredici anni e non fa che scrivere perché ha assolutamente
bisogno di raccontare, di evocare desideri, di squadernare
misteri, di dare una forma al caos della sua vita. La destinataria
è una certa Marianna, una presenza sfuggente, anche eroticamente,
ma è il suo unico interlocutore. Pietro scrive di sé e della
sua sorellina, chiamata “la mocciosa”, e di come sono in
balia dei genitori che si detestano e di una coppia di anziani
baciapile, i Nespola, ai quali spesso vengono affidati.
Vicini di casa, i Nespola sono legati alla loro madre da
un oscuro rapporto di dipendenza, preparano cibi repellenti,
tramano nell’ombra e sparlano del padre. E' anche a causa
loro se l’ostilità fra i genitori si fa sempre più profonda.
Spaventato dalle minacce dei Nespola, Pietro si abbandona
a cupe fantasie di terroristi, di rapimenti, di delitti.
Per fortuna, a volte è consolato da episodi gioiosi: un
sorriso della madre, una gita al lago con il padre, il seno
generoso della compagna di banco, ma sono momenti sempre
più rari. Pietro vuole una vita normale per sé e per la
“mocciosa”. Soprattutto vuole giustizia. E per averla è
pronto a tutto.
Paolo Di Stefano, nato ad Avola, Siracusa, nel 1956,
è autore di romanzi, tra cui Baci
da non ripetere e Azzurro,
troppo azzurro, e giornalista letterario presso la redazione
culturale del Corriere della Sera.
NEIL JORDAN
Ombre
Ed. Fazi, collana Le strade
traduzione di Lucia Olivieri
pp. 300 ca., € 13,50
«Mi ricordo benissimo il giorno che sono morta». Queste sono
le prime parole di Nina, la protagonista senza corpo di
Ombre, il nuovo romanzo dello scrittore
e regista Neil Jordan, che torna alla narrativa dopo
dieci anni. È stato George, l'amico d'infanzia di Nina,
a decapitarla e poi a buttarla nella fossa settica dietro
la casa della donna, nella campagna irlandese, dove nessuno
la troverà mai. Lo spirito di Nina è rinchiuso nelle quattro
mura della sua casa ed è costretto a osservare il mondo
dalle finestre, ma Nina è però libera di correre avanti
e indietro nel tempo. E lei intraprende uno spettacolare
viaggio a ritroso nella sua infanzia, alla scoperta delle
ragioni della sua morte. Ed ecco che lo scrittore ci accompagna
a spiare le giornate della ragazzina di sette anni mentre
gioca con la sua amica invisibile, Hester, agli inizi del
Novecento. Un giorno Nina incontra Janie e il suo strano
fratello George. A loro si aggiunge il fratellastro di Nina,
Gregory, e tra i quattro si instaura una amicizia profonda,
perfino morbosa e sensuale, che sembra resistere a tutto.
Fuorché alla guerra, capace di distruggere ogni cosa. così,
in una ricerca piena di sorprese che ricorda il film premio
Oscar di Neil Jordan, La moglie del soldato, Nina, il fantasma,
potrà finalmente capire tutto ciò che è andato storto nella
vita di Nina, la ragazza. Fino alla sua tragica fine.
Neil Jordan, nato a Sligo nel 1950, è un autore
di racconti e romanzi pluripremiato e regista di film come
Michael Collins, Intervista col vampiro
e La moglie del soldato
del 1992, per il quale ha vinto l'Oscar per la migliore
sceneggiatura. Dopo il ritorno come narratore tornerà anche
alla regia dato che sono previsti due suoi nuovi film per
l'anno prossimo.
GIORGIO VECCHIATO
Con romana volontà
Quando eravamo una
maschia gioventù
Ed. Marsilio, collana Gli specchi
pp. 168, € 11,00
E'
la primavera del '42 e nell'immaginario dell'autore
allora diciassettenne e di tanti ragazzi come lui l'evento
atteso da un momento all’altro è che il Duce sfili ad Alessandria
d’Egitto sul suo cavallo bianco, brandendo la spada dell’Islam,
mentre i camerati germanici scendono dai campi petroliferi
del Caucaso stringendo il nemico in una morsa mortale. Al
contrario è piuttosto squallido l'ambiente in cui si svolge
la vicenda, una Venezia affamata e plebea che conta duecentomila
abitanti, tre volte quelli attuali. Giorgio Vecchiato,
veneziano, giornalista e scrittore, direttore di quotidiani,
inviato speciale e corrispondente dall’estero, ha scritto
questo libro, che uscirà a fine agosto, per reagire al modo
deformato e futilmente gladiatorio, con cui parlano del
ventennio fascista certi suoi colleghi più giovani e anche
alcuni storici. Ne è nato una sorta di divertissement
della memoria nella speranza che si diverta anche qualche
lettore, magari apprendendo cose che non sapeva sugli avvenimenti
di quel periodo. Sono ricordi di vita quotidiana, come la
sfilata in piazza San Marco
con il "passo romano", le ore passate al biliardo
o al casino, gli scherzi fatti e subiti. L'autore e gli
amici cantano gli inni sulla maschia gioventù, ma facendo
la mossa, vanno alla scuola di mistica fascista, perché
chi non mistica non mastica. E intanto circolano nomi dal
suono sinistro, Stalingrado, El Alamein.
JACK LONDON
Pronto
soccorso per scrittori esordienti
Ed.
minimum fax, collana Filigrana
traduzione
di Andreina Lombardi Bom
pp.
150, € 8,00
Dopo Cechov e Carver, minimum fax presenta ai primi di settembre
i consigli di scrittura di un maestro della narrativa avventurosa:
Jack London.
«E poi lavorate. Scrivetelo in tutte maiuscole: lavorate.
Lavorate in continuazione. Imparate a conoscere questo mondo,
questo universo; questa energia e questa materia, e lo spirito
che attraversando l’energia e la materia traluce dal magnete
alla Divinità. E con tutto questo voglio dire lavoro come
filosofia di vita». Così London rispondeva alle centinaia
di aspiranti scrittori che gli chiedevano suggerimenti.
Questo volume raccoglie una selezione di lettere insieme
ad articoli apparsi su riviste dell’epoca e a brani tratti
dai romanzi di London, offrendo un efficace prontuario della
tecnica e della poetica dello scrittore americano, riflessioni
e suggerimenti sulla difficile arte di scrivere, pubblicare
e guadagnarsi da vivere scrivendo.
Jack London (1876-1916), uno dei maggiori scrittori
americani e una delle figure più singolari della letteratura
del Novecento, è autore di numerosi romanzi e racconti che
ripercorrono i luoghi sacri dell’avventura come il Klondike
della corsa all’oro o i Mari del Sud, ma che talvolta affrontano
una vigorosa denuncia sociale. Tra i più famosi, Il richiamo della foresta (1903), Zanna Bianca (1906), Il tallone di ferro (1908) e Martin Eden (1909).
NESSUNO TOCCHI CAINO
La pena di morte nel mondo
Rapporto 2005
a cura di Elisabetta Zamparutti
prefazione di Abdoulaye Wade
Ed. Marsilio, Tascabili
pp. 400, € 12,00
Il
consueto rapporto annuale dell’Associazione "Nessuno
tocchi Caino", evidenzia come l’evoluzione positiva
verso l’abolizione della pena di morte nel mondo da almeno
dieci anni, si è confermata anche nel 2004 e nei primi mesi
del 2005. I paesi o i territori che hanno deciso di abolirla
per legge o in pratica sono oggi 138. Di questi, 86 sono
totalmente abolizionisti; 11 sono abolizionisti per crimini
ordinari; 1 (la
Russia) è impegnato ad abolirla in quanto
membro del Consiglio d’Europa; 5 attuano una moratoria nelle
esecuzioni; 35 sono abolizionisti di fatto, non avendo eseguito
sentenze capitali da oltre dieci anni.
I
paesi in cui si applica la pena di morte sono 58. Nel 2004,
25 di questi hanno effettuato esecuzioni, a fronte dei 30
del 2003 e dei 34 nel 2002. Di conseguenza è diminuito il
numero delle esecuzioni, passate dalle 5607 del 2003 alle
5476 del 2004. L’Asia, come evidenzia il rapporto, ancora
una volta si conferma il continente dove si pratica la quasi
totalità delle esecuzioni in tutto il mondo (almeno 5403
nel 2004). Le Americhe sarebbero un continente praticamente
libero dalla pena di morte, se non fosse per le 59 persone
giustiziate negli Stati Uniti (erano state 65 nel 2003).
In Africa la pena di morte è caduta ormai in disuso: nel
2004 è stata eseguita in soli tre paesi – Egitto, Sudan
e Somalia – dove sono state registrate 9 esecuzioni contro
le 56 del 2003. In Europa vi è una
sola macchia che deturpa l’immagine di un continente altrimenti
libero dalla pena di morte: la
Bielorussia che nel 2004 ha effettuato almeno 5 esecuzioni.
Abdoulaye Wade, presidente del Senegal, che ha
abolito lo scorso anno la pena di morte nel suo paese, afferma,
nella sua prefazione al Rapporto 2005: «Io penso come il
poeta Victor Hugo, principe degli abolizionisti, che “non
serve il boia laddove basta il carceriere” e che la società
“non deve punire per vendicarsi, deve correggere per migliorare”»
STANLEY ELKIN
Magic Kingdom
prefazione
di Rick Moody
traduzione
di Federica Aceto
Ed.
minimum fax, collana minimum classics
pp.
320, € 10,50
Proseguendo nella sua opera di riscoperta
dei classici contemporanei da Barth a Purdy, a Yates, a
settembre minimum fax riproporrà Stanley Elkin, uno
scrittore americano tra i più geniali grazie alla sua «comicità
scioccante», come l'ha definita Cynthia Ozick. La storia raccontata in questo Magic
Kingdom ha per protagonista l’inglese Eddy Bale, che,
abbandonato dalla moglie e devastato dalla morte del figlio
dodicenne, organizza un viaggio a Disneyland come ultima,
stupefacente vacanza per sette bambini affetti da rarissime
malattie terminali. Nel romanzo una vicenda strappalacrime si trasforma in una
travolgente tragicommedia, in una satira in cui regine d’Inghilterra
barano a Scarabeo e pupazzi disneyani assumono atteggiamenti
bellicosi. Pubblicato nel 1985, il romanzo sarà pubblicato
per la prima volta in Italia, con una prefazione inedita
di Rick Moody
(autore di The James
Dean Garage Band, La
più lucente corona d’angeli in cielo, Rosso
americano, Il velo nero).
Stanley Elkin (1930-1995) è stato due volte vincitore
del National Book Critics Circle Award, tre volte finalista
al National Book Award. Einaudi ha pubblicato due sue raccolte
di racconti lunghi, La
stanza di Van Gogh ad Arles e Il sangue degli Ashenden.
LYNNE
SHARON SCHWARTZ
Giochi d'infanzia
Traduzione di Stefano Tummolini
Ed. Fazi, collana Le strade
pp. 250, € 13,00
Renata e Claudia sono due gemelle indivisibili che vivono
alla periferia di New York, unite da un linguaggio segreto,
incomprensibile a tutti gli altri. Si amano alla follia,
l'una è lo specchio dell'altra. Si cullano felici nel loro
mondo immaginario finché un giorno un episodio apparentemente
insignificante non cambia le loro vite: dal salvadanaio
in cui tengono i loro risparmi scompare una banconota da
venti dollari e Renata viene accusata dell'ignobile furto.
Questo scandalo sconvolge il loro rapporto, provocando una
reazione a catena dalle conseguenze tragiche, che distruggerà
per sempre la loro famiglia: Claudia muore in un incidente
misterioso e Renata - sola per la prima volta in vita sua
- si chiude in se stessa. Passano molti anni e Renata ha
sepolto il passato e lavora in una biblioteca della città.
Una mattina come tante si incammina lungo il ponte di Brooklyn
per andare a lavoro, quando all'improvviso un evento spaventoso
si abbate sul mondo. E' l'11 settembre. All'esplosione segue
un boato sordo, poi una pioggia di carta. Renata scappa
via, come tutti, ma non esita a raccogliere una banconota
da venti dollari che vede ai suoi piedi. Forse proprio la
banconota sparita molti anni prima. E che rimescolerà un'altra
volta le carte del suo destino, facendo tornare a galla
il passato che costringerà Renata ad affrontare le domande
rimaste senza risposta: come è morta veramente Claudia?
Chi l'aveva messa incinta? Perché lo zio Peter è scomparso
poco dopo?
Lynne Sharon Schwartz,
scrittrice tra le più apprezzate degli Stati Uniti, è autrice
di quattordici libri, con i quali ha ottenuto numerosi premi.
Giochi d'infanzia è considerato il suo miglior romanzo.
GORE VIDAL
L'invenzione degli
Stati Uniti
I Padri: Washington,
Adams, Jefferson
Traduzione di Marina Astrologo
Ed. Fazi, collana Le Terre
pp. 200, € 13,00
Questo saggio di Gore Vidal, pubblicato dalla Yale
University Press, è stato accolto negli Stati Uniti da recensioni
entusiastiche e dal favore del pubblico, risultando tra
i libri storici di maggior successo, con oltre 200.000 copie
vendute. Tutto ciò grazie alla ben nota eleganza della scrittura
o alla pungente ironia con cui Vidal descrive fobie, idiosincrasie
e difetti (umani, politici) dei tre grandi Padri Fondatori.
In realtà, ha detto Vidal, «le tante storie delle origini
della Repubblica sembrano fissare con aria ebete l'aspetto
luminoso di una storia che, più ne sappiamo, più diviene
oscura», e non vogliono ascoltare quanto profetizzò Benjamin
Franklin nel 1787 e cioè che prima o poi la Repubblica americana si
sarebbe trasformata in tirannia. Purtroppo, secondo Vidal,
siamo ormai a un passo da quell'evento come molti aspetti
della cronaca odierna fanno temere, perché se il livello
intellettuale e morale dei Padri non era così alto come
sarebbe desiderabile, tuttavia resta lontanissimo dalla
mediocrità, quando non la malvagità, dei politici di oggi.
Le pagine più piacevoli del saggio sono quelle fortemente
satiriche dedicate ai retroscena politici della fine del
Settecento: i complotti di Hamilton contro John Adams, i
trucchetti politici di Jefferson, Burr, Marshall e Madison.
Si salva Washington, di cui Vidal disegna un ritratto non
privo di sarcasmo ma in cui riconosce l'integrità del primo
presidente.
Gore Vidal, nato a New York nel 1925, vanta una vastissima
produzione che comprende romanzi, saggi e opere teatrali,
tutti ispirati da un atteggiamento duramente critico nei
confronti della situazione sociale e politica degli Stati
Uniti, espresso con l'arma dell'ironia e della satira. Fazi
editore sta pubblicando tutte le sue opere.
ga
cura di Massimo Vecchi