Claudio Gorlier su La
Stampa del 24 giugno racconta la “complicità letteraria”
tra lo scrittore anglo-indiano e la scrittrice inglese Angela
Carter, morta nel 1992 a soli 52 anni. Certamente il rapporto
tra i due era anche di amicizia profonda,
al punto che Rushdie fu uno
dei pochi che la vide ancora negli ultimi mesi della sua vita,
già minata dal cancro. Ma anche e soprattutto un rapporto
di affinità poetica tra due inventori
irridenti e sarcastici, creatori di favole moderne dove si
mescolano storie, magie, tradizioni, invenzioni, realtà, surrealismo,
miti d’oriente e d’occidente. Alla testa di un saggio di commento al film Il Mago
di Oz, Rushdie
aveva posto una dedica appunto ad Angela Carter, definendola
«un ottimo mago e una carissima amica». Era il
1992, poco prima della morte dell’autrice. Qualche anno dopo,
nel 1996, Salman Rushdie
ha concretizzato la sua affinità con la
Carter scrivendo la prefazione ad un testo dell’autrice
uscito postumo, Burning your boats, raccolta di racconti brevi. Ora il volume esce
in Italia, insieme ad altri materiali
narrativi dell’autrice con il titolo Il
vuoto attorno (edizioni Corbaccio).
Rushdie pone tra gli “ispiratori”
della scrittura magica, stralunata e profetica della Carter maestri come Baudelaire,
Poe, fino a Shakespeare.
Potremo aggiungere, per questa maestra di scrittura che ha
saputo coniugare la novella gotica e il femminismo, Freud,
Rabelais, e molti altri.
T.C.