È uscito presso le Edizioni Bernardi un singolare libro curato
da Andrea Zanzotto in cui il poeta veneto ha raccolto “storie,
parabole e profezie” di un suo conterraneo, il vignaiolo Nino
Mura che si presentava con dei biglietti da visita su cui
era scritto “poeta contadino” nonché “attore, astronomo, gastronomo,
agricoltore, empirico, erborista, indovino”. Colloqui con Nino come nota Marzio Breda
(Corriere della Sera) è una sorta di perlustrazione «su un
angolo di campagna arcaica e
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Andrea Zanzotto
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magica.
Più precisamente, sulla zona dell’Alto Trevigiano compresa tra Pieve
di Soligo e Cison di Valmarino, con epicentro
a Rolle, “una cartolina mandata dagli dei”, come Zanzotto ha definito
il minuscolo borgo miracolosamente scampato alla devastazione ambientale
del Nordest…». In
questa terra segnata da minime colline e generosi vigneti regnava
Nino, morto da tempo a più di novant’anni, che riceveva numerosi
e illustri amici e ammiratori, da Zanzotto, appunto, a Comisso,
da Camon a Mengaldo, da Fernando Bandini a Luigi Milone.
«Uno degli aspetti più curiosi dei Colloqui è il linguaggio che Nino s’inventava per dare maggiore espressività
e suggestione alle sue storie, in un gioco su tre livelli: 1) stravolgendo
l’italiano e coniando nuove parole, tra il buffo e il comico; 2)
tentando a volte di parlare un veneziano alto e nobile; 3) scivolando,
quando gli serviva, anche nel dialetto più schiacciato e terragno».
Zanzotto riesumando e amorosamente ordinando i frammenti di Mura,
con cura insieme filologica e antropologica, cerca di salvare la
memoria e la «nostalgia allegra per un mondo che si va spegnendo».
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