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Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

Jules Verne 1


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Il centenario dell'inventore della letteratura di genere

Il centenario della morte di Jules Verne dà modo a Antonio Caronia, su l’Unità del 23 marzo, di sollevare alcuni problemi interessanti. In primo luogo, quello del rapporto fra letteratura di genere, di cui Verne fu iniziatore, e il «movimento letterario contemporaneo», richiamato da Émile Zola in una stroncatura della serie dei «viaggi straordinari». La serialità e l’assunzione a proprio campo tematico d’un solo settore della vita, d’un solo ambiente mentale, erano scelte di chi forse, osserva Caronia, «al fondo, condivideva gli stessi valori dei suoi detrattori» e non si considerava vero scrittore. Eppure oggi, a distanza e dopo «gli apprezzamenti critici più sofisticati di Michel Butor, di Roland Barthes, di Jean Chesnaux», vediamo come lo straordinario di Verne (che prendeva le mosse da una



Jules Verne

attenta riflessione sullo strano tematizzato nelle opere di Poe, allora tradotte da Baudelaire) non fecesse altro che registrare «l’immaginario dell’epoca dell’imperialismo classico», ponendosi così «all’origine di alcune tra le più importanti trasformazioni dell’immaginario della piena modernità». Importante inoltre è che Verne non fu «soltanto un cantore delle “magnifiche sorti e progressive” dell’uomo occidentale», di cui allargò lo sguardo allo spazio extraterrestre, ai popoli esotici, ai poteri della tecnica e al futuro imminente, ma fu anche uno scrittore che segnalava la dimensione quotidiana e antieroica dell’uomo, l’indifferenza nei suoi confronti della natura e «il sostanziale fallimento dei progetti umani di conquista del mondo». D’altronde, è il commento finale di Caronia, la fantascienza stessa, che deriva anche da Verne, «si realizza come esperimento di simulazione che riguarda il linguaggio e i suoi artifici, non una realtà empirica» (parole di Carlo Pagetti). Si tratta di letteratura, dunque, con buona pace di Zola e dei detrattori della narrativa di genere.



                                                                                               A.S.