Già capofila con McInerney e Bret Easton Ellis
della letteratura minimalista americana degli anni ’80, il 44enne
David Leavitt nel suo nuovo libro Il corpo di Jonah Boyd (pubblicato in Italia
da Mondadori) affronta il tema del plagio letterario facendone
un’aperta, sfacciata esaltazione, intesa come paradossale atto
di fede nella vitalità della creazione narrativa. Va ricordato
che qualche anno fa proprio Leavitt fu accusato di plagio per
il suo romanzo Mentre l’Inghilterra
dorme, così Roberto
Festa intervistandolo per Repubblica
gli ha chiesto se la sua personale vicenda abbia ispirato la scrittura
del libro: «L’ha soltanto in parte influenzata. – ha replicato l’autore di Pittsburgh
– Lì l’accusa riguardava il “furto” di una vita e di un’esperienza,
quella di Stephen Spender. Ma
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Sherlock Holmes
dallo Strand Magazine
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a chi appartiene l’esperienza? Come si può rubare?
La risposta è, appunto, che non si può rubare, perché l’esperienza appartiene
a tutti. Sono stati da poco pubblicati due romanzi
su Henry James. Riguardano lo stesso periodo della sua vita,
ma non hanno niente in comune: è diversa infatti la voce di chi
narra. Ogni tanto penso a un sito Internet dove un romanziere metta
a disposizione degli altri idee o pezzi della sua esperienza che
non può sviluppare. Sarebbe meraviglioso!».
Scoperto nel ’99 dopo l’uscita del film Fight Club con Brad Pitt e Edward Norton,
tratto dal suo omonimo romanzo, Chuck
Palahniuk è rapidamente assurto anche in Italia alla categoria
dello scrittore di culto per via del suo stile brillante e provocatorio.
Intervistato sul Giornale
da Tullio Avoledo il 43enne scrittore dell’Oregon ha parlato del suo
nuovo libro: «A breve uscirà in America il romanzo più corposo
che abbia mai scritto. Si intitolerà Haunted,
e consiste di 23 storie legate dai capitoli di un racconto più lungo
che fa da contenitore. Il libro è come una collezione di favole
per bambini, ma sul genere sinistro e terrorizzante dei fratelli
Grimm. Da bambino ho imparato che in una buona favola della buonanotte
dev’esserci qualcuno a cui tagliano i piedi, o viene sbudellato,
o costretto a danzare calzando scarpe di ferro arroventato. Haunted
è una raccolta di racconti dell’orrore moderni, compreso Guts,
il racconto che ha fatto svenire parecchie persone a Bologna e a
Milano quando l’ho letto in pubblico nel 2003». Peraltro dovendo
definire il suo stile Palahniuk usa tre parole: “«… “fatalismo romantico
comico”. Come certi film degli anni ’70, tipo Una
squillo per l’ispettore Klute con Jane Fonda: realistici ma
con momenti di assurda commedia nera. Come la vita».
Inesauribile scopritrice di giovani scrittori Usa Fernanda Pivano (Corriere della Sera) si diffonde sul nuovo romanzo del 42enne Michael Chabon, in Italia ancora poco
conosciuto, ma che in America già a 24 anni era considerato una
stella della scena letteraria. Soluzione
finale (edito da Rizzoli) è in sostanza una detective story
in cui viene rapito un pappagallo di nome Bruno e dove a sorpresa
riappare lo Sherlock Holmes creato da Conan Doyle,
invecchiato però di circa trent’anni e tramutato in un eremita che
campa allevando api. La
Pivano appare entusiasta: «Michael Chabon, considerato il
più importante scrittore americano vivente, fa raccontare questa
storia nel penultimo capitolo del libro dal punto di vista del pappagallo,
che naturalmente il vecchio Sherlock Holmes ritrova: e Bruno la
racconta in cambio di un cracker. La storia è stata presentata in
origine sulla Paris Review e ha vinto l’anno prima della
pubblicazione il premio della rivista; e Soluzione finale è un anticipo del prossimo romanzo poliziesco di
Chabon che uscirà nell’autunno col titolo The
Yiddish Policeman’s Union, dove sarà immaginata l’Alaska come
uno Stato, ebraico, nato da una reale proposta del governo del presidente
Franklin Delano Roosvelt».
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