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Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

Tendenze letterarie


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Da Lia Levi a Yehoshua a Bajani il tema del lavoro è quasi una moda

Precario, a termine, interinale, a progetto, stagiario, stagionale: gli attributi del lavoro si moltiplicano, e alla carenza di sicurezze lavorative fa riscontro un’abbondanza di nuove categorie occupazionali. Dopo la saggistica specialistica  - ivi compreso il volume di Jeremy Rifkin Il sogno europeo, del 2004, dove si mettono a confronto i modelli occupazionali degli Stati Uniti e dell’Europa -, anche la letteratura inizia a registrare il lavoro tra le tematiche “gettonate” da autori consolidati o esordienti. Naturalmente i toni e i contenuti sono lontani dalla prima ondata della letteratura operaistica  e sul lavoro, che era iniziata nel periodo del boom economico e aveva annoverato autori come Volponi, Parise, Rea, ma anche il Balestrini



Jeremy Rifkin

di Vogliamo tutto. Ormai la situazione storica e sociale in atto è frammentata, complessa, sfuggente, e così la registrano gli autori che in varie maniere se ne occupano. Alcuni libri sono stati subito catturati dal cinema, e hanno avuto quindi una forte risonanza – fra questi Volevo solo dormirle addosso di Massimo Lolli (Limina Edizioni), che è diventato film con la regia di Eugenio Cappuccio. La febbre di Alessandro D’Alatri ha una sceneggiatura firmata anche da un autore importante come Domenico Starnone, e continua un filone avviato da film come Mi piace lavorare di Francesca Comencini. Un’altra autrice di “lungo corso” che si cimenta con il tema del lavoro è Lia Levi, nota per i suoi appassionati racconti delle tragedie degli ebrei in Italia, e ora autrice di Il mondo è cominciato da un pezzo (pubblicato come quasi tutti i suoi libri dalle Edizioni E/O), che racconta le vicissitudini di una donna quarantenne borghese che ci trova alle prese con un’affannosa ricerca di lavoro. Tra gli esordienti si segnalano Andrea Bajani con il suo Cordiali saluti (Einaudi), che sembra seguire un filone già aperto dal più consolidato Abraham Yehoshua con Il responsabile delle risorse umane (sempre per Einaudi). Walter Fontana ha già al suo attivo due libri sul tema: L’uomo marketing e la variante al limone (Bompiani) e Non ho problemi di comunicazione (Rizzoli). 


                                                                                               T.C.