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Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

Sergio Solmi


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Un saggista e poeta nel solco del lirismo europeo

Sergio Solmi (1899-1981) fu in Italia un’autorità letteraria. Lo fu tra gli anni trenta e cinquanta, e forse oltre, del Novecento, ma con modi discreti e raffinati. Era infatti uomo attento a «vedere senza essere visto», secondo un’osservazione di Eugenio Montale, suo amico, riportata da Annalisa Gimmi sul Giornale del 25 aprile, nel recensire un libro (Francesca D’Alessandro, Lo stile europeo di Sergio Solmi, Vita e Pensiero) che è presentato come un «suggerimento per una rilettura critica di questa straordinaria figura di intellettuale, saggista, traduttore e poeta».



Eugenio Montale

Perché Solmi (di mestiere avvocato della Banca commerciale italiana) fu in realtà – oltre che saggista critico di peso, com’è noto, – secondo Annalisa Gimmi, poeta importante, assolutamente all’altezza della sua stessa visione della «lirica moderna» come «suprema illusione di canto che miracolosamente si sostiene dopo la distruzione di tutte le illusioni».

                                                                                                                    A.S.