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Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

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Reintegro del Cda, ma chi sarà il nuovo Presidente?

La telenovela della SIAE sembra essere giunta ad una fase cruciale. Dopo le varie vicissitudini sorte all’indomani della sentenza di novembre del Consiglio di Stato, che decapitava i vertici dell’Ente annullando le nomine del Presidente (il maestro Franco Migliacci) e dei tre membri del cda Diego Cugia, Ivan Cecchini e Roberto Natale, indicati dall’Assemblea degli iscritti, finalmente è avvenuto l’atteso reintegro. Una dato importante ma maturato soltanto all’indomani della indisponibilità data dal maestro Migliacci a



Diego Cugia

ricoprire l’incarico di Presidente. Finalmente si è detto, perché la SIAE per tutto questo non breve periodo è stata gestita da una maggioranza costituita essenzialmente dai membri di nomina ministeriale. Di fatto un commissariamento politico. Adesso invece qualcosa dovrebbe e potrebbe cambiare tenuto conto che l’Assemblea degli iscritti dovrebbe il 28 giugno designare il nuovo Presidente della SIAE. Una scelta importante sulla quale graverà pesantemente il parere consultivo delle Commissioni Cultura di Camera e Senato che, se in passato ha avuto una mera valenza di semplice presa d’atto, con l’attuale maggioranza di Governo ha assunto un significato di vero e proprio veto politico in grado di bloccarne, come è stato per il maestro Migliacci, la nomina. Alcuni nomi di possibili candidati sono già circolati. Nomi più o meno spendibili, tutti perfettamente in grado di svolgere bene il loro eventuale incarico, ma alcuni importanti problemi relativi alla SIAE in ogni caso non potranno certo essere considerati risolti. Prima questione è, ad esempio, quella relativa alla maggioranza che si determinerà all’interno del CdA e cioè se in effetti essa rappresenterà quella presente in Assemblea, uscita vincitrice nelle elezioni del 2003, o risulterà invece essere una maggioranza “volubile”, fin troppo sensibile alle eventuali pressioni “esterne”, come è stata fino ad ora soprattutto sulle questioni più delicate. C’è da chiarire il rapporto tra il CdA, l’Assemblea e l’attuale direttore generale, la cui nomina è stata da vissuta come una ingerenza esterna nella gestione dell’Ente. Inoltre c’è da capire cosa fare della SIAE, quale progetto portare avanti, come renderla più efficiente. È su questo che occorre cominciare a riflettere. E discutere. È chiaro che anche l’attuale assetto, non ultimo il limite imposto dalla legge Bassanini al numero dei membri del CdA che limita la rappresentanza a solo alcune sezioni, crea non pochi problemi all’esigenza reale di favorire la crescita e lo sviluppo di tutti i settori artistici tenendo conto che il diritto d’autore richiederà sempre più una attenta gestione con il diretto coinvolgimento dei diversi rappresentanti le categorie. E questo anche in settori fino ad ora marginali (per esempio l’OLAF, le opere letterarie per quanto attiene alle “fotocopie”) con la stipula di accordi “erga omnes in base ai quali la SIAE incassa e ripartisce i proventi. Domani è pensabile, ed è un domani che è già oggi, si renderà necessario stabilire intese per regolamentare l’utilizzo delle opere su internet. È evidente che la SIAE, ed ogni sua sezione, dovrà essere in grado di intervenire risolvendo anche l’annosa questione dei rapporti tra la sezione musica e le altre (DOR, Cinema, Olaf, Lirica). È ipotizzabile quindi, risolti i problemi politici di rapporto tra l’Ente e la “politica”, rasserenati i fin troppo esasperati animi con la designazione del nuovo Presidente, cominciare a lavorare per il futuro, aprire i cantieri e avviare una seria riflessione su quello che veramente c’è da fare, tenendo sempre conto che si sta parlando di cultura e della sua diffusione. Gli interessi, non solo economici, sono e rimangono molteplici e richiedono da parte nostra un’attenzione ed una sensibilità veramente all’altezza della situazione.

                                                                                                                      A.
T.