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ricoprire l’incarico di Presidente. Finalmente si è detto,
perché la SIAE per tutto questo non breve
periodo è stata gestita da una maggioranza
costituita essenzialmente dai membri di nomina ministeriale. Di
fatto un commissariamento politico. Adesso invece
qualcosa dovrebbe e potrebbe cambiare tenuto conto che l’Assemblea
degli iscritti dovrebbe il 28 giugno designare il nuovo Presidente
della SIAE. Una scelta importante sulla quale graverà pesantemente
il parere consultivo delle Commissioni Cultura di Camera e Senato
che, se in passato ha avuto una mera valenza di semplice presa d’atto,
con l’attuale maggioranza di Governo ha assunto un significato di
vero e proprio veto politico in grado di bloccarne, come è stato per il maestro Migliacci, la nomina. Alcuni nomi
di possibili candidati sono già circolati. Nomi più o meno spendibili,
tutti perfettamente in grado di svolgere bene il loro eventuale
incarico, ma alcuni importanti problemi relativi alla SIAE
in ogni caso non potranno certo essere considerati risolti. Prima
questione è, ad esempio, quella relativa alla
maggioranza che si determinerà all’interno del CdA
e cioè se in effetti essa rappresenterà quella presente in Assemblea,
uscita vincitrice nelle elezioni del 2003, o risulterà invece essere
una maggioranza “volubile”, fin troppo sensibile alle eventuali
pressioni “esterne”, come è stata fino ad ora soprattutto sulle
questioni più delicate. C’è da chiarire il rapporto tra il CdA,
l’Assemblea e l’attuale direttore generale, la cui nomina è stata
da vissuta come una ingerenza esterna nella
gestione dell’Ente. Inoltre c’è da capire cosa fare della SIAE,
quale progetto portare avanti, come renderla più efficiente. È su
questo che occorre cominciare a riflettere. E discutere. È chiaro che anche l’attuale assetto, non ultimo
il limite imposto dalla legge Bassanini
al numero dei membri del CdA che limita
la rappresentanza a solo alcune sezioni, crea non pochi problemi
all’esigenza reale di favorire la crescita e lo sviluppo di tutti
i settori artistici tenendo conto che il diritto d’autore richiederà
sempre più una attenta gestione con il
diretto coinvolgimento dei diversi rappresentanti le categorie.
E questo anche in settori fino ad ora marginali (per esempio l’OLAF,
le opere letterarie per quanto attiene alle “fotocopie”)
con la stipula di accordi “erga omnes” in base ai quali la SIAE incassa e ripartisce i
proventi. Domani è pensabile, ed è un domani che è già oggi, si
renderà necessario stabilire intese per regolamentare l’utilizzo
delle opere su internet. È evidente che la
SIAE, ed ogni sua sezione, dovrà essere in grado
di intervenire risolvendo anche l’annosa questione dei rapporti
tra la sezione musica e le altre (DOR, Cinema, Olaf, Lirica). È ipotizzabile quindi, risolti i problemi politici
di rapporto tra l’Ente e la “politica”, rasserenati i fin troppo
esasperati animi con la designazione del nuovo Presidente, cominciare
a lavorare per il futuro, aprire i cantieri e avviare una seria
riflessione su quello che veramente c’è da fare, tenendo sempre
conto che si sta parlando di cultura e della sua diffusione. Gli
interessi, non solo economici, sono e rimangono molteplici e richiedono
da parte nostra un’attenzione ed una sensibilità veramente all’altezza
della situazione.
A.
T.
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