|
statisti e autrice di parecchi
libri da Un uomo a Lettera a un bambino mai
nato, da Insciallah al più recente Oriana Fallaci
intervista se stessa. L'apocalisse, che è un po' la summa della
sua scrittura appassionata fino alla partigianeria, polemica fino all'aggressività. Capocordata, Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero,
che ha raccolto le firme dei ministri Altero Matteoli, Roberto Calderoli,
Roberto Castelli e Giuliano Urbani, che nel frattempo ha perso il
ministero nel passaggio dal Governo Berlusconi 2 al Berlusconi 3.
E poi numerosi sottosegretari, decine di politici
sia della maggioranza che dell'opposizione e vari personaggi noti
come Barbara Palombelli, Carlo Rossella, Clemente J. Mimun,
Aldo Biscardi, Josè Altafini, Bud Spencer, Gigi Marzullo, Paolo
Bonolis, Antonella Clerici, Ambra Angiolini, Francesco Totti, Paolo
Di Canio, Massimo Giletti.
La seconda candidatura è toccata
a Fernanda Pivano, insigne personalità culturale, che ha
il grande merito di aver tradotto nella nostra lingua e fatto
conoscere e amare la letteratura americana agli italiani. Basti
ricordare che la prima traduzione della Pivano giovanissima, uscita
prima della guerra, è stata L'antologia di Spoon River di
Edgar Lee Masters poi divenuta celeberrima. Quindi
ha portato tra noi i capolavori della narrativa statunitense da
quelli di Hemingway e di Faulkner fino ai più giovani venuti in
questi anni alla ribalta, le poesie della beat generation e tanto
altro. La candidatura di Nanda Pivano a senatrice a vita è stata
proposta da Domenico Procacci, fondatore della società editrice
e cinematografica Fandango. Altri firmatari,
Niccolò Ammaniti, Mario Andreose, Alessandro Baricco, Franco Battiato,
Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Nicoletta Braschi, Adriano
Celentano, Andrea De Carlo, Inge e Carlo Feltrinelli, Dario Fo,
Jovanotti, Luciano Ligabue, Rosetta Loy, Carlo Lucarelli, Dacia
Maraini, Mario Martone, Laura Morante, Gabriele Muccino, Edoardo
Nesi, Ottavia Piccolo, Nicola Piovani, Franca Rame, Vasco Rossi,
Gabriele Salvatores, Elisabetta Sgarbi, Antonio Tabucchi, Giuseppe
Tornatore, Sandro Veronesi.
Terza
candidata, solo in ordine di tempo, Maria Luisa Spaziani,
docente di letteratura francese, poetessa, traduttrice, saggista
e operatrice culturale.
Discepola e sodale di Eugenio Montale per
comune amore della poesia e del bel canto, e amica di Mario Luzi,
Maria Luisa Spaziani ha pubblicato traduzioni di autori francesi
come Gide e Cocteau, saggi di critica letteraria e numerose raccolte
di poesia da Le acque del sabato a Utilità della
memoria, da Geometria del disordine a La traversata
dell’oasi. Nel quadro della sua attività
culturale ha istituito un ambito premio di poesia intitolato a Montale.
Su iniziativa dei Lions Club di Formia e di altre
città d'Italia, la prima firmataria della proposta di far indossare
il laticlavio alla Spaziani è stata il Premio Nobel Rita Levi
Montalcini, seguita da Michel Tournier, Yves Bonnefoy, Mino
Martinazzoli, Stanislao Nievo, Carla Fracci, Beppe Menegatti, Claudio
Magris, Ennio Calabria, Giuliana Lojodice, Luigi Squarzina, Paola
Pitagora, Monica Guerritore, Gioacchino Lanza Tomasi, Enrico Crispolti,
Mario Trevi, per un totale di oltre duemila sottoscrittori.
A concludere
queste note ci soccorre un articolo di Eugenio Di Rienzo
sul Il Giornale del 29 aprile scorso nel quale si parla di
un altro grande poeta italiano Giosuè Carducci (Valdicastello,
Lucca 1835 - Bologna 1907), che, oltre a ricevere un riconoscimento
internazionale con il conferimento del Premio Nobel nel 1906, nel
1990 era stato nominato senatore a vita «per servizi e meriti
eminenti» dal presidente del Consiglio Francesco Crispi. Spunto
per il pezzo di Di Rienzo è la notizia
che sono stati pubblicati da Il Mulino, sotto gli auspici
del Senato della Repubblica, i Discorsi parlamentari di Carducci,
interventi di non poco rilievo che il poeta-senatore tenne nel periodo
1892-1899. Forse la speranza che magari fra cent'anni possa veder
la luce un tomo con tutti i discorsi pronunciati in aula dalla poetessa-senatrice
può essere un incentivo a partecipare alla
corsa per Palazzo Madama.
Se di
corsa si trattasse. In effetti lo sprint
è del tutto teorico, ipotetico, visto che non è prevista un'elezione,
ma la scelta compete esclusivamente al presidente Ciampi.
M.V.
|