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Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

Senatori a vita


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Fallaci, Pivano e Spaziani, c'è chi le candida per un seggio

La morte di Mario Luzi, il nostro sommo poeta che il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi aveva nominato senatore a vita per onorare le sue alte qualità umane e artistiche, ha lasciato vuoto lo scranno a Palazzo Madama, che un'altra eminente personalità dovrà occupare. Dopo forse neanche un mese di lutto è cominciata la corsa alla successione e una dopo l'altra sono state avanzate le candidature da parte di cordate di varia composizione e di diverso colore. Ben tre sono i nomi proposti ed è curioso notare che sono tutte donne e tutte scrittrici.

La prima ad essere candidata è stata Oriana Fallaci, tra le più popolari giornaliste e scrittrici, inviata di guerra dal Vietnam in poi, intervistatrice di grandi


Fernanda Pivano

statisti e autrice di parecchi libri da Un uomo a Lettera a un bambino mai nato, da Insciallah al più recente Oriana Fallaci intervista se stessa. L'apocalisse, che è un po' la summa della sua scrittura appassionata fino alla partigianeria,  polemica fino all'aggressività. Capocordata, Vittorio Feltri, direttore del quotidiano Libero, che ha raccolto le firme dei ministri Altero Matteoli, Roberto Calderoli, Roberto Castelli e Giuliano Urbani, che nel frattempo ha perso il ministero nel passaggio dal Governo Berlusconi 2 al Berlusconi 3. E poi numerosi sottosegretari, decine di politici sia della maggioranza che dell'opposizione e vari personaggi noti come Barbara Palombelli, Carlo Rossella, Clemente J. Mimun, Aldo Biscardi, Josè Altafini, Bud Spencer, Gigi Marzullo, Paolo Bonolis, Antonella Clerici, Ambra Angiolini, Francesco Totti, Paolo Di Canio, Massimo Giletti.

La seconda candidatura è toccata a Fernanda Pivano, insigne personalità culturale, che ha il grande merito di aver tradotto nella nostra lingua e fatto conoscere e amare la letteratura americana agli italiani. Basti ricordare che la prima traduzione della Pivano giovanissima, uscita prima della guerra, è stata L'antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters poi divenuta celeberrima. Quindi ha portato tra noi i capolavori della narrativa statunitense da quelli di Hemingway e di Faulkner fino ai più giovani venuti in questi anni alla ribalta, le poesie della beat generation e tanto altro. La candidatura di Nanda Pivano a senatrice a vita è stata proposta da Domenico Procacci, fondatore della società editrice e cinematografica Fandango. Altri firmatari, Niccolò Ammaniti, Mario Andreose, Alessandro Baricco, Franco Battiato, Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Nicoletta Braschi, Adriano Celentano, Andrea De Carlo, Inge e Carlo Feltrinelli, Dario Fo, Jovanotti, Luciano Ligabue, Rosetta Loy, Carlo Lucarelli, Dacia Maraini, Mario Martone, Laura Morante, Gabriele Muccino, Edoardo Nesi, Ottavia Piccolo, Nicola Piovani, Franca Rame, Vasco Rossi, Gabriele Salvatores, Elisabetta Sgarbi, Antonio Tabucchi, Giuseppe Tornatore, Sandro Veronesi.

Terza candidata, solo in ordine di tempo, Maria Luisa Spaziani, docente di letteratura francese, poetessa, traduttrice, saggista e operatrice culturale. Discepola e sodale di Eugenio Montale per comune amore della poesia e del bel canto, e amica di Mario Luzi, Maria Luisa Spaziani ha pubblicato traduzioni di autori francesi come Gide e Cocteau, saggi di critica letteraria e numerose raccolte di poesia da Le acque del sabato a Utilità della memoria, da Geometria del disordine a La traversata dell’oasi. Nel quadro della sua attività culturale ha istituito un ambito premio di poesia intitolato a Montale. Su iniziativa dei Lions Club di Formia e di altre città d'Italia, la prima firmataria della proposta di far indossare il laticlavio alla Spaziani è stata il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, seguita da Michel Tournier, Yves Bonnefoy, Mino Martinazzoli, Stanislao Nievo, Carla Fracci, Beppe Menegatti, Claudio Magris, Ennio Calabria, Giuliana Lojodice, Luigi Squarzina, Paola Pitagora, Monica Guerritore, Gioacchino Lanza Tomasi, Enrico Crispolti, Mario Trevi, per un totale di oltre duemila sottoscrittori.

A concludere queste note ci soccorre un articolo di Eugenio Di Rienzo sul Il Giornale del 29 aprile scorso nel quale si parla di un altro grande poeta italiano Giosuè Carducci (Valdicastello, Lucca 1835 - Bologna 1907), che, oltre a ricevere un riconoscimento internazionale con il conferimento del Premio Nobel nel 1906, nel 1990 era stato nominato senatore a vita «per servizi e meriti eminenti» dal presidente del Consiglio Francesco Crispi. Spunto per il pezzo di Di Rienzo è la notizia che sono stati pubblicati da Il Mulino, sotto gli auspici del Senato della Repubblica, i Discorsi parlamentari di Carducci, interventi di non poco rilievo che il poeta-senatore tenne nel periodo 1892-1899. Forse la speranza che magari fra cent'anni possa veder la luce un tomo con tutti i discorsi pronunciati in aula dalla poetessa-senatrice può essere un incentivo a partecipare alla corsa per Palazzo Madama.

Se di corsa si trattasse. In effetti lo sprint è del tutto teorico, ipotetico, visto che non è prevista un'elezione, ma la scelta compete esclusivamente al presidente Ciampi.



                                                                                                        M.V.