|
da quelle specifiche dei rispettivi enti di riferimento
(Stato, regioni, province, comuni, istituzioni varie, università,
scuole, fondazioni ed eventuali altri proprietari
privati). Così come dipende dalla inesistenza di una politica culturale generale dello
Stato la disaffezione dalla lettura che si registra in Italia. Una vera politica culturale mirerebbe all’ampliamento della circolazione della cultura nel paese,
con l’uso dei libri come strumento primario e privilegiato, darebbe
perciò solidità strutturale ed economica ai circuiti investendo
il dovuto e rispettando il lavoro di tutti i partecipi (di tutti
i fattori della filiera culturale) dai bibliotecari
agli autori. Infine c’è da dire che, proprio basandosi su questi
concetti, il Sindacato Nazionale Scrittori ha
proposto che nel prestito bibliotecario il diritto d’autore venga
pagato tramite un apposito finanziamento dello Stato, obbedendo
così correttamente alla direttiva in questione, allineandosi agli
altri paesi europei e attivando un germinale inizio di moderna politica
culturale anche in Italia.
A.S.
|