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Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

Prestito bibliotecario


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Il libro si prende, il diritto d’autore non si paga?

Il Giornale del 31 marzo dà notizia di un pronunciamento di alcuni autori importanti (vengono citati Dario Fo e Carlo Lucarelli) contro la direttiva europea che introduce anche in Italia, come in altri paesi dove già esiste da tempo, il pagamento del diritto d’autore per i libri presi in prestito in bliblioteca. Oggi in Italia non si paga nulla e tale novità vede i bibliotecari «imbufaliti», perché «provocherebbe una ulteriore fuga dal libro». In internet è nato anche un sito No pago. Il pronunciamento degli autori dice fra l’altro che i firmatari «esprimono la loro ferma ed energica opposizione, ritenendola una soluzione che avrà gravi conseguenze sui già esigui bilanci delle biblioteche».

A commento possiamo osservare come non si capisca bene cosa c’entrino i bilanci delle biblioteche con i diritti d’autore. La loro esiguità dipende solo dalla politica culturale in genere e



Carlo Lucarelli

da quelle specifiche dei rispettivi enti di riferimento (Stato, regioni, province, comuni, istituzioni varie, università, scuole, fondazioni ed eventuali altri proprietari privati). Così come dipende dalla inesistenza di una politica culturale generale dello Stato la disaffezione dalla lettura che si registra   in Italia. Una vera politica culturale mirerebbe all’ampliamento della circolazione della cultura nel paese, con l’uso dei libri come strumento primario e privilegiato, darebbe perciò solidità strutturale ed economica ai circuiti investendo il dovuto e rispettando il lavoro di tutti i partecipi (di tutti i fattori della filiera culturale) dai bibliotecari agli autori. Infine c’è da dire che, proprio basandosi su questi concetti, il Sindacato Nazionale Scrittori ha proposto che nel prestito bibliotecario il diritto d’autore venga pagato tramite un apposito finanziamento dello Stato, obbedendo così correttamente alla direttiva in questione, allineandosi agli altri paesi europei e attivando un germinale inizio di moderna politica culturale anche in Italia.


                                                                                                  A.S.