Il Sipario di Milan Kundera dopo
L’arte del romanzo e I
sentimenti traditi, affronta ed approfondisce la riflessione
sul romanzo, argomento caro allo scrittore boemo.
Il romanzo
è considerato
autonomo genere letterario dove la lirica si frantuma nella quotidianità,
dove la letteratura s’incardina nella realtà. In questo testo,
una specie di quaderno di appunti, che
Paolo Mauri su La Repubblica,
definisce «Un libro di microracconti»,
viene affrontato come si diceva il genere
del romanzo, la cui lingua è definita internazionale ma profondamente
europea, e in cui vengono analizzati molti grandi scrittori. In
particolar
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Milan Kundera
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modo Kundera, considera Cervantes autore cardine per comprendere l’itinerario di demistificazione
della scrittura lirica, e descrive il modello del romanzo con la
metafora del «sipario strappato» davanti a quelle che chiama «preinterpretazioni».
Come ricorda
Eraldo
Affinati su Il
Giornale vi è nell’opera tutta l’«ironia verso le teorie letterarie»,
che Kundera definisce «impotenti di fronte alle opere».
Nel libro
di Kundera di cui La Repubblica, sul
suo Almanacco dei libri, pubblica alcuni capitoli,
vengono esaminati una serie di autori considerati paradigmatici,
dal citato Cervantes al Tolstoi di Anna Karenina, per l’affilata analisi dei momenti decisivi,
prima del suicidio di Anna, e
molti altri come Kafka,
Musil,
Stendhal, che,
tutti hanno concepito, sostiene Kundera,
il romanzo come «grande poesia antilirica».
M.G.
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