L’esplosione anche in Italia dei “weblog”, cioè dei diari
pubblici in Rete, viene adesso analizzata da Giuseppe Granieri nel libro Blog
Generation edito da Laterza. Mentre si moltiplica il numero
dei “bloggers” e si parla sempre più frequentemente di una vera
e propria Blogsfera, come espansione e specificazione del famoso
concetto di Cyberspace, coniato dallo scrittore William Gibson
all’inizio degli anni ’80, appare evidente che la rete dei Blog
sta configurando un panorama globale che si pone anche come alternativa
al mondo ufficiale dei mass-media. È in questa chiave di controinformazione
politico-culturale che il poeta e critico Lello Voce (Unità) ha intervistato Granieri sul suo libro definito «una sorta
di manuale o “introibo” ai principali nodi
|
|
|
antropologici
e sociali che la Rete fa nascere
nelle comunità “glocali” ed interconnesse del Terzo Millennio… un
testo “politico”, attento alle conseguenze collettive, agli aspetti
ideologici e materiali di questa complessa e vastissima rivoluzione
delle relazioni sociali provocata dalla digitalizzazione dei nostri
linguaggi e della nostra relazionalità personale e collettiva».
Interrogato a proposito della particolare forma di scrittura, assai
vicina all’oralità, che veicolano i Blog, Granieri risponde: «Non
è un mistero che le tecnologie modifichino l’espressione umana.
La scrittura ha cambiato modi e tempi del discorso, generando la
filosofia. La stampa, con la possibilità di utilizzare grafici e
quadri esplicativi ha fornito un valido supporto al pensiero scientifico.
La televisione ha iconizzato il modo di ragionare e persino di presentare
le notizie. I weblog, da parte loro, stanno riavvicinando un numero
incredibile di persone all’espressione scritta e quindi all’argomentazione,
che nella nostra società attuale è una specie di asset secondario e trascurato. Io non parlerei
di oralità in senso stretto; forse sarebbe più corretto porre l’accento
sulle caratteristiche dialogiche dello strumento. In ogni caso l’assenza
di mediazioni e la possibilità di ogni lettore di aggiungere contenuti
e persino obiezioni ad un testo, di rielaborarlo e di rimetterlo
in circolo sono un fatto completamente nuovo e positivo, che tocca
la sfera cognitiva di ognuno di noi, ma anche i modelli sociali
e i canoni della cultura. Si guardi al dibattito letterario italiano:
prima era circoscritto allo spazio limitato delle poche pagine culturali
dei quotidiani, oggi in Rete vive di un grande fermento, tanto da
“tornare” in forma di sintesi sui quotidiani stessi».
|