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Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

Libri per ragazzi


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Nel nome di Rodari alla caccia dei lettori del futuro

Riproposti Verne e Andersen, l’uno del centenario della morte, l’altro nel bicentenario, alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna. Discutendo il problema di formare o di incoraggiare quelli che saranno i lettori del futuro non si può fare a meno di notare l’assenza in incontri e convegni di Gianni Rodari.  Anzi l’autore, di cui ricorre in venticinquesimo anniversario della morte, nel frattempo viene attaccato da destra, ne Il Foglio, in occasione della ristampa di La storia degli uomini, da parte dell’editore Galluccio. L’affidamento a Dario Fo del completamento dell’opera, scritta nel ’58, fornisce un'altra utile “testa di turco” alla destra, e non solo. Comunque, come ricorda, l’articolo di Cristina Taglietti sul Corriere, il dibattito



Gianni Rodari

si è sviluppato con le perplessità manifestate da Roberto Denti, studioso dell’autore, rispetto alla pubblicazione di questo testo considerato troppo datato. Ma tant’è: essere comunisti dà sempre scandalo.

Per Rodari, che è stato ricordato nel convegno di Cesena a lui dedicato, con interventi di Pino Boero Mario Di Rienzo,  e lo stesso Roberto Denti, ha spezzato un’altra lancia Orietta Fatucci, che ha ricordato che Rodari non è affatto dimenticato: è tradotto, letto e pubblicato. Ci si dimentica di lui, fatalità, nelle rassegne e nelle fiere del libro.

La Mondadori, a Verona, cerca le ricette per invogliare i futuri lettori, e i futuri consumatori (fascia dai 4 ai 13 anni) nel «Junior festival» organizzato dalla casa editrice e ricordato da una lunga intervista  di Brunella Giovara  a  Gian Arturo Ferrari. Il direttore della Divisione libri della Mondatori, mentre ci rassicura sul fatto che la manifestazione vuole coltivare il futuro e non vuole vendere nulla, ci informa tra le altre cose, che secondo i «professionisti del libro», sono considerati «fortissimi lettori» quelli che leggono almeno 11 libri l’anno. Si ammette inoltre che spesso la lettura di un libro «risulta deludente». Ma quali le ricette per affrontare il problema in un’editoria che ha come prima preoccupazione un certo mercato? Non possiamo fare a meno di chiederci se al «fortissimo lettore», presente e futuro, a cui troppo spesso si propinano letture deludenti, sia concesso in cambio un generoso mese sabbatico, trai dodici dell’anno, perfino a sua completa libera scelta.


                                                                                                      M.G.