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Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

Editoria


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I romanzi dell'anno? Escono a getto continuo



Il quarantennale degli Oscar Mondadori e gli anni d’oro della Einaudi

La collana degli Oscar Mondadori festeggia i suoi quarant’anni. Inaugurata dal romanzo di Hemingway Addio alle armi, subito seguito da La ragazza di Bube di Cassola e da La nausea di Sartre, la collana vanta oggi un catalogo di più di quattromila titoli, e ancora oggi ne escono 320 all’anno. Quattro decenni fa gli Oscar costavano 350 lire (l’equivalente di un biglietto del cinema) e l’editore che puntava su tirature iniziali di 40mila copie arrivò a venderne anche 400mila. Ricorda Marco Neirotti (Stampa) che «Dalla grande narrativa gli Oscar si sono allargati alla saggistica: le sottocollane sono diciotto, dai classici ai gialli e alla fantascienza, dai testi per ragazzi ai dizionari. Dice il direttore generale delle Edizioni Mondadori,



Il logo di Oscar Mondadori

Massimo Turchetta (dal 1993 al 1999 direttore editoriale degli Oscar): "Di fatto ormai più che una collana è una casa editrice a sé, con alle spalle la casa madre e il suo catalogo"». Un esempio di “popolarizzazione” della cultura, sulla scia dei paperbacks anglosassoni, felice e che merita un fervido “buon compleanno”.

Sempre sulla Stampa viene proposta una ghiotta anticipazione dal libro di Ernesto Ferrero dal titolo I migliori anni della nostra vita (Feltrinelli) in cui l’attuale direttore della Fiera del Libro di Torino rievoca i lunghi anni, dal 1963 al 1989, passati alla Einaudi. Il volume è quasi un romanzo sulla più esclusiva e ideologicamente orientata casa editrice italiana, dove «un gruppo di persone speciali sognavano di cambiare il mondo con i libri». Ferrero che nella seconda metà degli anni ’80 è stato direttore editoriale della casa dello Struzzo, effigia con grande efficacia lettearia sapidi medaglioni di illustri personaggi, da Italo Calvino a Giulio Bollati, da Leonardo Sciascia a Elsa Morante, da Natalia Ginzburg a Federico Zeri. Il grande patron Giulio Einaudi lo rammenta così: «Ogni martedì l’Editore, tornato a essere presidente della casa editrice non più sua, sale puntuale a Torino in aereo, riparte il giovedì sera. A cena con i prediletti amici pittori mangia come un lupo, continuando a pescare dal piatto dei vicini. Si muove in taxi dopo le nove, scortato da Cerati, dopo aver guardato Striscia la notizia, controinformazione che lo diverte moltissimo. Una sera bussano alla porta di casa, è proprio la troupe di Striscia che gli consegna non tapiri, ma un omaggio del cioccolato di cui è ghiotto. L’Editore va ad aprire in mutande, si scusa di non poter far entrare gli ospiti. È sorridente, per nulla imbarazzato, anzi compiaciuto».