La collana degli Oscar Mondadori festeggia i suoi quarant’anni.
Inaugurata dal romanzo di Hemingway Addio alle armi, subito seguito da La ragazza di Bube di Cassola e da La nausea di Sartre, la collana vanta oggi un catalogo di più di quattromila
titoli, e ancora oggi ne escono 320 all’anno. Quattro decenni
fa gli Oscar costavano 350 lire (l’equivalente di un biglietto
del cinema) e l’editore che puntava su tirature iniziali di 40mila
copie arrivò a venderne anche 400mila. Ricorda Marco
Neirotti (Stampa)
che «Dalla
grande narrativa gli Oscar si sono allargati alla saggistica:
le sottocollane sono diciotto, dai classici ai gialli e alla fantascienza,
dai testi per ragazzi ai dizionari. Dice il direttore generale
delle Edizioni Mondadori,
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Il logo di Oscar Mondadori
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Massimo
Turchetta (dal 1993 al 1999
direttore editoriale degli Oscar): "Di fatto
ormai più che una collana è una casa editrice a sé, con alle spalle
la casa madre e il suo catalogo"». Un esempio di “popolarizzazione”
della cultura, sulla scia dei paperbacks anglosassoni, felice e
che merita un fervido “buon compleanno”.
Sempre sulla Stampa viene proposta una ghiotta anticipazione
dal libro di Ernesto Ferrero
dal titolo I migliori anni
della nostra vita (Feltrinelli) in cui l’attuale direttore della
Fiera del Libro di Torino rievoca i lunghi anni, dal 1963 al 1989,
passati alla Einaudi. Il volume è quasi un romanzo sulla più esclusiva
e ideologicamente orientata casa editrice italiana, dove «un gruppo
di persone speciali sognavano di cambiare il mondo con i libri».
Ferrero che nella seconda metà degli anni ’80 è stato direttore
editoriale della casa dello Struzzo, effigia con grande efficacia
lettearia sapidi medaglioni di illustri personaggi, da Italo Calvino
a Giulio Bollati, da Leonardo Sciascia a Elsa Morante, da Natalia
Ginzburg a Federico Zeri. Il grande patron Giulio Einaudi
lo rammenta così: «Ogni martedì l’Editore, tornato a essere presidente
della casa editrice non più sua, sale puntuale a Torino in aereo,
riparte il giovedì sera. A cena con i prediletti amici pittori mangia
come un lupo, continuando a pescare dal piatto dei vicini. Si muove
in taxi dopo le nove, scortato da Cerati, dopo aver guardato Striscia la notizia, controinformazione
che lo diverte moltissimo. Una sera bussano alla porta di casa,
è proprio la troupe di Striscia
che gli consegna non tapiri, ma un omaggio del cioccolato di cui
è ghiotto. L’Editore va ad aprire in mutande, si scusa di non poter
far entrare gli ospiti. È sorridente, per nulla imbarazzato, anzi
compiaciuto».
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