Poeta, narratore, editor e critico
letterario, Raffaele Crovi si è
occupato a più riprese della cultura meridionale con passione
e sapienza. Ce ne dà esauriente testimonianza il volume Diario
del Sud, pubblicato dall'editore Manni, prefazione di Vincenzo
Guarracino (pp. 304, € 15,00), in cui si legge tra l'altro: «Ho
incontrato il Sud da giovane, quando lessi su Politecnico
un'inchiesta firmata da Ugo Vittorini, il fratello di
Elio… Io sono un sedentario. Conobbi la Puglia in Un
popolo di formiche di Fiore e ne
La luna dei Borboni di Bodini, o in Aria cupa
di Cassieri. Lo stesso è stato per la Basilicata,
che ho conosciuto
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Raffaele Crovi
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attraverso Sinisgalli
e Levi o attraverso i versi di Scotellaro e Pierro».
E' un amore antico quello che Crovi ha nutrito verso la cultura
meridionale per lunghi anni, prendendo avvio dal saggio Meridione
e letteratura, scritto nel 1960 da un Crovi ventiseienne e pubblicato
ne Il Menabò, diretto da Vittorini
e Calvino. A Diario del Sud dedica un denso articolo, intitolato
La letteratura non si è fermata a Eboli,
Massimo Onofri su La Stampa del 27 aprile scorso.
Il libro, scrive, è «più mappa circostanziata che taccuino
nelle sue sette parti geograficamente scandite: Abruzzo e Molise,
Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna, e nel
recupero di saggi, articoli e persino risvolti ci copertina (quello di editore è un mestiere che
Crovi non ha mai cessato d'esercitare)» e nasce «da
uno sforzo continuo di meditazione intellettuale».
E riporta un passo del saggio
di Raffaele Crovi: «Il problema chiave della società meridionale
oggi è, più che quello del povero diavolo, quello del completamento
dell'integrazione nazionale, quello dell'eliminazione del divario
tra Nord e Sud: compito della narrativa meridionalista sarebbe,
perciò, più che fare un bilancio degli effetti della depressione
socio-economica del Meridione, descrivere l'acquisto del "pianeta
Meridione" di nuove forme di vita e nuove idee e il processo
d'erosione che questo acquisto comporta».
Ma davvero sono passati più di quarant'anni da allora?
M.V.
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