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che in particolare si è concretizzato
con il romanzo Le braci divenuto un best seller ed entrato
nella categoria "cult". Terra, terra!… è il secondo
libro di memorie di Sándor Márai dopo Confessioni di un
borghese uscito l'anno scorso sempre presso Adelphi. Se il primo
era stato scritto nel 1934 ed era, come fa intendere il titolo,
un ritratto
amaro e polemico della società borghese dell'Ungheria di quegli
anni, il secondo, scritto nel 1969 racconta le sue delusioni dopo
essere ritornato in patria alla fine della Seconda Guerra Mondiale
per poi partire definitivamente nel '48. Le impressioni, i sentimenti,
le emozioni dell'esule che ha fatto ritorno portano il segno del
dolore e della tristezza di fronte allo spettacolo dell'Ungheria
del dopoguerra, un paese in rovina, deturpato, distrutto dalla violenza
delle armi. Ma soprattutto Márai si rende conto di non poter scrivere
sotto il regime comunista che è al potere e dunque se ne rivà in
esilio vagabondando per l'Europa. Tanto che il titolo Terra,
terra!… non è che il grido di giubilo dei marinai di Cristoforo
Colombo, lo stesso grido che lo scrittore si augura di poter lanciare
prima o poi.
FRANCO FERRUCCI
Se davvero fossi nata
Ed. Fazi, collana Le vele
pp 144, € 12.50
«La
mia vita cambiò mentre dormivo» è la frase iniziale del romanzo
di Franco Ferrucci che racconta la passione incandescente
tra due donne: una violoncellista, che in un incidente di macchina
si spezza la mano sinistra e non può più suonare, e una misteriosa
e seducente esperta d’arte che gira il mondo perennemente alla ricerca
della Bellezza. Quando queste due donne s'incontrano nasce tra loro
un amore difficile ma travolgente, che sembra lenire le ferite che
si portano dentro, più dolorose di quelle nel fisico, ma poi finiscono
entrambe per perdersi di nuovo.
Franco Ferrucci ha
pubblicato presso Fazi la seconda versione de Il mondo creato
(1999, prima edizione Mondatori, 1986), e i saggi: Il formidabile
deserto. Lettura di Giacomo Leopardi (1998), Le due mani
di Dio. Il Cristianesimo e Dante (1999), Il teatro della
Fortuna. Potere e destino in Machiavelli e Shakespeare (2004).
ERMANNO KRUMM
Respiro
Ed. Mondadori,
collana Lo Specchio
pp. 136,
€ 9,40
L’amore,
le stagioni, i luoghi della quotidianità e della vacanza, le meraviglie
della natura, ma anche i bilanci di un’esistenza costituiscono la
ricca materia sulla quale si misura generosamente la poesia di Ermanno
Krumm, l'autore lombardo morto in coincidenza con l'uscita di
questa sua ultima raccolta. Come nei suoi libri precedenti, e più
ancora forse in questo, di sapore testamentario, Krumm penetra la
realtà fin nei dettagli alla ricerca di una limpida ispirazione
che traduce con uguale sicurezza nel componimento breve come nel
poemetto.
Ermanno Krumm, nato
a Golasecca (Varese) nel 1942, è morto a Milano il 13 giugno
del 2005. Laureato in Lettere moderne, ha pubblicato le
seguenti raccolte poetiche: Le cahier di Monique Charmay
(1987), Novecento (1992), Felicità (1998), Animali
e uomini (2003). Scrive di arte e letteratura sul Corriere
della Sera.
WARK MCKENZIE
Un manifesto
hacker
Lavoratori immateriali di tutto il mondo unitevi!
Ed. Feltrinelli, collana Serie Bianca
Traduzione Marco Deseriis
pp. 184, prezzo non indicato.
Feltrinelli
manda in libreria questo libro di Wark Mackenzie, una sorta
di manifesto politico che vuole realizzare la sintesi tra la critica
alla società dello spettacolo e della globalizzazione, che ha caratterizzato
il pensiero neomarxista, e la critica alla società digitale, la
democrazia dell'informazione implicita nello sviluppo
di Intenet, che ha invece connotato il pensiero libertario
e hacker. L'analisi di Mackenzie pone in evidenza come nella società
attuale si sia affacciata una nuova classe, denominata degli hacker,
composta non solamente da maniaci del computer e abili "smanettatori"
capaci di violare illegalmente sistemi di società ed enti, ma anche
da creativi e produttori di "vision", ossia da lavoratori
immateriali e da lavoratori impegnati nella produzione di merci
legate alla conoscenza. Costoro producono idee che non possono realizzare
e che invece vengono sfruttate dai nuovi detentori dei mezzi di
produzione che poi le trasformeranno in merci vere e proprie. Così,
nell’età del capitalismo maturo e della globalizzazione si ripropone
la classica dialettica tra le classi.
MARY SHELLEY
Matilda
a cura di Mirella Billi
Letteratura universale Marsilio,
Elsinore
pp. 304, € 12,00 ca
Per i tipi
di Marsilio arriva in libreria un romanzo di Mary Shelley, che conferma le qualità d'invenzione e di stile della scrittrice
inglese. Al centro della storia la lettera-confessione che la giovane
Matilda scrive in punto di morte a un amico dal luogo desolato e
sperduto dove si è segregata per nascondere al mondo il terribile
segreto che la ossessiona. Nella lettera infrange ogni remora e
rievoca la propria tragica vicenda di solitudine, dell’amore ritrovato
e poi crudelmente tradito, ad opera proprio da suo padre, da lei
tanto amato, che l’ha contaminata con la sua passione proibita.
Una storia complessa e ambigua che Mary Shelley racconta con straordinaria
intensità, rivelando alla fine anche la propria e l’altrui sofferenza
femminile.
Mirella Billi insegna
lingua e letteratura inglese all’Università della Tuscia. Si occupa
inoltre del romanzo e del teatro contemporaneo, di poesia e narrativa
femminile. È autrice di Le strutture narrative nel romanzo di
Henry Fielding (1974), Virginia Woolf (1975), Il vortice
fisso, la poesia di Sylvia Plath (1983), Il gotico inglese
(1986), Il testo riflesso (1993). Per Marsilio ha tradotto
e curato La stanza di Jacob di Virginia Woolf (1999).
LUCA DI
FULVIO
La scala
di Dioniso
Ed. Mondadori,
collana Omnibus Italiani - Colorado noir
pp. 492,
€ 17,00.
E' un'alba
di sangue quella del Capodanno del XX secolo. Una strage insanguina
la Mignatta, “la sanguisuga”, come vien chiamato il distretto suburbano
divenuto il regno di ladri, taglieggiatori e assassini. E al centro
l’immenso zuccherificio con i suoi operai derelitti e brutali. Così
prende avvio la scalata a Dioniso, dio visionario, nella quale ci
accompagna Luca Di Fulvio. Autore dei crimini è il primo
serial killer del Novecento, che si accanisce contro le mogli dei
ricchi azionisti della fabbrica, incidendo nelle loro carni i
segni misteriosi della sua vendetta. A indagare su questo
inferno viene spedito il giovane ispettore Milton Germinal, trasferito
alla Mignatta a causa della sua sempre più stretta dipendenza da
oppio ed eroina. Purtroppo, fra il torpore della droga e gli incubi
di un inconfessabile segreto, Germinal annaspa in un’atmosfera cupa
e morbosa, alle prese con l'etereo Stigle, il chimico dello zuccherificio;
il dottor Noverre, direttore dell’Istituto delle Malformazioni;
l’itterico Sciron, con il suo baraccone di fenomeni piantato in
cima alla collina. E infine Ignés, la sensuale e feroce Regina delle
Nebbie.
Luca Di
Fulvio (1957) vive e lavora a Roma. I diritti cinematografici
della Scala di Dioniso sono stati acquistati dalla Colorado
Film prima ancora che il romanzo fosse finito e la regia sarà affidata
a Gabriele Salvatores. Luca Di Fulvio ha pubblicato Zelter
(1996); L’impagliatore (2000 e riedito nel 2004) dal
quale è stato tratto il film Occhi di cristallo, presentato
alla Mostra del cinema di Venezia, e Dover Beach (2002).
ILAN PAPPE
Storia della Palestina moderna
Una terra, due popoli
Ed. Einaudi, collana Einaudi
Storia
Traduzione di Piero Arlorio
pp. XXII-386 € 25,00
Sono travagliati, sanguinosi,
tragici gli ultimi duecento anni vissuti dalla Palestina, a cominciare
dalla dominazione da parte dell'Impero ottomano all'arrivo dei primi
sionisti, al mandato britannico, alla spartizione del territorio
per decreto internazionale, fino all'occupazione militare israeliana. Ilan Pappe
racconta la storia di questa terra per due popoli, cercando «di
affiancare le narrazioni degli sfruttatori e degli sfruttati, degli
invasori e di chi è invaso, degli oppressori e degli oppressi»
e basandosi su documenti scritti in ebraico, arabo e nelle lingue
europee. Essendo la Palestina
una delle zone roventi del mondo, si è acceso un vivace dibattito
tra gli storici, che hanno apprezzato la completezza dell'analisi
e l'accuratezza della documentazione di questo libro che ora Einaudi
lancia in edizione italiana.
Ilan Pappe insegna
Scienze politiche all'Università di Haifa ed è uno dei principali
“nuovi storici” israeliani, un gruppo di studiosi che da circa quindici
anni ha rivisitato in chiave non-sionista la storia di Israele.
In volumi collettanei ha pubblicato in Italia Not in our name!
(Prospettiva, 2002) e Parlare con il nemico (Bollati Boringhieri,
2004).
LEONARD PELTIER
La mia danza del sole
L’autobiografia del prigioniero politico più famoso
d’America
Prefazione di Ramsey Clark
Con una prefazione dell’autore
alla edizione italiana
Traduzione di Sibilla Drisaldi
Ed. Fazi, collana Le terre/Interventi
pp. 300 ca., € 16,00
Leonard Peltier racconta
la propria vita in questo suo primo libro che tra poco uscirà presso
l'editore Fazi, una storia che è insieme rievocazione di episodi
sul filo della memoria e manifesto politico. Emerge così il ritratto
dolente e polemico di un uomo che da quasi trent’anni marcisce in
condizioni disumane in una prigione di massima sicurezza, quella
di Leavenworth, Kansas, per scontare una pesante condanna comminatagli
per un delitto non commesso, l'uccisione di due agenti dell’FBI
nel 1975. L'errore giudiziario è denunciato dall’ex ministro della
Giustizia degli Stati Uniti, Ramsey Clark, che nella prefazione
fa un breve resoconto tecnico del processo farsa. Ma l'innocenza
di Peltier, che in quel tempo era uno dei leader di spicco dell’American
Indian Movement (AIM), è sostenuta dall’opinione pubblica mondiale,
grazie a una campagna internazionale in suo favore che ha coinvolto
il Dalai Lama, Nelson Mandela, il subcomandante Marcos, Desmond
Tutu, Rigoberta Menchu, Robert Redford (che sulla vicenda di Peltier
ha prodotto il documentario Incident at Oglala), Oliver Stone,
Howard Zinn, Peter Matthiessen, il Parlamento europeo e Amnesty
International. Leonard Peltier è divenuto un simbolo dell’oppressione
dei popoli indigeni del mondo e la sua storia ha ispirato libri
(Nello spirito di Cavallo Pazzo di Peter Matthiessen), film
(come Cuore di tuono di Michael Apted) e canzoni (come Freedom
a lui dedicata dai Rage Against the Machine). Nonostante tutto questo
per il governo americano il caso del prigioniero 89637-132 è chiuso.
JOSÉ RIÇO DIREITINHO
Breviario degli istinti malvagi
Ed. Einaudi, collana L'Arcipelago
Traduzione di Guia Boni e Rita Desti
pp. 172, € 11,50
Nel
segno della magia, del fantastico, del soprannaturale è costruito
il romanzo del giovane portoghese José Riço Direitinho, che
Einaudi fa esordire in Italia. Protagonista un "fattucchiere"
di un paesino di confine tra Portogallo e Galizia, di nome José
de Risso, segnato fin dalla nascita da un destino malvagio come
comprova il fatto che si porta sulla schiena una voglia a forma
di foglia di quercia, segno di sventura, e che nel battezzarlo il
prete ha rovesciato l'acqua benedetta. Messo al mondo da una ragazza
madre che muore poco dopo il parto e allevato dalla nonna, una maga
di paese, esperta di erbe, José ha una vita avventurosa, ma brevissima.
Morirà a trentatré anni e, se in vita era temuto per le sue arti
magiche, in morte sarà venerato come un santo perché i suoi compaesani
scoprono che, a sei anni dalla sepoltura, le sue spoglie hanno cambiato
posto e le sue carni sono rimaste intatte. La sua tomba diverrà
oggetto di pellegrinaggio e proprio a un testo divulgato tra i pellegrini
l'autore sostiene di essersi ispirato.
José Riço Direitinho (Lisbona,
1965) è considerato una rivelazione della nuova narrativa portoghese.
Il fortunatissimo Breviário das Más Inclinações è il suo
primo libro tradotto in Italia.
PINO
CORRIAS
Vite
spezzate
Storie
dimenticate di italiani maledetti
Ed.
Rizzoli, Saggi
pp.
220, € 16,50
Una
galleria di personaggi famosi le cui vite sono state stroncate anzitempo,
come i musicisti Fred Buscaglione, Luigi Tenco e Rino
Gaetano, gli artisti Piero Manzoni e Andrea Pazienza,
gli scrittori Pier Vittorio Tondelli e Maria Teresa Di
Lascia, il calciatore Gigi Meroni, il pilota di
Formula 1 Lorenzo Baldini e il pilota di moto Renzo Pasolini.
Giornalista e scrittore, Corrias ne rievoca le storie, scrupolosamente fedele ai
fatti e al tempo stesso capace di dare forma narrativa ai modi d'essere
dei personaggi, al loro rapporto difficile con la realtà del tempo.
Pino
Corrias è stato inviato speciale del quotidiano La Stampa, oggi è dirigente
Rai e si occupa di fiction. Tra le sue produzioni La meglio gioventù
di Marco Tullio Giordana. Ha sceneggiato la prima serie di Distretto
di polizia. E' autore di Vita agra di un anarchico, biografia
di Luciano Bianciardi, pubblicata da Baldini & Castoldi nel
1993.
ROSS
MACDONALD
Bersaglio
mobile
Ed.
Hobby & Work, collana Crimen
Traduzione
di Alessandra di Luzio
Prefazione
di Oreste Del Buono
pp.
228, € 12,90
In un
momento di grande fortuna per i gialli si ripescano capolavori del
passato per andare incontro alle esigenze degli appassionati. E'
il caso di questo Bersaglio mobile, che arriva in questi
giorni sul bancone del libraio. E' una delle storie più intriganti
scritte da Ross Macdonald da cui fu tratto ne 1966 un film
di grande successo Detective story. Al centro della vicenda
la figura del detective Lew Archer, che nel film venne interpretato
da Paul Newman, che però volle cambiargli il nome in Harper
perché convinto che le H gli portino fortuna. A proposito di nomi
c'è un'altra curiosità da ricordare: il vero nome dell'autore di
Bersaglio mobile era Kenneth Millar e, dato che sua
moglie Margaret era una famosa scrittrice di gialli psicologici,
si scelse come nome d'arte John Macdonald. Senonché questo
era il nome di uno scrittore di polizieschi e Millar fu costretto
a un'altra modifica: però a metà, si tenne il cognome Macdonald
e cambiò John in Ross. La collana Crimen, curata da Daniele Brolli
e nata proprio per recuperare i migliori titoli del poliziesco americano,
li ripropone in edizione integrale e corredati di prefazioni scritte
da specialisti. Per Bersaglio mobile viene pubblicato il
saggio firmato anni fa da Oreste Del Buono, che traccia un
parallelo fra i tre detective più importanti nel campo dei cinici
e duri, che balzarono alla ribalta a dieci anni di distanza l'uno
dall'altro: per primo Sam Spade, creato da Hammett nel Falcone
maltese del 1929, poi Philip Marlowe, protagonista del Grande
sonno di Chandler (1939), infine il Lew Archer di Macdonald
nel '49.
RAYMOND
CHANDLER
Romanzi
e racconti (vol. I)
Ed. Mondadori,
collana Meridiani
pp. 1840,
€ 49,00.
La più ampia raccolta delle opere di Raymond Chandler
sul mercato nazionale e internazionale. Viene offerta in due Meridiani,
quello ora in uscita e quello che apparirà nel 2006. Il primo volume
riunisce le pulp stories scritte tra il 1933 e il '42: il
racconto fantastico La porta di bronzo (inedito in traduzione
italiana) e i primi tre romanzi Il grande sonno, Addio
mia amata e La finestra sul vuoto, tutti con Marlowe
protagonista. I testi sono presentati in una nuova traduzione, che
rende fedelmente la scrittura di Chandler, che è una felice fusione
di linguaggio letterario e forme colloquiali, di metafore colorite
e crudo slang americano. Due gli autori delle traduzioni: per i
romanzi Laura Grimaldi, nota scrittrice di gialli e autorevole
critico letterario, per i racconti Sergio Altieri (che per
i Meridiani ha già tradotto i romanzi di Hammett). Il volume si
arricchisce inoltre di un brillante saggio introduttivo, di una
documentata cronologia e di un ampio apparato di note a cura di
Stefano Tani, americanista dell’Università di Verona.
Raymond
Chandler (Chicago 1888 – La Jolla,
California, 1959), insieme a Dashiell Hammett, ha dato dignità
letteraria al poliziesco hard-boiled, la risposta dura e
realistica degli scrittori americani alla fredda e manierata detective
story britannica. Dopo aver ricevuto una educazione classica in
Inghilterra e, rientrato in America, aver fatto carriera come dirigente
di una compagnia petrolifera, Chandler scrive racconti per
riviste popolari e solo nel 1939 pubblica il primo romanzo, Il
grande sonno, in cui crea il personaggio di Philip Marlowe,
l’investigatore che sotto la scorza cinica si rivela un idealista.
Chandler pubblica poi altri sei romanzi con Marlowe protagonista
(tra cui Addio mia amata, del 1940, La finestra sul vuoto,
del 1942, Il lungo addio, del 1953), fa con successo lo sceneggiatore
a Hollywood e scrive importanti saggi sul genere poliziesco, tra
cui La semplice arte del delitto, 1944.
a
cura di Massimo Vecchi
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