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Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

Oulipo


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Quando la letteratura è il “Topos del Topo”

Cruciverbista, enigmista, esperto di giochi verbali e letterari multipli Stefano Bartezzaghi (Repubblica) riferisce sull’uscita in Francia del libro Moments oulipiens (Le Castor Astral) in cui viene rievocata la fondazione nel 1960 dell’Oulipo, ovvero dell’Ouvroir de littérature potentielle (laboratorio di letteratura potenziale), da parte del matematico, scacchista e letterato François Le Lionnais e dello scrittore Raymond Queneau. Per un paio di decenni le riunioni di questo eletto consesso a cui aderivano autori del calibro di Georges Perec e di Italo Calvino hanno sviluppato idee teoriche e strutture ludico-compositive che hanno, poi, sicuramente




Stefano Bartezzaghi

influenzato la scrittura di libri come Esercizi di stile, La vita: istruzioni per l’uso e Se una notte d’inverno un viaggiatore… Come ricorda Bartezzaghi «Scomparse tutte entro i primi anni Ottanta le figure maggiori e più riconosciute, l’Oulipo pareva destinato a una più che onorevole dissoluzione: e invece ha proseguito la sua opera. La raccolta degli scritti prodotti dal gruppo ha raggiunto il sesto volume, il gruppo tiene riunioni pubbliche mensili a Parigi e ha una discreta attività di tournée, fra le conferenze e il cabaret letterario, in giro per il mondo… L’idea è nota: la letteratura che c’è non esaurisce il campo della letteratura che può essere (il suo “potenziale”), e se non crediamo che lo scrittore sia attraversato da soffi di ispirazione quasi divina, allora sono proprio i vincoli (le contraintes) che l’autore si dà che – impedendogli una libertà di ordine assoluto – gli consentono l’esplorazione creativa del campo di possibilità che si è recintato da solo. Due famori aforismi oulipiani. Il Topos del Topo: “Gli oulipiani sono topi che devono costruire il labirinto da cui evadere”; il Principio di Queneau: “Il classico che scrive la sua tragedia osservando un certo numero di regole che conosce è più libero del poeta che scrive quello che gli passa per la testa ed è schiavo di regole che ignora”».