ritorna all'homepage

Newsletter n.3 Maggio/Giugno 2005

Addii 4


Torna al sommario


IN PRIMO PIANO
Marketing editoriale
I romanzi dell'anno? Escono a getto continuo


E' morto Eugénio De Andrade, insigne esponente della poesia lirica
portoghese

Famoso ovunque, al punto di essere l’autore portoghese più tradotto e conosciuto nel mondo dopo Pessoa, Eugénio De Andrade è invece molto trascurato in Italia, al punto che la sua morte, avvenuta il 13 giugno scorso all’età di 82 anni, ha colto del tutto impreparata l’editoria italiana. Poche e difficilmente reperibili le traduzioni. Secondo il sito AliceNews «L’unico titolo ancora in commercio è Vigilia dell’acqua a cura di Carlo Vittorio Cattaneo, edito da Empiria nel 1990».



Eugénio De Andrade

In realtà la responsabile di Empiria, Marisa di Iorio, da noi interpellata, ha dichiarato pressoché esaurito il volume. Sempre secondo il sito AliceNews «altri titoli editi in questi anni, come Ufficio di pazienza del 1997 e Il sale della lingua (1998), entrambi delle Edizioni del Bradipo e Memoria di un altro fiume, edito da Messalo di Siena nel 1983, sono introvabili perché le case editrici hanno chiuso i battenti, mentre Ostinato rigore: antologia poetica (Abete 1975) è esaurito». Ci auguriamo che adesso, post mortem, l’editoria italiana rimedi a tali lacune, per far conoscere anche al pubblico italiano un autore di grande rilievo. Nato il 19 gennaio del 1923 in un centro ruale del Beira Caixa, figlio di contadini molto poveri, José Fontinhas (vero nome di Eugenio De Andrade) si stabilisce dopo vari spostamenti a Oporto, città nella quale ha sede dagli anni ‘90 la Fondazione a lui dedicata. Amico e traduttore di Garcia Lorca, Eugenio De Andrade elabora una poesia sensuale e rigorosa, che si riferisce sia a Rilke che a Walt Whitman e che ha il suo centro nella celebrazione del corpo come “metafora dell’Universo”. Nel 2001 è stato insignito del Premio Camoes, uno dei più alti riconoscimenti per gli scrittori di lingua portoghese.

                                                                                                               T.C.


Coda

Nessun pensiero adesso: calma
e profonda corrente di silenzio
tra me e quanto ancora di me
s'avvicina: semplice fulgore
prima che arda sulla cima
forse la calce: o solo il suo rumore.

traduzione di Carlo Vittorio Cattaneo