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Newsletter n.2 Aprile 2005

Sebastiano Vassalli


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Viaggio nella poesia in compagnia di sette giganti della parola

Una riflessione sul senso della parola, sul profondo significato della poesia, a partire dalle tracce lasciate nella storia da sette autori, nell’Amore lontano di Sebastiano Vassalli.

Nell’intervista di Paolo Di Stefano sul Corriere, la testimonianza di un’esplorazione profonda e partecipata, attraverso una dimensione che attraversa il tempo, sulle tracce di autori come Omero, Rudel,


Sabastiano Vassalli

Virgilio, Villon, Rimbaud, Leopardi, ma anche su testi dell’Ecclesiaste.

A partire da essi Vassalli, costruisce la ricerca, «sulla  scrittura come forma assoluta di impegno» a partire, come si diceva, da quelle che sono le tracce, per svilupparla in una narrazione immaginaria o semplicemente romanzata.

Sembra un po’ eccessivo parlare di «raccontare il percorso della poesia», ma questa operazione, in un epoca di epigoni, ci sembra comunque sintomo positivo.

L’amore lontano, è un romanzo il cui titolo rivela un ossimoro, quando la lontananza viene colmata da una desiderio di indagare vicinanze, investigando nella vita degli autori, anche se può svelare o immaginare le loro infinite debolezze umane.

L’operazione che fa Vassalli, è quella di tentare di gettare un ponte ideale, tra le sorgenti prime di opere di straordinaria importanza per lo strumento creativo del linguaggio, e la dimensione del lettore contemporaneo, facendo balenare, attraverso la narrazione, la densità di opere che hanno mostrato, attraverso secoli di lettura e gli infiniti modi di essere lette, una capacità di mantenere comunque la propria identità e quindi insieme di essere magicamente metamorfiche. Un gioco molto serio «sul crinale tra ciò che si sa e l’invenzione».