Appassionato esploratore critico dell’opera e della controversa
esistenza di Ezra Pound, lo scrittore Piero Sanavio ha
ripubblicato con varie integrazioni e nuovi contributi due suoi
libri dedicati ad uno dei massimi poeti americani del Novecento:
Ezra Pound, Bellum Perenne (Raffaelli Editore) e La
gabbia di Pound (Fazi Editore). Ne ha parlato su Alias
Massimo Raffaeli: «Scandito sulla falsariga biografica,
Bellum Perenne sonda il magma intertestuale, la poetica
e lo sviluppo di un’opera culminante nei Cantos, dunque
nella sola possibile Commedia del ventesimo secolo, deflagrata
da Cosmo a Kaos… Decisivi, in questo, l’apporto documentario e
la ricognizione analitica che Sanavio conduce sulle idee “sbagliate”
che sostengono il poema alla stregua ora di una immaginosa fondazione
ora di un inconfessabile tabù:
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Ezra Pound
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in altri termini, l’anticapitalismo
romantico che discrimina tra purezza artistica
e sordidezza del condizionamento economico (il nome di Confucio)
è per il poeta un perfetto altrove, l’emblema di una saggezza svincolata
dai ceppi della necessità, che allucina la lotta di classe nella
guerra perenne fra usura e “buon lavoro”, che lo porta a vedere
nella società corporativa la risposta vincente al conflitto tra
capitale e proletariato». Altrettanto interessante il ritratto “visto
da vicino” che, in La
Gabbia di Pound, Sanavio traccia del
poeta negli anni della sua detenzione in America dal 1946 al 1958
presso il manicomio criminale di St. Elizabeth, indagando le sue
non lievi compromissioni con il regime mussoliniano, ma anche la
sua incoercibile, stregonesca natura di anarchico di destra.
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