Ripensando alla morte di Mario Luzi, decano dei poeti italiani,
e stimolato dalla dichiarazione
del trentenne Flavio Santi che dichiara
essere la poesia italica un “corpo morto”, Enzo Golino
sul paginone centrale di Repubblica traccia un ampio panorama
della situazione della poesia nostrana, articolandolo in sei “set”.
Primo set milanese, presso l’editore Nicola Crocetti e
la sua rivista Poesia (194 numeri, vendita media in edicola:
circa 15mila copie), buon esempio di divulgazione poetica e critica
con oltre 2mila autori italiani e stranieri presentati nelle sue
pagine. Secondo set ancora a Milano, alla Mondadori di Segrate
con il poeta-critico Maurizio Cucchi
che
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Nicola Crocetti
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insieme al poeta e direttore editoriale Antonio Riccardi
ha curato la raccolta Nuovissima poesia italiana, presentando
18 giovani poeti dentro un quadro di ripudio di ogni forma sperimentale
e con «in comune
la vocazione civile di opporsi all’invadente volgarità di massa».
Terzo set a Roma in compagnia di Giorgio
Manacorda, curatore
dal 1994 presso l’editore Castelvecchi di un Annuario di poesia,
e adesso anche di una antologia La poesia italiana oggi imperniata
su dieci nomi. Teorico del poeta come catalizzatore del “pensiero
emotivo” Manacorda rivendica: «Ho fatto l’Annuario perché mi
irritava la scarsa qualità di tanti libri pubblicati dalle maggiri
case editrici, a volte cieche dinanzi alla vera poesia… Compito
del critico militante è la capacità di correre davvero i rischi
della scelta, del giudizio, dell’errore: è lui a mettere la prima
pietra del canone». Quarto set ancora romano col critico Stefano
Giovanardi co-autore (con Cucchi) dell’assai criticata antologia
mondadoriana Poeti italiani del secondo Novecento. Per Giovanardi
dopo un lungo vuoto generazionale qualcosa sta cambiando: «La tradizione
italiana, che so, dai crepuscolari a Penna, è meno sentita dai ventenni
e trentenni di oggi, il loro sguardo è rivolto piuttosto a modelli
internazionali, globalizzanti». Quinto set, terza tappa romana presso
la redazione della rivista Nuovi Argomenti diretta da Enzo
Siciliano per il quale oggi si avverte «una forte tentazione
narrativa, ispirata a un modello come il romanzo in versi, La
camera da letto, di Attilio Bertolucci… Non più il lirismo eccessivo
dello sregolato flusso di poesia che tracimò sul finire degli anni
Settanta. Non più la gabbia di ferro di qualche precettistica, come
accadeva con la neo avanguardia, ma piuttosto una voglia di familiarità
con la letteratura». Sesto e ultimo set: la Rete, Internet, il “mare magno”
di coloro che pubblicano poesia on line. Autore di riferimento il
47enne poeta Lello Voce,
importatore in Italia del fenomeno del Poetry Slam, e autore del
recente disco poetico-musicale Fast Blood. Afferma Voce che
gli autori on line hanno «un vantaggio rispetto a quelli che pubblicano
a pagamento da editori o tipografi. La
Rete infatti offre una circolazione in tempo reale,
una visibilità impensabile in altri canali. E allora, altra utopia,
mi piacerebbe che il meglio del virtuale reperibile in Rete e il
meglio del reale, cioè lo slam poetry, le gare di poeti di
cui sono un accanto fautore, si alleassero in tutti gli spazi consentiti
per abituare la gente alla poesia». Tra buchi e cento omissioni
un referto sul “cadavere” della poesia tricolore che pare proprio
un pirandelliano “uno, nessuno e centomila”.
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