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Newsletter n.2 Aprile 2005

Poesia


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Sartre versus Aron


Il panorama italico: uno, nessuno e centomila?

Ripensando alla morte di Mario Luzi, decano dei poeti italiani, e stimolato dalla dichiarazione del trentenne Flavio Santi che dichiara essere la poesia italica un “corpo morto”, Enzo Golino sul paginone centrale di Repubblica traccia un ampio panorama della situazione della poesia nostrana, articolandolo in sei “set”. Primo set milanese, presso l’editore Nicola Crocetti e la sua rivista Poesia (194 numeri, vendita media in edicola: circa 15mila copie), buon esempio di divulgazione poetica e critica con oltre 2mila autori italiani e stranieri presentati nelle sue pagine. Secondo set ancora a Milano, alla Mondadori di Segrate con il poeta-critico Maurizio Cucchi  che


Nicola Crocetti

insieme al poeta e direttore editoriale Antonio Riccardi ha curato la raccolta Nuovissima poesia italiana, presentando 18 giovani poeti dentro un quadro di ripudio di ogni forma sperimentale e con «in comune la vocazione civile di opporsi all’invadente volgarità di massa». Terzo set a Roma in compagnia di Giorgio Manacorda, curatore dal 1994 presso l’editore Castelvecchi di un Annuario di poesia, e adesso anche di una antologia La poesia italiana oggi imperniata su dieci nomi. Teorico del poeta come catalizzatore del “pensiero emotivo” Manacorda rivendica: «Ho fatto l’Annuario perché mi irritava la scarsa qualità di tanti libri pubblicati dalle maggiri case editrici, a volte cieche dinanzi alla vera poesia… Compito del critico militante è la capacità di correre davvero i rischi della scelta, del giudizio, dell’errore: è lui a mettere la prima pietra del canone». Quarto set ancora romano col critico Stefano Giovanardi co-autore (con Cucchi) dell’assai criticata antologia mondadoriana Poeti italiani del secondo Novecento. Per Giovanardi dopo un lungo vuoto generazionale qualcosa sta cambiando: «La tradizione italiana, che so, dai crepuscolari a Penna, è meno sentita dai ventenni e trentenni di oggi, il loro sguardo è rivolto piuttosto a modelli internazionali, globalizzanti». Quinto set, terza tappa romana presso la redazione della rivista Nuovi Argomenti diretta da Enzo Siciliano per il quale oggi si avverte «una forte tentazione narrativa, ispirata a un modello come il romanzo in versi, La camera da letto, di Attilio Bertolucci… Non più il lirismo eccessivo dello sregolato flusso di poesia che tracimò sul finire degli anni Settanta. Non più la gabbia di ferro di qualche precettistica, come accadeva con la neo avanguardia, ma piuttosto una voglia di familiarità con la letteratura». Sesto e ultimo set: la Rete, Internet, il “mare magno” di coloro che pubblicano poesia on line. Autore di riferimento il 47enne poeta Lello Voce, importatore in Italia del fenomeno del Poetry Slam, e autore del recente disco poetico-musicale Fast Blood. Afferma Voce che gli autori on line hanno «un vantaggio rispetto a quelli che pubblicano a pagamento da editori o tipografi. La Rete infatti offre una circolazione in tempo reale, una visibilità impensabile in altri canali. E allora, altra utopia, mi piacerebbe che il meglio del virtuale reperibile in Rete e il meglio del reale, cioè lo slam poetry, le gare di poeti di cui sono un accanto fautore, si alleassero in tutti gli spazi consentiti per abituare la gente alla poesia». Tra buchi e cento omissioni un referto sul “cadavere” della poesia tricolore che pare proprio un pirandelliano “uno, nessuno e centomila”.