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Newsletter n.2 Aprile 2005

Leggere Roma


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la città attraverso gli occhi di Elsa Morante e Natalia Ginzburg.

Il 15 marzo si è aperta con un incontro alla sala della Protomoteca in Campidoglio una lunga rassegna dedicata ad Elsa Morante, che durerà per tutto il 2005 con appuntamenti ed eventi letterari, mostre, dibattiti, nella ricorrenza del ventennale della morte dell’autrice. In realtà, il soggetto della rassegna non è Elsa Morante tout court, ma “Elsa Morante e Roma”, che a sua volta è parte di un grande progetto a lungo termine dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, che sotto il titolo di Leggere Romariunisce una serie di esplorazioni ed interventi che coinvolgono autori diversi, del passato e del presente.


Elsa Morante

Ad esempio alla Casa Internazionale della Donna, il 12 aprile, si parlerà di Roma al femminile: scrittrici di ieri e di oggi, a partire da Natalia Ginzburg, romana molto “per caso” e fino ad arrivare alla scrittura su Roma delle autrici contemporanee, da Lidia Ravera a Lia Levi a Valeria Viganò ed altre

Per ciò che riguarda Elsa Morante, la presenza di molte classi di liceali alla conferenza stampa del 15 marzo ha stimolato nei relatori la voglia di fare il punto – tra lezione accademica e ricordo personale – di quasi un cinquantennio di storia letteraria romana, popolato da personaggi irripetibili come la Morante appunto, ma anche Pasolini, Moravia, Bellezza e così via. Gli interventi di Enzo Siciliano e Raffaele Manica erano puntuali e densi di informazioni e di indicazioni di lettura - più volte è stata citata la raccolta delle Opere di Elsa Morante ne I Meridiani, a cura di Cesare Garboli – ma l’intervento senz’altro più forte ed originale è stato quello di Alfonso Berardinelli, filosofo, critico, scrittore e grande amico personale di Elsa. L’autore di libri come L’eroe che pensa. Disavventure dell’impegno, ha riconosciuto con uno slancio di umiltà e generosità i suoi “debiti” intellettuali nei confronti di Elsa Morante: aveva conosciuto la scrittrice quando era un giovane intellettuale trentenne, e subito l’aveva eletta a propria Maestra, anzi “guru”, per usare le parole di Berardinelli stesso.                                                

(Tiziana Colusso)