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Newsletter n.2 Aprile 2005

NOTIZIE MIX


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IN PRIMO PIANO
Polemiche
post-ideologiche

Sartre versus Aron



MERCATO

Aumenti vertiginosi del prezzo dei libri

Nel numero di gennaio-febbraio 2005 La Rivisteria (il cui indirizzo Internet è www.rivisteria.it) pubblica un'inchiesta, firmata dalla direttrice Bea Marin, in cui si sostiene che i grandi editori dal 2003 al 2004 hanno aumentato il prezzo di alcune categorie di libri, soprattutto dei tascabili, con percentuali varianti dall'1,83 fino al 35,65%.
Maria Serena Palieri ha scritto per l'Unità una serie di articoli sull'eccessivo costo dei libri, rilevando tra l'altro che la famosa edizione economica non esiste più. Porta l'esempio dell'Oscar Mondadori, il mitico libro tascabile che proponeva la ristampa di titoli celebri a basso prezzo acquistabile in edicola e in libreria. L'anno di quella svolta rivoluzionaria era il 1965 e il primo Oscar che uscì, Addio alle armi di Ernest Hemingway, costava 350 lire. Quarant'anni dopo gli Oscar costano in media 9 euro, circa 18.000 lire    .

CYBERGUARDIE IN AZIONE

Internet censurato in Cina

All'improvviso un duro giro di vite contro Internet giudicato troppo "liberal" è stato perpretato dalle autorità cinesi. In particolare, secondo quanto informa il 4 marzo 2005 Fabio Cavalera, corrispondente da Pechino del Corriere della sera, era definita pericolosa la "rivoluzione del blog" L'ordine impartito, alla vigilia dell'annuale Assemblea nazionale del Popolo, il più alto organo legislativo della Repubblica Popolare Cinese, era di "oscurare l'informazione maliziosa e non buona" e l'esecuzione è stata affidata a 72 esperti di web che, richiamando alla mente la puntigliosa severità delle vecchie guardie rosse, hanno passato al setaccio i siti più visitati dai circa 100 milioni di naviganti cinesi, hanno occupato le sedi dei provider e censurato notizie, chat e forum sgraditi.

NOVITA'  EDITORIALI

Arrivano i romanzi con i titoli di coda  

Secondo una vecchia abitudine del cinema, in fondo ai film appare l'elenco di tutte le professionalità che hanno contribuito alla realizzazione, dal cast artistico e tecnico alle musiche originali, dai mezzi tecnici al tipo di pellicola. Lo si vede nelle sale cinematografiche, dove l'elenco proiettato è sempre più fitto e completo, e nei film in TV, dove però spesso è tagliato. Lo si vede anche nelle trasmissioni televisive, dai TG agli spettacoli, quasi sempre in forma di "serpentone" che scorre sulle ultime immagini. Adesso la casa editrice minimum fax, ispirandosi a quella tecnica, ha deciso di pubblicare in fondo ai suoi volumi i titoli di coda per rendere noti i nomi di tutti coloro che hanno lavorato alla produzione, nell'ordine: titolo, autore, traduttore, revisore della traduzione, impaginatore, editor, correttore di bozze, autore della copertina e del progetto grafico, stampatore, addetto alla promozione, distributore. Poi gli editori Daniele di Gennaro e Marco Cassini, il direttore della collana, il caporedattore, i redattori, i redattori della sezione web, il direttore commerciale e il suo assistente, l'amministratore e il suo assistente, il responsabile del magazzino, la responsabile della casa produttrice dei documentari minimum fax media e le sue assistenti. A seguire, i collaboratori occasionali come party manager, agenti letterari, consulenti, assistenti. Per finire, i ringraziamenti, che però erano già in uso.

SEGUITI


Dietro l'operazione "Peter Pan 2" la necessità di fare cassa

Geraldine McCaughrean, inglese, 54 anni, autrice di libri per l'infanzia, sta scrivendo il seguito della storia di Peter Pan, l'eterno bambino protagonista del capolavoro di James Matthew Barrie pubblicato nel 1903. La scrittrice ha vinto il concorso internazionale indetto dall'Ospedale pediatrico Great Ormond di Londra, a cui Barrie ha lasciato in eredità i diritti del libro. Il premio, la stesura del Peter Pan 2, la sua pubblicazione e il film che ne verrà tratto, si spiegano col fatto che i diritti sul vecchio libro scadranno nel 2007, 70 anni dopo la morte dell'autore come impongono le norme SIAE, e l'ospedale vuole assicurarsi nuovi introiti (Repubblica 15.03.05). 

SPERIMENTAZIONE

Rilancio degli Ebook anche come testi scolastici

Dopo il flop degli anni scorsi si prepara per il prossimo anno il rilancio degli ebook, grazie alla realizzazione di prototipi capaci di comunicare con una rete Wi-Fi, eliminando la necessità di una grande memoria interna dato che i libri vengono scaricati online secondo le esigenze dell'utente. Lo afferma Alberto Bozzo in un colloquio con Umberto Torelli pubblicato da CorrierEconomia del 28.02.05.

Intanto si viene a sapere da Francesco Bonazzi sull'Espresso del 10 marzo scorso che il vero rilancio dell'ebook avverrà in ambito scolastico dato che il Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione (CMSI), insieme al ministero dell'Istruzione (di cui è responsabile Letizia Moratti) e a quello dell'Innovazione tecnologica (Lucio Stanca) ha stanziato l'8 febbraio 3 milioni di euro per varare l'operazione denominata "Libro di testo elettronico". Si tratta di un nuovo strumento di apprendimento che potrà abbattere i costi assai elevati dei libri di testo, il cui mercato vale circa 650 milioni di euro all'anno. L'Associazione Italiana Editori (AIE) dichiara di non essere al corrente della decisione del CMSI. In effetti del progetto si era parlato sei mesi fa, ma poi tutto sembrava finito nel nulla fino all'8 febbraio. Altra notizia sorprendente: la sperimentazione del libro elettronico in 150 scuole delle regioni Lombardia, Toscana, Lazio e Puglia è stata affidata senza concorso alla Mondadori e alla IBM.

BIBLIOTECHE

Situazione disperata
alla Biblioteca nazionale centrale di Roma

Orari di apertura ridotti dal 1° marzo alla Biblioteca centrale Vittorio Emanuele II a Castro Pretorio in Roma a causa della grave mancanza di personale. Lo denuncia il direttore Osvaldo Avallone in una intervista rilasciata a Edoardo Sassi del Corriere della sera (15.03.05). L'organico si è ridotto in una decina d'anni da 400 a 315 unità per pensionamenti e decessi. L'ultimo concorso per funzionari è stato fatto nel 1985. «Da sempre - si lamenta Avallone - siamo la Cenerentola del Beni culturali ai quali vanno abitualmente le briciole, salvo qualche rara eccezione dovuta in passato a ministri o capi di governo come Andreotti o Veltroni». La Biblioteca ha beneficiato della collaborazione degli obiettori di coscienza, in media una trentina, ma adesso, con l'abolizione della leva, gli ultimi quindici se ne andranno a giugno. Altra defezione quella dei cinquanta volontari del Servizio civile, il cui contratto è scaduto il 1° marzo. «L'ultima finanziaria - dice Avallone - ci ha dato la mazzata finale: tagli del 25% contro quella già grave del 5% impostaci in media negli ultimi anni». La Biblioteca nazionale centrale di Roma è la maglia nera della classifica europea dei finanziamenti. «Da un bilancio 1999 di 3 milioni e 150mila euro - conclude amaramente il direttore Avallone - siamo scesi agli attuali 2 milioni e 550mila euro» anche se risultano finanziati ufficialmente € 7,7 milioni all'anno. Preso anche per buono quest'ultimo dato, relativo a 315 dipendenti per 8 milioni di unità bibliografiche conservate, una tabella pubblicata a fianco dell'intervista riguardante i finanziamenti europei per il 2005 mostra l'enorme disparità tra la Centrale di Roma e le altre. In testa figura la Biblioteca nazionale di Francia con 143 milioni di euro per 2.780 dipendenti e 15 milioni di unità bibliografiche. Al secondo posto la Biblioteca d'Inghilterra con 121 milioni di euro per 2.800 dipendenti e 12 milioni di volumi.

Fermo anche l'Orologio. Il male delle istituzioni culturali romane sembra abbia assunto carattere epidemico. Infatti, ne è stata vittima non solo la Biblioteca nazionale, ma anche quella dell'Orologio, che ha sede nel seicentesco Oratorio dei Filippini, costruito dal Borromini. I lavori di restauro allo storico palazzo che si apre appunto su Piazza dell'Orologio hanno costretto alla chiusura la Biblioteca dallo scorso 21 marzo e fino al prossimo ottobre, ma hanno contemporaneamente stravolto l'attività anche della Casa delle Letterature, dell'Istituto Storico del Medio Evo e dell'Archivio Capitolino, che risiedono nello stesso complesso architettonico. La Biblioteca dell'Orologio, che nel 1926 diventò la prima struttura pubblica dedicata ai libri del Comune di Roma, ha una dotazione di diecimila volumi, appartenenti soprattutto alla letteratura del XX secolo (ancora Corsera, 31.03.05)

EDITORIA 1

Ai nastri di partenza il "Cavallo di Ferro"

E' nata un'altra casa editrice a Roma, che sembra diventata la città preferita dai neoeditori di dimensioni medio-piccole. Si chiama Cavallo di Ferro e l'ha fondata e la dirige una scrittrice di non medio-piccole dimensioni:

Romana Petri, di cui è uscito da Fazi a metà marzo il romanzo Esecuzioni.

La nuova editrice vuol portare in Italia la letteratura lusofona, cioè portoghese, brasiliana e africana. Socio e collaboratore della Petri è il suo compagno Diego Madre Deus, che fondò anni fa a Lisbona l'editrice Cavalo de ferro.

Prime Novità: Carlos Herculano Lopes Il vestito e Joao De Melo Autopsia di un mare in rovina.

EDITORIA 2

Un'altra donna al comando della RCS libri

Teresa Cremisi ha coronato la sua lunga carriera in campo editoriale conquistando una delle poltrone più prestigiose. Dopo aver lavorato per circa vent'anni alla Garzanti, nel 1989 venne chiamata a Parigi dall'editore Antoine Gallimard con la nomina a direttore editoriale. Sotto la sua guida la Gallimard si è aggiudicata due ambiti Premi Goncourt, nel 2000 con Jean-Jacques Schulh e l'anno dopo con Jean-Cristophe Rufin. Giorni fa un altro passo avanti della Cremisi salita alla carica di presidente e direttore editoriale del Gruppo Flammarion, la mano francese della Rizzoli. E subito dopo cooptazione della Cremisi nel consiglio d'amministrazione della Rizzoli con l'incarico di mettere a punto «la strategia editoriale delle varie case editrici italiane che fanno parte del Gruppo RCS» e di occuparsi «della definizione e dell'esecuzione della strategia internazionale di RCS Libri». Probabile che con l'arrivo della Cremisi si sia voluto colmare il vuoto lasciato qualche mese fa da Rosaria Carpinelli, che ha lasciato improvvisamente il suo ruolo di direttore editoriale della Rizzoli per trasferirsi a Roma e passare con lo stesso incarico alla casa editrice Fandango.

EDITORIA 3

Nuovo direttore della Storia Einaudi    

Il giro di poltrone coinvolge anche la casa editrice Einaudi che ha affidato le sue collane di saggistica storica e d'attualità (Vele, Struzzi e la neonata Einaudi Storia) ad Andrea Romano, uno storico quarantenne che era il direttore responsabile del bimestrale Italiani Europei, edito dalla Fondazione, creata nel 2001 da Massimo D'Alema e Giuliano Amato.

Aspiranti scrittori
La Fanucci accetta manoscritti solo attraverso le agenzie letterarie

Quanti scrittori ci sono in Italia? Migliaia e migliaia, basta socchiudere la porta che una valanga la sfonda. La considerazione nasce leggendo l' "Avviso agli aspiranti scrittori", che Sergio Fanucci, titolare dell'omonima casa editrice romana, pubblica nel suo sito Internet: «Dopo soli due giorni dall'annuncio di una nuova collana di narrativa di autori italiani e stranieri, la casella di posta (elettronica e non) è stata letteralmente invasa di richieste di pubblicazione (oltre 200). Con queste poche righe, vorrei consigliare a tutti che per pubblicare bisogna rivolgersi alle agenzie letterarie e non direttamente agli editori. Ce ne sono tante e molto competenti. Io da parte mia dichiaro ufficialmente che non garantisco che venga presa visione di alcun manoscritto che non sia stato inviato attraverso un'agenzia letteraria.

Ad ogni modo i manoscritti ricevuti NON verranno restituiti. Grazie per la collaborazione».

Bisogna aggiungere che la nuova Collezione Narrativa annunciata da Fanucci Editore non aveva un carattere generico ma anzi, come precisava la presentazione, rifiutava nettamente «i romanzi di genere», intendendo invece proporre opere di «autori capaci di imporre una propria calcolata eccentricità sulla tendenza diffusa all'omologazione e alla ripetizione di schemi e trame consuete».

Di più: «Autori diversissimi tra loro, ma accomunati dalla particolarità della loro ricerca, dalla capacità di offrire opere uniche e irripetibili, al di là di ogni convenzione narrativa».

LIBRI 1

Troppi capolavori: se la critica non è credibile

I critici non ci sono più, si dice con rimpianto da tempo, ma i recensori abbondano, si aggiunge con rammarico. Vuol dire che le recensioni che appaiono sulla stampa nazionale, quotidiani e periodici, rotocalchi e riviste specializzate, non sono affidabili? Forse l'accusa è eccessiva, soprattutto è generica.

Fuori le prove, fuori i nomi, riferite gli episodi, citate i dati e le date.

In questo contesto Paolo Di Stefano si chiede tra l'annoiato e l'irritato quanti capolavori sforni la letteratura italiana se si deve credere agli annunci apparsi qua e là in questi primi mesi del 2005. In un breve editoriale pubblicato nelle pagine culturali del Corriere della Sera del 9 aprile scorso se la prende con Tullio Avoledo che su Il Giornale ha «battezzato il nuovo libro di Piersandro Pallavicini, Amico dandy, come il "miglior romanzo di quest'anno"». E contesta: «Il libro di Pallavicini è davvero un buon romanzo, ma proprio "il migliore dei migliori"?». E Di Stefano prosegue sul filo dell'ironia: «Pensavamo di poter stare tranquilli per il prossimo secolo dopo l'uscita del romanzo di Piperno (Alessandro Piperno, Con le peggiori intenzioni, ed. Mondadori, pp. 304, € 17,00, visto che molti ci avevano assicurato che la letteratura italiana non avrebbe saputo proporre niente di meglio fino al 2100 o giù di lì. Invece è passato appena un mesetto e arriva un romanzo ancora migliore. Un altro dandy dopo Piperno. Incredibile».

LIBRI 2

Susanna Tamaro: la scienza non spiega il mistero del mondo

Nel suo ultimo libro Ogni parola è un seme (ed. Rizzoli, pp. 120, € 13,00), che raccoglie quattro saggi, Susanna Tamaro scrive che niente c'è di più pernicioso dei "sogliola-man", che appiattiscono la realtà alla sola dimensione razionale e scientifica negando "il mistero". Lo rileva con tono polemico ma ricco di humor Riccardo Chiaberge, responsabile di "Domenica", supplemento culturale del Sole 24 Ore, nella rubrica "Contrappunto", taglio basso di prima pagina del numero del 27 marzo 2005. Chiaberge mette in chiaro che della Tamaro apprezza «le doti di narratrice» e della sogliola «la prelibatezza delle carni» ma anche l'intelligenza, dato che «vive adagiata nei fondali marini e per non farsi entrare la sabbia negli occhi li sposta entrambi sul lato superiore del corpo». Quindi gli vien da considerare che se è vero che di sogliole e triglie e anche squali pullulano «i mari della scienza, come quelli della letteratura, del giornalismo e della politica» è pure vero che «in compenso ci sono colonie di ricercatori seri che boccheggiano negli ultimi, semiprosciugati vivai della scienza italiana con stipendi da badanti» mentre i loro lavori «vanno a beneficio di tutta l'umanità».

La conclusione secondo Chiaberge è questa: «Ciò di cui proprio non sentiamo la mancanza è di aspiranti Savonarola che mandino Darwin o Einstein all'inferno per salvare l'anima del mondo. Susanna, per favore, la prossima volta scrivici un bel romanzo». 

11 SETTEMBRE - 1

Ancora misteri e ossessioni sull'attentato alle Torri Gemelle

Un brivido di paura serpeggia costantemente a New York. E' da quell'orrore delle Torri Gemelle disintegrate che succede e nessuno riesce a liberarsene.

La paura si ramifica sottile e insinuante nelle strade e nei parchi, nei grattacieli e nelle metropolitane della Grande Mela. E si aggiungono anche dosi massicce di vittimismo. Molti si chiedono il perché. Forse il contagio ansiogeno dei newyorkesi dipende anche dalle nubi che tuttora circondano le motivazioni, la meccanica e gli artefici di quello spaventoso 11 settembre.

Gli scrittori cominciano a raccontare, a rappresentare, a interpretare il fenomeno. Dopo il successo del libro L'incredibile menzogna. Nessun aereo è caduto sul Pentagono della francese Thierry Meyssan, un altro scrittore francese, Eric Laurent, decano del giornalismo d'inchiesta, interviene con gran vigore nella questione con il libro La verità nascosta sull'11 settembre, best seller in Francia e ora tradotto in Italia dalla casa editrice Baldini Castoldi Dalai (pp. 264, € 15,00). Polemizzando con Carlo Bonini che su "Repubblica" del 31 marzo scorso aveva intitolato il suo articolo dedicato al libro Ossessione da complotto, Laurent sostiene che nel suo testo «non c'è alcuna questione complotto, ma fatti e elementi raccolti le mie inchieste che rivelano una realtà inquietante, ben distante dalla realtà ufficiale».

A parte il complotto, definizione controversa, secondo quanto scrive Bonini, lo scrittore francese «getta alle ortiche il lavoro della Commissione d'inchiesta del Congresso americano sull'11 settembre» e smonta uno dopo l'altro tanti episodi, dalla fuga di Osama bin Laden, «il fuggitivo più fortunato del mondo, che tiene in scacco i satelliti e le stazioni di intercettazione, ossia il sistema di spionaggio più sofisticato che sia mai stato elaborato», ai movimenti speculativi di Borsa sulle azioni American Airlines e United Airlines nei giorni e nelle ore precedenti i dirottamenti, a proposito dei quali si chiede «Chi acquistò massicciamente opzioni a vendere delle due compagnie aeree sapeva quel che stava per accadere?». In sostanza Eric Laurent non può «fare a meno di confrontare l'11 settembre con un altro importante evento storico: l'assassinio del Presidente Kennedy. In entrambe le tragedie sembra che si sia cercato di impedire con ogni mezzo l'accesso alla verità» tanto che «l'assassinio di Kennedy è ancora un mistero circondato da menzogne;

l'11 settembre è ancora un insieme di menzogne circondate dal mistero».

11 SETTEMBRE - 2

Un romanzo di Vendela Vida su paure e vittimismo a New York

Sull'atmosfera di paura che si avverte a New York ha scritto un romanzo Vendela Vida, che in questi giorni appare da noi con il titolo E adesso puoi andare, per i tipi della Mondadori, nella traduzione di Maurizio Bartocci  (pp. 228, € 15,00). Ne parla ampiamente Livia Manera sul Corriere della Sera del 7 aprile, che ha intervistato la scrittrice americana, «fondatrice e direttrice con Heidi Julavits e Ed Park della rivista letteraria di riferimento The Believer, moglie dell'idolo della nuova narrativa americana Dave Eggers e musa della cerchia di scrittori che si ritrova intorno alla rivista di narrativa McSweeney's da lui creata». Nel suo libro la Vida «con austera economia di parole e sentimenti mostra l'ansia di chi vive a New York, ma attacca anche in modo intelligente e ironico quella che chiama "victimology", cioè la cultura del vittimismo tutta americana». E adesso puoi andare racconta di una universitaria ventunenne che un pomeriggio al Riverside Park si vede puntare addosso una pistola da un uomo che minaccia di ucciderla perché vuole suicidarsi ma non vuole morire da solo. «E' il primo romanzo di una trilogia - dice Vendela Vida - sul tema della rabbia e della violenza. Ed è strano perché ho cominciato a lavorare sul tema della paura costante, di cui non sappiamo come liberarci, prima dell'11 settembre. Dopo, soprattutto a New York, è diventato soltanto peggio».

MERCATO E INFLAZIONE

Tre prezzi per un libro solo

Una storia minuta che però riflette la vita d'oggi viene raccontata da Marcello De Cecco in un pezzo pubblicato da Repubblica il 7 aprile scorso. Desiderando leggere Lo snobismo liberale di Elena Croce, un prezioso libretto uscito nel 1990, De Cecco è andato in una libreria della «più grande catena italiana», dice senza citarne il nome, e lo trova. Mentre va alla cassa, guarda la quarta di copertina e nota che vi è stampata la cifra di 8.000 lire e accanto un piccolo adesivo con la conversione in euro, pari a 4,13, evidentemente applicato per legge quando la moneta unica europea ebbe corso ufficiale sostituendo la vecchia lira. Nessun aumento nonostante siano passati più di dieci anni da quel 1990, anno di pubblicazione. «Testimonianza concreta della sconfitta dell'inflazione, grazie alle austere politiche di Dini, Ciampi e Visco ("i tre ministri dell'Economia di quel periodo", n.d.r.) e al rigore monetario di Antonio Fazio ("governatore della Banca d'Italia", n.d.r.)», annota Marcello De Cecco. Ma ecco la sorpresa: appiccicato vicino all'altro c'è un secondo piccolo adesivo con un terzo prezzo: € 8,00, quasi il doppio. «Quello che ho pagato» dice malinconicamente il povero De Cecco, che osserva: «Chi ha fatto quel prezzo, libraio o editore, deve aver percepito la nuova aria che tirava in Italia, il "liberi tutti" del Cavaliere e dei suoi illustri argentieri. E si è adeguato».

Ci sono dei profittatori in Italia, ma che importa? è tempo di "finanza allegra". C'è dello humor in questo racconto, ma chi ride? c'è un senso di gelo.

(a cura di Massimo Vecchi)