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Newsletter n.2 Aprile 2005

Lingua italiana


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post-ideologiche

Sartre versus Aron


La tentazione autarchica del governo

Sul Corriere della Sera (9 marzo 2005) Giorgio Di Rienzo recensisce un libro (AaVv, Lingua italiana d’oggi, Bulzoni) nel quale viene discusso il disegno di legge con cui il governo vorrebbe introdurre un Consiglio superiore della lingua italiana (Cisli) per evitare le parole straniere, i neologismi incomprensibili, le «accentuazioni vernacolari». Recensione un po’ stramba. Il recensore infatti sostiene che il dialogo tra favorevoli e contrari al


Tullio De Mauro

Cisli è tra sordi, salvo un intervento storico di Tullio De Mauro (il quale evidentemente dialoga... ma con chi, se gli altri sono sordi?). Il recensore comunque, homo emunctae naris, tanto per dialogare critica quell’uso del termine «accentuazione», poi però, volendo «ben parlare», scrive che «forse si potrebbe [sic!] convincere gli addetti ai lavori di [sic!] parlare di “affiliazione commerciale” invece di franchising». Saranno refusi, boh! Comunque di maggior peso infine il suo volersi distinguere dai fautori dell’interventismo politico-burocratico in materia, ma anche dai difensori dell’autonomia della lingua (il loro portavoce qui, Leonardo Savoia, viene liquidato con spregio come «sociolinguista», dev’essere un insulto di nuovo conio). Il recensore propone una terza via: per farlo misteriosamente usa pari pari gli argomenti di Savoia, finché argomenta; poi di colpo chiama, toh!, la Crusca a fare esattamente il Cisli (epperò, in cauda venenum, «dotata di più fondi»). Non è chiaro.

A.S.