|
Cisli è tra sordi, salvo un intervento storico di Tullio
De Mauro (il quale evidentemente dialoga... ma con chi, se gli
altri sono sordi?). Il recensore comunque, homo emunctae naris,
tanto per dialogare critica quell’uso del termine «accentuazione»,
poi però, volendo «ben parlare», scrive che «forse si potrebbe [sic!]
convincere gli addetti ai lavori di [sic!] parlare di “affiliazione
commerciale” invece di franchising». Saranno refusi, boh!
Comunque di maggior peso infine il suo volersi distinguere dai fautori
dell’interventismo politico-burocratico in materia, ma anche dai
difensori dell’autonomia della lingua (il loro portavoce qui, Leonardo
Savoia, viene liquidato con spregio come «sociolinguista», dev’essere
un insulto di nuovo conio). Il recensore propone una terza via:
per farlo misteriosamente usa pari pari gli argomenti di Savoia,
finché argomenta; poi di colpo chiama, toh!, la Crusca a fare esattamente
il Cisli (epperò, in cauda venenum, «dotata di più fondi»).
Non è chiaro.
A.S.
|