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Newsletter n.2 Aprile 2005

Epistolomania


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Sartre versus Aron

Il giovane scrisse al celebre autore e il premuroso rispose

Lui gli scrittori li prende alla lettera. E' un gioco di parole usato per fare il titolo della pagina del Giornale del 17 febbraio scorso riservata a un articolone di Tullio Avoledo, che racconta come sia riuscito a entrare in corrispondenza con un folto gruppo di scrittori americani tra i più celebrati. Avoledo è un friulano del '57, che ha fatto carriera in banca e anche in letteratura. La sua scheda dice che ha esordito con il thriller L'elenco telefonico di Atlantide, edito da Sironi nel 2003 e ripubblicato da Einaudi nei tascabili. L'anno dopo ha pubblicato Mare di Bering, una storia di donne al potere in un'Europa avveniristica, e poco fa ha dato alle stampe Lo stato dell'unione, sempre con Sironi.


Tullio Avoledo

Lo scambio epistolare, confessa Avoledo, oltre a dargli la gioia di «scaldarmi al fuoco dell'amicizia, della generosità» a ottenere informazioni preziose e consigli utili per la stesura dei suoi romanzi. Il primo scrittore agganciato è stato Kurt Vonnegut nel 1989, una lettera in un inglese impacciato in cui lo paragonava a Mark Twain, che spedì all'indirizzo della casa editrice americana trovato fortunosamente su un tascabile. Vonnegut non solo gli rispose nel giro di un paio di settimane, ma accluse alla lettera una sua caricatura disegnata da lui stesso. Il secondo tentativo fu nove anni dopo con John Updike, contattato, dopo due o tre prove andate a vuoto, grazie a una felice intuizione: scrisse alla bibliotecaria del paesino del Massachusetts in cui lo scrittore vive pregandola di recapitargli la missiva ed ebbe fortuna. Poi è stata la volta di Saul Bellow, Ken Follett, Wilbur Smith, John Le Carré, David Foster Wallace, Joe Haldeman, Michael Bishop, Arthur C. Clarke, l'autore di 2001: odissea nello spazio, che, dice Avoledo, «mi aiutò a trovare lo spunto iniziale del mio primo romanzo». E poi altre celebrità come J. M. Coetzee, John Irving, E. L. Doctorow, Martin Amis, Norman Mailer, Seamus Heaney, Joseph Heller, Gore Vidal, Chuck Palahniuk fino a cento e più. Perché, ci si può chiedere: «A ogni contatto - confida Avoledo - sentivo di acquisire quello che certi popoli primitivi chiamano 'mana', un'energia mistica».