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Newsletter n.2 Aprile 2005

I quaderni di Gadda


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Sartre versus Aron


Dentro il laboratorio segreto dell'Ingegnere

Quando il soggetto è Carlo Emilio Gadda, la filologia è una scienza tutt’altro che asettica, e quasi una presa diretta sul nascere di irritazioni , riflessioni e ripensamenti sul bordo tra vita e scrittura. Tanto più è il caso per questi Appunti autobiografici iniziati da un Gadda trentunenne nel 1925, al ritorno dall’esperienza di lavoro come ingegnere in Argentina, e ora pubblicati per le cure di Dante Isella nella rivista biennale I quaderni dell’ingegnere. Testi e studi gaddiani, già edita da Ricciardi e ora passata alla Einaudi.
Gli appunti gaddiani  fanno parte del Fondo Roscioni, donato recentemente al Comune di


Carlo Emilio Gadda

Milano da uno dei massimi interpreti di Gadda, Gian Carlo Roscioni, autore della guida indispensabile all’esplorazione gaddiana, il saggio La disarmonia prestabilita. I quaderni di appunti di Gadda contengono spunti letterari e brani di opere a venire – ad esempio il Racconto italiano di ignoto del novecento, rimasto poi imbastito e inedito fino al 1983 – e sono quindi un preziosissimo cahier d’écriture,  ma ospitano anche lunghe lamentazioni personali che ne fanno quasi un cahier de doléance: episodi personali e familiari, delusioni (nel '25 delusione per l’esperienza in Argentina, da cui Gadda torna sconfitto e povero), ma soprattutto una ripetuta autoanalisi che sembra piuttosto un’autodiagnosi di nevrastenia e malattia e anche un referto di assoluzione per un “povero malato” che non ha la forza di affrontare il mondo e la vita. Questa insistenza sull’immagine di sé come “povero malato” ha l’evidenza di un’ossessione personale, ma sembra già delineare un personaggio, anzi il personaggio gaddiano per eccellenza, incarnato dal Gonzalo de La cognizione del dolore: ingegnere controvoglia, misantropo in perenne stato di irritazione verso il mondo, figlio ab aeternum e, appunto, “povero malato” di una malattia sottile, che i medici ottusi non capiscono, poiché è un male oscuro interiore e filosofico.                         

T.C.