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Newsletter n.2 Aprile 2005

Maurizio Cucchi


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Polemiche
post-ideologiche

Sartre versus Aron


Un debutto nel romanzo dove "Il male è nelle cose"

Il male è nelle cose (Mondadori, pp. 145) è il primo romanzo del poeta Maurizio Cucchi e del fatto dà notizia, su l’Unità dell’8 marzo, Angelo Guglielmi  in una recensione che ha il tono sibillino  di un (se esistesse) anti-oracolo. Qualcosa come: io ti dico di che si tratta, vedi tu qual è il senso. (Anzi, subliminare o subdolo: leggi questo libro.) Così veniamo a sapere che «il male è nelle cose» è la tesi ideologica di Pietro, il protagonista della vicenda, che, giovane di buona famiglia borghese e quindi educato a rispettare gli altri, tuttavia a volte per impulso sordo compie gesti che sono «tra l’atto gratuito


Maurizio Cucchi

e l’aggressione oltraggiosa» (Guglielmi), tra Gide e Freud sembra di poter arguire. Perché? Perché, appunto, «forse il male è proprio nel programma» (Cucchi). Abbiamo dunque un romanzo ideologico (non però esistenzialistico, in quanto – chiarisce Guglielmi – trapassa «dal dolore dell’individuo al dolore del mondo»). Comunque è «un buon romanzo», giacché in esso gli spunti ideologici vengono usati «come materiali di costruzione» e infine si traducono «in lucidità stilistica e tensione di lingua. È un romanzo cristallo del quale non ti interessa che la sua purezza».

A.S.