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Newsletter n.2 Aprile 2005

Copyright


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post-ideologiche

Sartre versus Aron


Il "marxlessighismo" ovvero la via Usa radical alla "cultura libera"

Su il Manifesto del 9 marzo Benedetto Vecchi dà un resoconto del volume Free culture (Apogeo, pp. 302) di Lawrence Lessig, il professore di diritto alla Stanford University che ha dato avvio a una corrente di pensiero diffusasi nelle università americane come “marxlessighismo”, quasi fosse un ritorno al passato spirito rivoluzionario. Infatti sia i liberals che i neocons statunitensi considerano Lessig un terribile radical, ma solo perché egli si dedica a «contrastare gli “estremisti” della proprietà intellettuale, in nome della “cultura libera”». [Naturalmente va puntualizzato che tali «estremisti» oggi sono ormai grandi imprese editoriali (di musica, fiction, film, libri, ecc.) e assai meno gli autori veri e propri.] Egli dunque intende opporsi al «potere monopolistico sulla cultura», senza peraltro


Lawrence Lessig

la minima intenzione di mettere in forse né la proprietà privata né i rapporti di produzione capitalistici, che anzi interpreta come la base della democrazia americana. Semplicemente, gli pare feudale l’eccesso nell’uso del copyright. [Non sarà fuori luogo ricordare che c’è differenza fra “diritto d’autore” e copyright e che le imprese possono gestire unicamente quest’ultimo, senza mai possedere il primo, anche se di norma fingono di non saperlo.] La proposta di Lessig allora una linea di compromesso: usare «license creative commons», che riconoscono il diritto d’autore, ma lasciando un certo spazio alla libertà di uso creativo da parte dei fruitori delle opere. Questa formula mira cioè a bilanciare «le istanze di protezione dei creatori e quelle di accesso della comunità». Benedetto Vecchi inoltre informa che esiste anche un sito italiano di tale movimento. All’indirizzo indicato (www.creativecommons.org) si trovano consigli giuridici opportuni e si apprende che sostenitore dei commoners è anche il dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino.

A.S.