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Mentre
a Percoto si riuniva la prestigiosa giuria del Premio Nonino 2005,
guidata da Ermanno Olmi, e assegnava la vittoria allo scrittore
cinese Mo Yan e alla scrittrice indiana Mahasweta Devi, ripartiva
la polemica sull'inflazione dei premi letterari nel nostro paese.
Secondo quanto ha calcolato il direttore dell'Editrice Bibliografica,
Giuliano Vigini, i premi letterari sono circa milleseicento, suddivisi
in trenta categorie. Il che significa che in Italia ogni santo giorno
dell'anno vengono assegnati 4,3 premi letterari. A questa febbre
del paese di "Premiopoli" sta portando il suo bravo contributo
internet, dal momento che si stanno moltiplicando vertiginosamente
anche in rete i concorsi e i premi
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Mo Yan
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riservati alle opere letterarie. La movimentazione di denaro conseguente
attivata da Stato, Comuni, Province e Regioni, non è poca cosa.
Tenendo conto che il monte premi oscilla in genere tra mille e i cinquemila
euro, facendo una media si arriva a una somma totale di almeno quattro
milioni di euro, a cui vanno aggiunti i costi organizzativi, tra incontri,
convegni, cene, uffici stampa, gettoni per i giurati, rimborsi viaggio
e albergo e quant'altro. Si può allora tranquillamente stimare
che il bilancio economico complessivo si aggiri attorno ai dieci milioni
di euro. Una cifra non piccola che, forse, potrebbe meglio essere
impiegata per fare una vera politica culturale di sostegno all'attività
letteraria. Ma chi si azzarda a chiedere l'abolizione dei premi fa
semplicemente la figura del lupo cattivo. E allora avanti così,
nel Belpaese dove un premio non si nega proprio a nessuno. |
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