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Newsletter n.1 Febbraio 2005

Arthur Miller

E' morto Mario Luzi
il decano della poesia italiana, senatore a vita

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Discussioni - Mercato editoriale, bestseller, cultura popolare
e il "suicidio" della critica militante


Baricco
Lo scrittore diventa editore della Fandango Libri

Editoria
Agli "Stati Generali" gli scrittori non hanno diritto di parola

Lettura
Sono sempre meno i giovanissimi che si dedicano ai libri

Ristampe
Una antologia che non si emenda

Polemiche
Il consumismo visto da destra, visto da sinistra

Premi letterari
Una inflazione (e una febbre) che non accenna ad acquietarsi

Letteratura Usa
Quali i compiti degli scrittori nell'America del dopo-11 settembre?

Enigmi
L'identità misteriosa di Elena Ferrante

Covacich
Quando il reality show diventa un romanzo

Baumann
L'intellettuale come mediatore culturale


Guglielmi
Un numero monografico di "Panta" sul critico bolognese

Amicizie
Parise e La Capria, complici e insoddisfatti

Carteggi
Tra Cesare Cases e Sebastiano Timpanaro lettere senza convenevoli

Critica
Perché bisogna cambiare il "canone"

Meticciato
Se gli stranieri decidono di scrivere in italiano

Revisioni
Sgalambro vs Sciascia: basta coll'equazione Sicilia = mafia

Arthur Miller
Morte di un commesso drammaturgo

Letteratura e psicoanalisi
Un convegno a Roma sul disagio della civiltà

Lutti
È morto Aldo Carotenuto, psicanalista junghiano

Transeuropa Express
Scrittori europei a confronto a Roma

Morte di un commesso drammaturgo
È morto a 89 anni Arthur Miller il decano della drammaturgia americana del secondo Novecento. Quando era stato tra il 1956 e il 1961 il terzo, invidiatissimo marito di Marilyn Monroe, Miller aveva già scritto (nel '49) la pièce, Morte di un commesso viaggiatore, che gli avrebbe dato fama perenne e che in Italia era stata inscenata da Luchino Visconti con la compagnia Stoppa-Morelli. Il primo significativo successo teatrale era stato, comunque, nel '47 Erano tutti miei figli, poi nel '53 l'ebreo di sentimenti liberal-democratici Miller aveva scritto Il crogiolo,

Arthur Miller
dove rievocando il processo per stregoneria svoltosi a Salem nel 1692, tracciava una potente allegoria dell'America stravolta dal maccartismo. Tra gli altri suoi lavori da ricordare Uno sguardo dal ponte, L'orologio americano, Una specie di storia d'amore, Dopo la caduta, poco felice raffigurazione del suo matrimonio con Marilyn, e poi Vetri rotti, sull'introiezione dell'incubo dell'antisemitismo, Un nemico del popolo, ripreso da Ibsen, Discesa da Mount Morgan, e più di recente Il mondo di Mr. Peters, bellissimo diagramma scenico sulla vecchiaia. Tra le sue opere importanti si annovera anche il romanzo Focus, pubblicato nel '45, sempre sul tema della diversità e della persecuzione degli ebrei. Commentando la sua scomparsa sul Giornale ha scritto Eraldo Affinati: "In origine c'era Ibsen… nella percezione di Arthur Miller… Ma il rovello psichico del grande commediografo norvegese, nei cortili interni di Brooklyn, perde la sua tensione universale di matrice nordica e sostiene piuttosto un'altra frattura interiore: lo scarto lacereante fra lo strenuo desiderio di integrità morale e la legge imbattibile della convenzione sociale".


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