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Newsletter n.1 Febbraio 2005

Letteratura e psicoanalisi


E' morto Mario Luzi
il decano della poesia italiana, senatore a vita

IN PRIMO PIANO
Discussioni - Mercato editoriale, bestseller, cultura popolare
e il "suicidio" della critica militante


Baricco
Lo scrittore diventa editore della Fandango Libri

Editoria
Agli "Stati Generali" gli scrittori non hanno diritto di parola

Lettura
Sono sempre meno i giovanissimi che si dedicano ai libri

Ristampe
Una antologia che non si emenda

Polemiche
Il consumismo visto da destra, visto da sinistra

Premi letterari
Una inflazione (e una febbre) che non accenna ad acquietarsi

Letteratura Usa
Quali i compiti degli scrittori nell'America del dopo-11 settembre?

Enigmi
L'identità misteriosa di Elena Ferrante

Covacich
Quando il reality show diventa un romanzo

Baumann
L'intellettuale come mediatore culturale


Guglielmi
Un numero monografico di "Panta" sul critico bolognese

Amicizie
Parise e La Capria, complici e insoddisfatti

Carteggi
Tra Cesare Cases e Sebastiano Timpanaro lettere senza convenevoli

Critica
Perché bisogna cambiare il "canone"

Meticciato
Se gli stranieri decidono di scrivere in italiano

Revisioni
Sgalambro vs Sciascia: basta coll'equazione Sicilia = mafia

Arthur Miller
Morte di un commesso drammaturgo

Letteratura e psicoanalisi
Un convegno a Roma sul disagio della civiltà

Lutti
È morto Aldo Carotenuto, psicanalista junghiano

Transeuropa Express
Scrittori europei a confronto a Roma

Un convegno a Roma sul disagio della civiltà
La Società Psicoanalitica Italiana ha organizzato a Roma, a palazzo Altemps, un ampio convegno internazionale sul tema I disagi della civiltà. Accanto a tanti psicanalisti sono stati invitati a intervenire due scrittori: l'italiano Edoardo Sanguineti e l'israeliano Abraham B. Yehoshua, che hanno per l'appunto dissertato a partire dal famoso saggio di Freud sul "Disagio della civiltà". In particolar modo Yehoshua si è interrogato sulla definizione dei termini "agio" e "serenità" dentro la prospettiva fornita dalla cultura.

Abraham B.Yehoshua
Si è poi chiesto la ragione per cui le civiltà più ricche ed avanzate non sono state capaci di neutralizzare la violenza, ponendo rispetto all'oggi il quesito: "La globalizzazione, il pluralismo, la democrazia sono sufficientemente attrezzate contro l'aggressività umana? Possono evitare il ripetersi delle atrocità commesse?". L'altro tema toccato da Yehoshua riguardava il ruolo della religione, che Freud si sa giudicava negativo, ma di fronte al fallimento del laicismo, non si potrebbero ricavare dalla religione oggi degli elementi positivi? Ultima questione cruciale quella del "senso di colpa" che secondo Freud sviluppava una spinta propulsiva rispetto al divenire della cultura. Secondo Yehoshua c'è da dubitare che sia ancora così, tale sentimento appare cambiato, anche se non è ancora chiaro come e in che direzione. Il pendolo del "delitto e castigo" che connota la parabola di Raskol'nikov rispetto ai tempi di Dostoevskij oggi trapassa presso lettori che non hanno simili elaborazioni emotive e spirituali, così forse la letteratura non riesce più a insegnare nulla, si presenta come uno specchio sterile dell'uomo. Interrogativi seri, risposte non facili. Ma si sa, l'analisi è per definizione interminabile.

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