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La
Società Psicoanalitica Italiana ha organizzato a Roma, a
palazzo Altemps, un ampio convegno internazionale sul tema I disagi
della civiltà. Accanto a tanti psicanalisti sono stati invitati
a intervenire due scrittori: l'italiano Edoardo Sanguineti e l'israeliano
Abraham B. Yehoshua, che hanno per l'appunto dissertato a partire
dal famoso saggio di Freud sul "Disagio della civiltà".
In particolar modo Yehoshua si è interrogato sulla definizione
dei termini "agio" e "serenità" dentro
la prospettiva fornita dalla cultura.
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Abraham B.Yehoshua
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Si è poi chiesto la ragione per cui le civiltà più
ricche ed avanzate non sono state capaci di neutralizzare la violenza,
ponendo rispetto all'oggi il quesito: "La globalizzazione, il
pluralismo, la democrazia sono sufficientemente attrezzate contro
l'aggressività umana? Possono evitare il ripetersi delle atrocità
commesse?". L'altro tema toccato da Yehoshua riguardava il ruolo
della religione, che Freud si sa giudicava negativo, ma di fronte
al fallimento del laicismo, non si potrebbero ricavare dalla religione
oggi degli elementi positivi? Ultima questione cruciale quella del
"senso di colpa" che secondo Freud sviluppava una spinta
propulsiva rispetto al divenire della cultura. Secondo Yehoshua c'è
da dubitare che sia ancora così, tale sentimento appare cambiato,
anche se non è ancora chiaro come e in che direzione. Il pendolo
del "delitto e castigo" che connota la parabola di Raskol'nikov
rispetto ai tempi di Dostoevskij oggi trapassa presso lettori che
non hanno simili elaborazioni emotive e spirituali, così forse
la letteratura non riesce più a insegnare nulla, si presenta
come uno specchio sterile dell'uomo. Interrogativi seri, risposte
non facili. Ma si sa, l'analisi è per definizione interminabile.
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